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Tavola rotonda sulla legalità promossa da Rotary Club e Associazione degli imprenditori: “Molfetta terra di mafia”, l’allarme del Procuratore di Trani Renato Nitti

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«Molfetta è terra di mafia», a denunciare questa situazione è il capo della Procura di Trani dott. Renato Nitti, nel corso della tavola rotonda “Allarme sicurezza: aziende e territorio presidio di legalità” promossa dal Rotary Club di Molfetta e dall’Associazione imprenditori nell’Auditorium Madonna della Rosa, con la partecipazione del sindaco Tommaso Minervini e del vescovo mons. Domenico Cornacchia.

Una denuncia che proviene da fonte autorevole e informata e che non può essere ignorata dalla cittadinanza che – come ha aggiunto Nitti – deve prendere consapevolezza di questo fatto. A confermarlo sono i risultati conseguiti in tanti anni di indagini e di investigazioni condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, della quale lo stesso Nitti ha fatto parte.
A Molfetta, secondo la DIA (dati secondo semestre 2020), «si registra la presenza di gruppi criminali riconducibili agli alleati clan Capriati e Mercante-Diomede».
Infatti, la cosa più inquietante è che si tratta «di una terra dove le affiliazioni vengono fatte, i clan vengono costituiti e i rapporti di potere vengono regolati con il pensiero mafioso. Nitti ha ricordato come nel marzo del 2016, al quartiere San Paolo di Bari, aveva ascoltato un collaboratore di giustizia, sino a quel momento affiliato con un grado di “quarta”, «che proveniva da questo territorio».
In pratica qui sono presenti propaggini dei clan baresi. A Molfetta «si stipula un contratto preciso: il rito di affiliazione è un negozio con il quale il soggetto che si affilia assume una quantità di obblighi e acquista una quantità di diritti e questo vale anche in questo territorio» dove sono presenti gruppi riconducibili al clan Capriati di Bari.
«Ma non ci sono soltanto loro in questo territorio», ha precisato Nitti, che ha ricordato l’omicidio di Alfredo Fiore, avvenuto il 13 marzo 2014 fra le bancarelle del mercato settimanale di Molfetta, davanti ai suoi familiari: un omicidio con modalità mafiose, secondo il procuratore. Una persona in moto col volto coperto dal casco sparò due colpi di pistola, uno alla testa con l’intento di finire la vittima. La cosa più inquietante è che il killer agì senza la preoccupazione di essere riconosciuto e senza temere alcuna reazione: «il senso di un messaggio che voleva lanciare a chi lo doveva intendere, un messaggio di controllo del territorio».
L’altro episodio è più recente del 30 settembre scorso quando sono stati sequestrati di 50 milioni di euro a Giuseppe Manganelli, che «non può farci ignorare che questa è terra di mafia».
Manganelli, che ha scontato 12 anni di reclusione, e oggi è uomo libero, è accusato di aver occultato cospicue somme di danaro, con tutta probabilità provento delle attività di narcotraffico ed estorsive cui era dedito durante gli anni ’90.
Ma a questo scenario malavitoso, vanno aggiunti i fenomeni di corruzione: «Se c’è un pubblico funzionario che percepisce denaro con modalità occulte in relazione alla propria attività, questo è sufficiente per formarvi un vostro giudizio. I fenomeni che si sono ripetuti negli anni, conclamati addirittura con tecniche di corruzione che risalgono a numerosi anni addietro, ci dicono che il territorio non è ancora riuscito a riscattarsi da un problema che, evidentemente, finisce per colpire anche l’economia», ha avvertito il procuratore Nitti.
Nell’introdurre la tavola rotonda, il presidente del Rotary Club di Molfetta, Felice de Sanctis, ha ricordato come da alcuni mesi a Molfetta si sia in presenza di un incremento dei fenomeni di criminalità (incendi di auto, bombe a cantieri edilizi, probabili estorsioni, qualche accoltellamento), ai quali si sono aggiunti presunti fenomeni di corruzione che hanno coinvolto le istituzioni e sui quali sta indagando la magistratura.
Questo fa pensare a una città a rischio e determina l’allarme sicurezza.
La capacità delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nelle attività legali e nelle imprese in difficoltà, approfittando anche della pandemia da Covid, sono all’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura.
Di qui l’iniziativa del Rotary Club di Molfetta e dell’Associazione degli imprenditori di sensibilizzare l’opinione pubblica e offrire un momento di riflessione e dibattito su questo fenomeno, ribadendo soprattutto il ruolo di presidio di legalità delle imprese locali.
Maddalena Pisani, presidente dell’Associazione imprenditori di Molfetta ha ricordato come l’associazione imprenditori «non è nata per fare marketing territoriale, non è nata per finalità economiche, e non è neanche nata per incrementare uno sviluppo industriale che non abbia delle solide fondamenta, tant’è vero che l’associazione si dichiara apartitica e disposta a collaborare nell’interesse di tutti gli associati, senza tagliare fuori i lavoratori”. L’associazione ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere sempre presente per Molfetta, tutelando le aziende e avviando numerosi progetti per la città, dimostrando di avere a cuore il territorio e i suoi insediati.
Quindi la presidente degli imprenditori ha sottolineato le finalità della tavola rotonda: «Perché noi siamo qui stasera? Per ribadire un concetto importante: l’Associazione Imprenditori è il presidio di legalità che sta cercando di evitare che soggetti terzi, che hanno interessi non identificabili con quelli tipicamente imprenditoriali ed economici, si insedino e approfittino dei momenti di debolezza economica e finanziaria dei nostri associati, per sostituirsi a noi. Noi ribadiamo stasera la nostra vicinanza alle istituzioni, nella legalità e nel rispetto delle regole e delle norme».
Altro relatore importante della serata è stato il generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, Presidente dell’Osservatorio Eurispes sulla Sicurezza, già Capo di Stato Maggiore dell’Aereonautica Militare Italiana, con una lunga esperienza internazionale. Preziosa si è soffermato sulla criminalità mafiosa (non solo italiana, ma giapponese, cinese, nigeriana ecc.), evidenziando quali siano i principali obiettivi della stessa: controllare la maggior parte delle istituzioni, che sono il cuore della società civile: le banche, i tribunali e i media.
Ha menzionato e dedicato un applauso a chi, prima di tutti, ha dato la vita per impedire che questi obiettivi fossero raggiunti: «Parlare della criminalità è molto complesso, prima di farlo, bisogna ricordare che la direzione antimafia e antiterrorismo prese il via dalle indicazioni di Giovanni Falcone nel 1991. Falcone fu ucciso con altre tre persone il 23 maggio del ’92 per rappresaglia contro la lotta alla mafia. Chi combatte la mafia, è esposto alla rappresaglia della mafia, rischia ogni giorno la propria vita”.
Infine l’intervento del dott. Antonello Soldani, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Trani, che ha voluto concentrare la sua attenzione sulla prossima apertura dello “Sportello dell’organismo di composizione della crisi” presso il Comune di Molfetta, che avrà il fine di ascoltare e indirizzare chi si trova in una situazione di difficoltà.
Il Dott. Soldani si è anche soffermato sul tema dell’aiuto alle imprese: «Se si vuole aiutare il tessuto imprenditoriale sano, è necessario, quando si parla di appalti pubblici, intervenire in modo forte nel momento in cui vengono pubblicati dei bandi antieconomici. Stiamo proponendo, che a livello nazionale, ci sia una rivalutazione tecnica sulla sostenibilità economica».
Il Procuratore Nitti ha detto che a Molfetta esiste «un tessuto imprenditoriale straordinariamente vivace, ma pure estremamente fragile». Il quadro, insomma, non è rassicurante, ma Molfetta è una terra che può ampiamente riscattarsi, è la terra da cui è partito il messaggio di don Tonino Bello.  E questo riscatto deve venire dalla società, dai cittadini che devono essere consapevoli dei rischi che ci sono, ma fermi nel denunciare le illegalità e impedire infiltrazioni criminali.
L’affermazione più forte del procuratore Nitti: “Molfetta è terra di mafia” deve farci riflettere, un avvertimento che la nostra città è in pericolo. Ma non tutto è perduto, la lotta alla mafia è ancora in corso ed è una battaglia alla quale devono prendere parte le grandi industrie e le associazioni, che però devono essere sostenute da ogni singolo cittadino affinché il cambiamento sia realmente possibile.

Soldani, Pisani, Nitti, de Sanctis, Preziosa
Soldani, Pisani, Nitti, de Sanctis, Preziosa
L'intervento dell'assistente del Governatore, Costantino Fuiano
L’intervento dell’assistente del Governatore, Costantino Fuiano
Locandina dell'evento
Locandina dell’evento
Da sinistra: Fuiano, Giannelli, de Sanctis, Valente

Visita del Governatore Rotary al Club di Molfetta: Giannelli si complimenta per iniziative e service Albania. La Festa della carta

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La visita del Governatore del Distretto 2120 del Rotary International, Gianvito Giannelli al Club di Molfetta, è avvenuta il 4 novembre, incontrando prima il presidente del Club di Molfetta Felice de Sanctis, che, tra l’altro lo ha aggiornata sul service in Albania, in corso con il Rotaract. Poi il consiglio direttivo che ha illustrato le attività in corso: dall’incremento dell’effettivo ai progetti in cantiere, dai service alla collaborazione con il Rotaract, il cui presidente Pietro Minervini, è stato inserito a tutti gli effetti nel consiglio direttivo.

Il Governatore Giannelli si è complimentato con il presidente e il Club per le attività in corso e quelle in programma.

La signora Lilly Ginefra Giannelli ha presentato il suo service che prevede l’installazione di un defibrillatore in ogni sede giudiziaria. Il presidente ha consegnato alla sig.ra Giannelli il contributo del Rotary Club di Molfetta.

E’ stato anche inserito il nuovo socio Vito Bellomo, ingegnere aerospaziale, presentato da Leonardo de Pinto, ha ricevuto la spilletta direttamente dal Governatore.

L’incontro si è concluso con la tradizionale conviviale a Palato Bistrot, nuova sede del Club di Molfetta, per festeggiare anche il ricevimento della Carta di fondazione del club 49 anni fa, nel 1972. Immancabile la torta celebrativa.

Da sinistra: Fuiano, Giannelli, de Sanctis, Valente
Da sinistra: Fuiano, Giannelli, de Sanctis, Valente
Il Governatore Giannelli spilla il nuovo socio Vito Bellomo
Il Governatore Giannelli spilla il nuovo socio Vito Bellomo
La torta della Festa della Carta per i 49 anni del Club di Molfetta. Da sinistra Fuiano, Adelaide Altamura moglie del presidente del Club, Felice de Sanctis, Gianvito Giannelli e signora Lilly Ginefra, Anna Palombella
La torta della Festa della Carta per i 49 anni del Club di Molfetta. Da sinistra Fuiano, Adelaide Altamura moglie del presidente del Club, Felice de Sanctis, Gianvito Giannelli e signora Lilly Ginefra, Anna Palombella
Da sinistra: l'assistente del Governatore Costantino Fuiano, il Governatore Gianvito Giannelli, il presidente del Club di Molfetta Felice de Sanctis
Da sinistra: l’assistente del Governatore Costantino Fuiano, il Governatore Gianvito Giannelli, il presidente del Club di Molfetta Felice de Sanctis

Covid, la trasmissione del virus in ambienti aperti e chiusi: il prof. Gianluigi de Gennaro al Rotary di Molfetta

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La Cabina di regia per l’emergenza Covid-19 ha diffuso il consueto report settimanale sull’andamento dell’epidemia in Italia. E i dati – pur non essendo allarmanti – di contro non sono nemmeno incoraggianti. Di fatti sono in salita sia l’indice Rt che l’incidenza in Italia. L’Rt questa settimana è a 0,96, contro lo 0,86 di sette giorni fa mentre l’incidenza è salita da 34 a 46 casi per centomila abitanti.

Nel report si legge che – nel periodo compreso tra il 6 ottobre e il 19 ottobre 2021 – l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,96, appena al di sotto della soglia epidemica e in deciso aumento rispetto alla settimana precedente. Iniziano inoltre a salire i ricoveri mentre restano ancora stabili le terapie intensive.

Salgono anche da 4 a 18 le Regioni classificate a rischio moderato e solo 3 al momento rientrano nella fascia bassa di rischio. In questo scenario la campagna vaccinale in Italia ha avuto un’incidenza fondamentale nel rallentamento della diffusione del Covid-19 coadiuvata sempre dal mantenimento dei consueti comportamenti ormai diventati parte della quotidianità: l’uso della mascherina in ambienti chiusi, il lavaggio frequente delle mani e il distanziamento sociale. Ma sembrerebbe – alla luce dei nuovi report – che queste misure non siano ancora del tutto sufficienti. Bisognerebbe, infatti conoscere più a fondo questo fenomeno per riuscire a comprenderne le dinamiche e le possibili modalità di difesa. Di questo e molto altro si è parlato durante l’incontro “Trasmissione aerea del SARS-COV-2: implicazioni in ambienti aperti e chiusi” organizzato dal Rotary Club di Molfetta (che comprende anche Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo di Puglia) presso Palato Bistrot.
Ad introdurre la serata, il presidente, Felice de Sanctis, che dopo i saluti di rito ha lanciato un messaggio volto a sensibilizzare i presenti sull’importanza della vaccinazione, ricordando che la Puglia oggi è al terzo posto dopo il Veneto e la Toscana per numero di contagi seppur non siano stati riscontrati decessi.

La parola poi è passata al segretario del Club, Vito Valente che ha introdotto il relatore della serata, prof. Gianluigi de Gennaro, Docente di Chimica dell’Ambiente del Dipartimento di Biologia presso l’Università degli Studi di Bari. Il prof. de Gennaro – durante la sua lectio – ha posto l’attenzione su una tematica basilare ma che sino ad oggi è rimasta appannaggio della comunità scientifica tra smentite e successive conferme: il Covid-19 – come d’altronde tutte le altre tipologie di virus – si trasmette per via aerea.

All’inizio della pandemia le informazioni sul coronavirus e sulle sue modalità di trasmissione erano certamente scarse e mentre le ricerche procedevano, per molti Paesi e per le loro istituzioni la priorità era affrontare emergenze sanitarie senza precedenti negli ultimi decenni. Quando emersero le prime notizie sul SARS-CoV-2 e la sua diffusione a Wuhan, in Cina, l’OMS e diverse altre autorità sanitarie pensarono che il coronavirus si diffondesse tramite i droplet, gocce di saliva contenenti le particelle virali emesse da chi ne fosse infetto. Si trattava di una conclusione che all’epoca appariva sensata perché basata su come funzionano i contagi di altre malattie.

Ma nella primavera del 2020 iniziarono a essere pubblicati alcuni studi preliminari sulla capacità del coronavirus di trasmettersi per lo più per via aerea. I ricercatori avevano infatti notato che le particelle virali erano presenti anche in gocce di saliva molto più piccole dei droplet e che erano in grado di rimanere a lungo in sospensione nell’aria, causando nuovi contagi dopo un certo tempo di esposizione. Così il 30 aprile si arriva ad una importante svolta: queste circostanze – prese inizialmente sottogamba – vengono riconosciute più esplicitamente anche dall’OMS con un atteso anche se tardivo aggiornamento delle sue linee guida.

È stato anche accertato e confermato che temperatura, umidità e condizioni diverse di velocità del vento incidono sulla circolazione del virus e di conseguenza sul contagio. Un altro aspetto sicuramente rilevante e che non è balzato per nulla agli onori delle cronache è la correlazione tra circolazione virale e polveri atmosferiche: gli scienziati hanno infatti scoperto che il pulviscolo presente nell’aria funge da “taxi” per il virus che non soltanto ha modo di spostarsi più velocemente ma ne rimane all’interno più vivo che mai. Ecco perché – in una fase iniziale – il territorio padano è stato maggiormente impattato dalla diffusione del virus, portando ad un alto numero di contagi e morti.

Ovviamente la concentrazione di polveri è legata a doppio filo all’inquinamento, creando così una sorta di circolo vizioso favorevole al Covid-19. A fronte di tutti questi studi – comprovati da evidenza scientifica – l’OMS dice oggi che il contagio può essere veicolato dagli aerosol e soprattutto che «negli ambienti scarsamente ventilati e/o affollati gli aerosol rimangono sospesi nell’aria e viaggiano a oltre un metro di distanza». Di fatti in situazioni indoor la combinazione tra un livello elevato di anidride carbonica e la scarsa areazione degli ambienti non fa altro che aumentare la possibilità che il virus venga inalato e ci si contagi.

Chiaramente – come ha sottolineato il professore – il rischio zero non esiste ma lo si può ridurre con l’utilizzo di sistemi precauzionali. Ad esempio – nell’ambito di un progetto di messa in sicurezza al quale hanno partecipato alcune scuole di Molfetta – de Gennaro ha suggerito l’acquisto e l’utilizzo di una rilevatore di CO² che ha anche un costo abbastanza irrisorio a fronte del grande beneficio che potrebbe senz’altro apportare. Si tratta di uno strumento che illuminandosi determina differenti livelli di allerta: il verde indica livelli di CO² nella norma, l’arancione lancia un segnale di allerta mentre il rosso indica livelli di anidride carbonica pericolosi e condizioni di contagio favorevoli.

Negli ultimi due casi sarebbe sufficiente far arieggiare l’ambiente – aprendo finestre o porte – in modo tale da far normalizzare i livelli di anidride carbonica e tutelare così la salute di tutti. E a proposito di tutela una precisazione va fatta anche sulle diverse tipologie di mascherine e su loro corretto utilizzo. Se è vero che una mascherina di cotone ha una capacità di abbattimento del virus parti al 65% a fronte del 90% di una FFP2 è altrettanto importante – come ci ha tenuto a specificare il prof. de Gennaro – indossarla in modo corretto al fine di evitare di vanificarne l’efficacia. E anche per quanto riguarda i famosi gel igienizzanti sarebbe opportuno utilizzarli con parsimonia poiché aggressivi: in situazioni in cui è disponibile sapone o semplicemente acqua sarebbe opportuno farne a meno.>

Il presidente del Rotary di Molfetta, Felice de Sanctis, consegna il gagliardetto del Club al prof. Gianluigi de Gennaro

L’Occidente dopo Kabul, quale futuro? il gen. Pasquale Preziosa ospite dei Rotary di Bisceglie, Molfetta, Bitonto e Corato

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Quale sarà il futuro dell’Afghanistan? E soprattutto quali riflessi potrà la crisi del Paese conquistato dai talebani sui Paesi occidentali e sull’Europa in particolare?
Se ne è parlato nella sala conferenze dell’Hotel Salsello a Bisceglie in un incontro sul tema “L’Occidente dopo Kabul: quale futuro? – I rischi dopo la disfatta in Afghanistan”, organizzata in Interclub dai Rotary di Bisceglie, Bitonto Terre dell’Olio , Corato, Molfetta e dai Rotaract Club di Bisceglie e di Molfetta.

Tarricone, Indennitate, de Sanctis, Preziosa, Cassanelli, Giannelli, Bombini, Minervini

Ha condotto la serata il Presidente del Rotary Club Bisceglie Massimo Cassanelli, ritenendo tale conferenza “una delle serate di livello più elevato, che ci darà molto da riflettere sul futuro del nostro Paese e dell’Unione Europea.”

Dopo un breve intervento del Sindaco della città di Bisceglie Angelantonio Angarano sul tema della serata, il quale ha espresso sincero interesse per queste vicende che possono sembrarci distanti, ma in realtà hanno notevole risonanza sull’Occidente, la parola è presto passata al primo importante relatore, il Generale Pasquale Preziosa, Presidente dell’Osservatorio Eurispes sulla Sicurezza e già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana.

L’intervento del Generale Preziosa ha attraversato decenni di storia dell’Afghanistan, dagli eventi agli albori dello Stato fino alla situazione attuale, approfondendo gli aspetti più rilevanti sulle relazioni internazionali con gli altri Paesi del mondo orientale e occidentale. Non poche sono state le considerazioni sull’impatto della politica estera: “Decisioni politiche sbagliate portano a conseguenze disastrose”, ha affermato il Generale. “Leadership, comunicazione e networking diventano, quindi, i pilastri per gestire la complessità, e quando vengono a mancare ecco che emergono problemi di ordine politico. Per questo è importante riflettere sulle crisi, strettamente connesse a decisioni immediate.

Il contributo del Generale Preziosa è proseguito con riflessioni sulla politica estera ed economica sul commercio mondiale, soffermandosi sulla posizione dell’Unione Europea e sul rischio della sua irrilevanza nel ‘nuovo ordine mondiale’: il confronto fra ‘potenze’, infatti, si sta spostando nel campo della cybernetica, dell’ipersonico e dell’intelligenza artificiale, ed in questa partita la Cina, la Russia e gli USA giocano un ruolo non indifferente.

Preziosa ha concluso la sua relazione con un pensiero sull’UE, prendendo in prestito le parole di Zhou Enlai: secondo il Generale, i Paesi dell’Unione “dormono nello stesso letto ma fanno sogni diversi”, tuttavia è solo restando uniti secondo i principi dei padri fondatori che si potranno affrontare le difficoltà del futuro. I presenti hanno mostrato sincera ammirazione nei confronti di Preziosa tanto da omaggiarlo di un lungo applauso al termine della sua esposizione.

Il presidente Massimo Cassanelli ha, poi, presentato il secondo importante relatore della serata: Gianvito Giannelli, Governatore del Distretto Rotary 2120, che ha fornito il punto di vista rotariano su tali tematiche.

Giannelli ha aperto il suo intervento ricollegandosi alle parole di Preziosa e aggiungendo considerazioni di natura politica sulla Gran Bretagna e gli USA. Inoltre, ha parlato dei rifugiati afgani, specificando come il loro livello di scolarizzazione sia alto, dunque, il Rotary come organizzazione può e deve fare di più: non dovrebbe limitarsi ad aiuti concreti di prima necessità come raccolte alimentari e di indumenti, ma estendere il proprio operato, ad esempio, strutturando un programma di inserimento nel mondo del lavoro.

Il Governatore Giannelli ha infine mostrato come l’apertura dei rotariani sai tale da non restare in silenzio: i tredici Distretti italiani hanno deciso, infatti, di far sentire la propria voce scrivendo una lettera indirizzata al Premier Mario Draghi per manifestare la propria disponibilità nella gestione dell’emergenza.

La preziosa relazione del Governatore si è conclusa con una profonda consapevolezza: “Dobbiamo studiare la storia per capire e gestire gli eventi, dobbiamo conoscere in primis le nostre radici per preparare i Leader del futuro a livello europeo e mondiale, e per farlo serve un poderoso cambio culturale.

Tra molti quesiti sul futuro ma con grande propositività l’incontro volge al termine, con il grande pregio di aver fornito agli uditori importanti chiavi di lettura del presente e spunti di riflessione per evolvere in meglio.

Il gen. Preziosa, il presidente del Rotary di Bisceglie Cassanelli, il presidente del Club di Molfetta de Sanctis, il Governatore Giannelli, i presidente dei Rotaract di Molfetta Minervini e di Bisceglie Bombini