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L’ing. Vito Bellomo al Rotary Club Molfetta: lo Spazio al servizio della collettività

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«Lo spazio ha sempre esercitato un grande fascino sull’uomo e lo esercita ancora anche se per buona parte non è più avvolto dal mistero. Grazie alla scienza oggi sappiamo molto di più di quando i primi uomini ammiravano estasiati ma anche impauriti il cielo chiedendosi cosa ci fosse dietro e dentro il sole e la luna visibili ad occhio nudo. Poi sono venute le ricerche spaziali che hanno contribuito a ridurre il mistero che ci circonda. I primi viaggi nello spazio hanno fatto il resto. Ma in tutto questo scenario si sono inseriti i satelliti artificiali (sembra ce ne siano oltre 4.000 in orbita) e la loro importanza è fondamentale per lo studio della stessa realtà terrestre e per il nostro benessere. La curiosità in questa materia non manca. E ci domandiamo a cosa serve davvero tutto questo Spazio? Così come una stanza può essere osservata da infinite angolazioni o condizioni luminose anche il settore spaziale può essere declinato in varie sfaccettature, espressioni delle molteplici finalità di satelliti, sonde e missioni spaziali».

Questo il discorso con cui il Presidente del Rotary Club Molfetta, Dott. Felice de Sanctis ha inaugurato la serata dedicata al tema dello Spazio, organizzata come di consueto presso Pàlato Bistrot. La parola è poi passata a Vito Bellomo – socio del Rotary Club di Molfetta ed esimio ingegnere aerospaziale – che ha condotto i presenti a valutare l’effettivo valore aggiunto del settore spaziale rispetto al benessere della società civile e a comprendere come lo Spazio possa essere di “Servizio” verso la Collettività.

L’illustre relatore è partito dallo spiegare cosa sia un satellite, ovvero un oggetto lanciato nello spazio che orbita attorno a qualcos’altro: può essere naturale come una luna o artificiale. Un satellite artificiale viene messo in orbita attraverso l’ausilio di un razzo a cui viene attaccato e che si stacca una volta raggiunta la posizione corretta. I satelliti artificiali vengono anche utilizzati per esplorare altre parti del nostro sistema solare tra cui Marte, Giove e il Sole. Ma non solo.

È stupefacente venire a conoscenza di quante funzionalità abbiano e in quanti settori trovino applicazione: da quello meteorologico a quello militare, dalle telecomunicazioni al monitoraggio e ottimizzazione dell’attività agricola.

Ad esempio, i satelliti meteorologici scorrono in un flusso costante di dati, segnalandoci una miriade di fatti da tutto il mondo. Le informazioni trasmesse riguardano la temperatura, le precipitazioni, la velocità del vento e i modelli di nuvole. I meteorologi usano queste informazioni per predire il tempo soprattutto per individuare forti tempeste prima che diventino pericolose. Ciò offre alle persone la possibilità di rifugiarsi dai tornado e di evacuare le aree sul percorso degli uragani.

Per non parlare del grande contributo nell’ambito delle comunicazioni: in questo caso il satellite funge da relè per i segnali da un punto all’altro della Terra. Questi satelliti sono in genere geosincroni, ovvero sono messi in orbita in modo tale da trovarsi sempre sullo stesso punto. I satelliti per le comunicazioni gestiscono segnali telefonici, comunicazioni mobili e radio da nave a terra. Trasmettono anche segnali televisivi e radio dal punto di trasmissione alle stazioni in tutto il paese.

Un’altra importante funzione dei satelliti è esplorare e mappare la Terra e altri pianeti. Molti satelliti sono dotati di telecamere che catturano immagini fisse e video della superficie del pianeta. Sono comuni anche le immagini a infrarossi che mostrano modelli di caldo e freddo. Gli scienziati usano le immagini satellitari per tracciare i cambiamenti in luoghi difficili da raggiungere, come le calotte polari.

Di fatti – come ha spiegato Bellomo – la missione ESA Cheops, ad esempio che ha avuto il compito di indagare sugli esopianeti ha scoperto la deformazione di un esopianeta, offrendo così nuove informazioni sulla struttura interna degli stessi. Il pianeta, noto come WASP-103b si trova nella costellazione di Ercole ed è stato deformato dalle forti forze di marea tra il pianeta e la sua stella ospite WASP-103 che è circa 200 gradi più calda e 1,7 volte più grande del Sole.

Da non sottovalutare è anche la funzione dei satelliti nel settore agricolo. Oggi vengono utilizzati per controllare lo stato di salute delle colture, “catturano” la luce solare riflessa da piante e suolo e l’analizzano per determinare parametri come l’indice di vigore. Conoscere con esattezza il fabbisogno territoriale e dosare la quantità di acqua piuttosto che di fertilizzante in funzione di variabili che arrivano dal territorio con l’Internet delle cose, ma anche dai dati satellitari, evitare di fertilizzare in caso di piogge imminenti ad esempio, permette di migliorare l’efficienza e ridurre i costi.

Le immagini satellitari consentono agli agricoltori di controllare da remoto numerose attività agricole mentre la tecnologia legata alla Global Navigation Satellite Systems permette una facile individuazione e movimentazione dei mezzi verso i punti di interesse. Allo stesso tempo le comunicazioni via satellite sono importanti per la Smart Agriculture in tutti i contesti che prevedono forme di automazione e di robotica applicate ad esempio alla comunicazione macchina-macchina in aree in cui le reti terrestri convenzionali non sono adeguate o accessibili.

L’innovazione e la ricerca scientifica possono giovare molto al mondo delle piccole imprese agricole del meridione italiano, spingendo verso una nuova era di innovazione, occupazione e produzione delle nostre potenzialità agricole.

La serata è terminata con i saluti dell’assistente del Governatore, Costantino Fuiano e con le domande dei presenti.

 

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