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All’insegna del culto della storia e dell’Unità nazionale. Attribuzione della PHF da parte del Rotary di Melfi al Prof. Lerra Antonio

Il Meeting del 6 giugno 2020 presso il Rotary di Melfi assume una forte connotazione storica che ha sempre una sua indiscutibile attualità.
La Presidente del Rotary Giuseppina Cervellino evidenzia la rilevanza dell’incontro per la profondità del tema, per la significativa presenza di un illustre relatore, storico di forte spessore, Prof. Antonio Lerra, e la partecipazione graditissima del Governatore nominato, Dott. Gianvito Giannelli.
La Presidente Cervellino sottolinea la convergenza ideale, storica, politica dei Rotary di Venosa, Potenza Torre Guevara e l’Università delle tre età di Rionero, meraviglioso sodalizio di rete tangibile per la presenza dei Presidenti Aurelio Caggianelli, Vito Telesca, del Vicepresidente Rubino Grieco e di numerosi soci, ai quali rivolge un caloroso saluto.
Le affermazioni del giornalista Vittorio Feltri che ci invita a “darci una regolata” per non fare una brutta fine o ancora “il secondo risorgimento partirà in questa pandemia ancora una volta dal Nord e non dal Regno delle due Sicilie” sono, come precisa la Presidente, il segno di un giudizio antistorico di un giornalista, Feltri Vittorio, ancorato a pregiudiziali che ricalcano vecchie tesi anacronistiche positiviste di Niceforo Lombroso e slogan leghisti. All’indegno giudizio di Feltri, segno di sottosviluppo culturale, ostativo della vera unità nazionale, forte tra le tante opposizioni è la requisitoria della giornalista Simona Stammelluti, culturalmente aperta, segno del vero Sud, dignitoso e tenace, pur nei suoi condizionamenti.
E’ il Sud in cui ci identifichiamo con orgoglio, il Sud della laboriosità ed umana civiltà, il Sud che ha dato il suo peculiare contributo alla costruzione dell’Unità d’Italia. Ogni processo storico ha un termine a quo e ad quem.
Il Risorgimento della Basilicata ha la sua scaturigine nel fervore repubblicano lucano del 1799, stroncato tragicamente con le condanne a morte di Mario Pagano, luminare di diritto, di Brienza, Michele Granata di Rionero, Felice Mastrangelo di Montalbano, Niccolò Carlomagno di Lauria. Come non rievocare eroine prerisorgimentali: Rachele Cassano che crea a Montalbano una casa patriottica e Francesca De Carolis, moglie di Don Scipione Cafarelli, nominato Presidente della Repubblica di Tito che aveva contribuito al trionfo della municipalità repubblicana.
Per la particolare vocazione della Presidente a ricordare le donne, ella ricorda l’eroismo di Francesca De Carolis che subisce le rappresaglie più feroci, conosce la tortura, il carcere, l’avvelenamento di Don Scipione, le sevizie dei figli minori, le atrocità consumate sul cadavere del figlio primogenito Giuseppe, la cui testa, mozzata dal tronco, infissa su una picca, rotolata nel fango è portata con dileggio per le strade di Tito. Eppure questa donna, torturata, lusingata dalla promessa di liberazione, non vacilla e con epos liberale cade al suolo sotto la raffica dei proiettili, inneggiando alla repubblica. Francesca è certamente l’Antigone lucana, nella fermezza della fede, nella coerenza alle leggi morali, nell’amore per il ghenos, ed è certo anche la nostra Pimentel Fonseca che sul patibolo leva il suo atto di accusa “Forsitan haec olim meminisse iuvabit”.
Il Risorgimento lucano trova un coraggioso interprete in Giacinto Albini, il Mazzini della Lucania, che scrive a Garibaldi, al Generale dittatore, proclamando la nazionalità che “sta a cuore dei lucani” e l’Italia libera, indipendente, ed in Michele Mignogna, coerente nel disegno di un’Italia Unita.
Il contributo al processo risorgimentale della Basilicata è notevole per l’apporto di Giacomo Racioppi che dirige la Giunta insurrezionale del Governo Prodittatoriale, di Francesco Lomonaco di Montalbano Ionico, partecipe della Giunta insurrezionale e dopo il ’61 è sindaco, autore del Codice Municipale, modello per i comuni, e parlamentare per quattro legislature; di Floriano del Zio, commissario delle Giunte insurrezionali a Melfi, di Ferdinando Petruccelli della Gattina, autore nel ’48 di un battagliero giornale “Mondo vecchio e mondo nuovo” uno dei 64 firmatari della protesta contro il governo borbonico e che partecipa attivamente alla rivoluzione del ’48.
La Presidente ricorda il fervore risorgimentale di Rionero con la Giunta insurrezionale, composta dal notaio Emanuele Brienza e dal sacerdote Nicola Mennella. Il capitano Pasquale Corona, l’11 Agosto del 1860, accorre a Melfi per reprimere un movimento borbonico ed il sindaco di Rionero Giuseppe Michele Giannattasio con gli insorti il 18 agosto procede verso Potenza, inneggiando e proclamando l’Unità di Italia.
Garibaldi che transita per la Basilicata, toccando la città di Rotonda, esalta la brigata Basilicata a cui partecipano 50 rioneresi: “Sì, so del vostro patriottismo…, Dite ai vostri lucani che li preferirò sempre… io vi stimo come il primo corpo disciplinato e vi terrò davanti a tutti”.
La Basilicata non solo annovera nomi di fede risorgimentale, ma interpreta il senso unitario ancora oggi, garantendo il serbatoio idrico alla Puglia sitibonda, fornendo ingente produzione petrolifera e risollevando la bilancia dei pagamenti e del PIL nazionale. Durante il Covid-19 si è cementato il senso dell’unità nazionale, superando becere pregiudiziali, ma il post Covid sembra far riemergere antichi antagonismi e dualismi.
Il forte senso dell’unità deve innestarsi oggi su un rinnovato risorgimento delle coscienze e dei programmi politici, economici e culturali, responsabili delle sorti del presente e del futuro del paese.
La Presidente Pina Cervellino, dopo il suo sentito intervento, porge la parola al socio Giovanni De Lorenzo per la presentazione dell’illustre relatore Prof. Antonio Lerra, Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria, Ordinario di Storia moderna nell’Università degli Studi della Basilicata.
Direttore della Rivista “Bollettino Storico della Basilicata”, dei “Quaderni di Storia” e della Collana “Fonti e Studi per la Storia della Basilicata”, il prof. Lerra è, tra l’altro, componente delle Direzioni scientifiche delle Collane “Europa Mediterranea” (Ed.Lacaita) e “Adriatica moderna” (Ed. Biblion) e di vari Comitati scientifici. Coordinatore e responsabile scientifico di vari Programmi interistituzionali di ricerca, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra volumi e saggi, in larga parte riguardanti, lungo il ciclo della modernità, la ricostruzione e la rilettura di aspetti, momenti e problematiche caratterizzanti il Mezzogiorno d’Italia, nel più generale contesto italiano ed euromediterraneo.
La Presidente Cervellino porge la parola al relatore sul tema “Per l’Unità d’Italia da Sud.L’apporto della Basilicata”, invitando i numerosi presenti online a rivivere pagine rilevanti della nostra storia risorgimentale per l’Unità d’Italia.
Rigorosa e lineare è la relazione tenuta online dal Prof Antonio Lerra sul percorso risorgimentale per l’Unità di Italia per il quale si batterono valorosamente, sacrificando le loro vite, uomini e donne, anche in Basilicata e dalla Basilicata. Il Prof. Lerra, sulla base delle risultanze della più recente e aggiornata produzione storiografica, ha richiamato e puntualizzato, nel quadro del più generale contesto italiano ed europeo, il complessivo apporto di prima fila, in progettualità e azioni politiche sul campo, che connotarono il patriottismo meridionale e lucano nel corso del lungo e difficile percorso di “costruzione” dell’Unità d’Italia, dall’alba della nuova Italia, il triennio giacobino-repubblicano (1796-1799), alla rivoluzione costituzionale del 1820-21, alla “primavera dei popoli” del 1848-49, al determinante snodo del 1860-61, al quale il Prof. Lerra ha dedicato una particolare attenzione, anche in considerazione di persistenti stereotipi e luoghi comuni che talora giungono a “mettere in discussione non solo il valore in sé dell’Unità d’Italia, che dovrebbe essere per tutti gli Italiani il più prezioso bene comune, ma lo stesso apporto, glorioso e patriottico, del Sud al lungo e difficile percorso di costruzione dell’Unità della Nazione”. Una meta, questa, per la quale -ha precisato il Prof.Lerra- si batterono con eroico entusiasmo uomini e donne, anche con il sacrificio della propria vita, come le tante vittime delle feroci reazioni borboniche che fecero seguito ai rilevanti snodi del 1799 rivoluzionario e repubblicano, alla rivoluzione costituzionale del 1820-21, alla primavera dei popoli del 1848-49”.
Ma, le pur dure, feroci, reazioni verso un sempre più solido patriottismo, che negli Stati preunitari, pur con diversificati progetti di cultura e di azioni politiche, si batté attraverso più generazioni per l’indipendenza, la libertà e l’unità dell’Italia, non sarebbero riuscite a fermare -ha evidenziato il prof. Lerra – “la forza delle idealità e delle progettualità politico-istituzionali”, che “con grande realismo politico furono unitariamente rivisitate, anche in campo radicaldemocratico, dopo il tragico esito della spedizione di Carlo Pisacane a Sapri, nel 1857”. Un “tragico esito”, quello, che “pose fine -ha precisato il Prof.- non solo ad ogni possibile speranza di ripresa repubblicana, nello stesso Mezzogiorno d’Italia, ma che aprì ulteriori spazi d’iniziativa politica a quell’ala del movimento democratico e patriottico che aveva ormai sposato “le tesi monarchiche, unitarie e filosabaude” e che “diede vita in Piemonte alla unitaria Società Nazionale, intorno alla quale si erano raccolti anche repubblicani e mazziniani, oltre lo stesso Garibaldi”. Un dato fondamentale questo, per poter tra l’altro cogliere e far cogliere -ha aggiunto il prof. Lerra- “l’attivo e compartecipe ruolo svolto dal patriottismo meridionale, della provincia di Basilicata in particolare, alla conseguente, unitaria, programmazione ed attuazione del decisivo snodo del 1860-61 in dichiarata “chiave moderata”, frutto di “un grande realismo politico”, con “priorità per l’indipendenza dallo straniero e per l’unità dell’Italia”.
Ovviamente – ha precisato, al riguardo, il prof. Lerra – si trattò, di fatto, del “trionfo del Progetto cavouriano” (rispetto ai tanti che pur si erano configurati, per l’Italia unita, nel corso dei vari snodi), ma ormai largamente condiviso e compartecipato anche da Sud, in particolare “da parte degli esuli, napoletani e siciliani, che temevano il riemergere di programmi centralisti e, soprattutto, il persistere di conflittualità tra Napoli e la Sicilia, a danno della causa nazionale”.
A tale contesto -ha ancora precisato il prof. Lerra- è altresì da rapportare la stessa gloriosa insurrezione patriottica lucana dell’agosto 1860, da configurare quale “fruttuosa risultante” di un’accurata pianificazione d’ambito nazionale e meridionale, promossa e realizzata nel prevalente ed unitario obiettivo d’imprimere un’accelerata, in chiave, appunto, moderata, all’attiva compartecipazione al processo unitario da Sud, da rappresentare e far percepire, anche oltre l’Italia, quale “atto spontaneo delle popolazioni meridionali e, perciò, dunque, prima dello stesso sbarco di Giuseppe Garibaldi dalla Sicilia in Calabria”.
Un piano richiamato nel dettaglio dal prof. Lerra, tra l’altro con documentati riferimenti alla solida ed attiva azione svolta in particolare dai patrioti lucani, che tra il 13 ed il 18 agosto del 1860 riuscirono a concretizzare varie manifestazioni antiborboniche e filounitarie in vari centri della provincia, per poi confluire il 18 agosto nel capoluogo Potenza, dove, dopo gli scontri susseguitisi, nel corso della giornata, tra i patrioti e la guarnigione borbonica, fu proclamata l’Unità d’Italia, in nome di Vittorio Emanuele, re d’Italia, e di Giuseppe Garibaldi, dittatore delle due Sicilie. Un’insurrezione, questa, dell’agosto 1860, ha tra l’altro sottolineato il prof. Lerra, che concorre a meglio poter leggere i successivi, più noti, avvenimenti, dai risultati dei plebisciti di annessione alle elezioni per il primo parlamento dell’Italia unita, che, a Torino, il 17 marzo del 1861, proclamò il Regno d’Italia e Vittorio Emanuele II re d’Italia, “per grazia di Dio e volontà della Nazione”.
Dopo la rigorosa, esaustiva relazione, cui ha fatto seguito il dibattito con l’interessante intervento del socio dott. Lopardo, il Rotary di Melfi attribuisce il più alto riconoscimento rotariano, la Paul Harris Fellow, per il tangibile e ricco contributo di storia e di cultura al Prof. Antonio Lerra, Presidente della Deputazione di Storia Patria, illustre storico ed eminente studioso della cultura meridionale, aperta ad una dimensione di sviluppo tra i popoli.
Una serata intensa vissuta all’insegna del culto della storia e dell’Unità nazionale.

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Passaggio del martelletto RC Barletta

Una serata davvero importante per il Club di Barletta quella del “Passaggio del Martelletto”dello scorso 27 giugno laddove vi è stato il passaggio di consegne tra Vincenzo Fruscio ed Alessandra Palmiotti.
Nella sala conferenze del Brigantino 2, il Club ha celebrato il tradizionale appuntamento della “consegna del Martelletto” – simbolo della guida del Club e del passaggio del testimone.

Si è fatto il punto sugli interventi e sui progetti realizzati nell’anno rotariano 2019-2020 appena trascorso e si sono lanciate le linee-guida degli obiettivi da realizzare nell’anno 2020-2021, sia nel nostro territorio sia a livello internazionale.
Alla cerimonia hanno partecipato il Governatore a.r. 2019/2020 Sergio Sernia, il Suo Assistente Carla d’Urso e l’Assistente del Governatore Giuseppe Seracca Guerrieri a.r. 2020/21 Emanuela Termine.
Nel suo intervento, il Presidente uscente Vincenzo Fruscio ha illustrato le attività ed i Services realizzati nel corso dell’anno rotariano 2019/2020 quali appunto : i Progetti Distrettuali “Senza Sbarre” e per l’ “Emergenza Covid-19”, il Service Alzheimer, le contribuzioni alla Rotary Foundation, le donazioni alimentari alla Caritas di Barletta non ultima quella dello scorso 13 giugno nell’ambito dell’iniziativa distrettuale “La Giornata dei Rotariani”, l’accordo con l’Università di Bari per il recupero e lo studio di parti di Mosaici presso il Sito Archeologico di Canne della Battaglia e l’intitolazione del Foyer del Teatro Curci al copianti ex Sindaco Ruggero Dimiccoli.
Rinviati al prossimo anno rotariano, appunto a causa dell’emergenza Covid-19, i canonici eventi del Rotary Club di Barletta quali il Premio Professionalità ed il Premio Pietro Mennea unitamente alla Borsa di studio per giovani studenti della BAT dedicata all’integrazione europea.
Al termine del suo intervento, il Presidente uscente Fruscio, ha ringraziato tutti i Soci del Club, i componenti del Direttivo ed ha consegnato alcuni riconoscimenti quali : l’attestato di Socio Onorario del Club di Barletta al Governatore Sergio Sernia, sempre vicino e presente alle iniziative del Club; 2 targhe di ringraziamento per l’Assistente del Governatore Carla d’Urso e la Socia Angelica Miguens e 4 PHF in favore dello stesso Sergio Sernia e per i Soci Alessandro Attolico, Carmine Faggella e Michele Storelli.
Il neo Presidente del Club, la Socia Alessandra Palmiotti, con grande entusiasmo ed energia, ha illustrato il tema internazionale dell’anno rotariano 2020/2021 “Il Rotary crea Opportunità” del Presidente Internazionale Holger Knaacks fatto proprio dal nuovo Governatore del Distretto 2120 Giuseppe Seracca Guerrieri con quello distrettuale “C’è bisogno di Rotary”. L’occasione per enunciare con passione le linee guida del suo anno di servizio quali : a) sostenere la continuità dei progetti (Premio Professionalità, Premio Pietro Mennea, Borsa di Studio e Canne della Battaglia); b) sostenere la Fondazione Rotary – vero scrigno per i progetti distrettuali a realizzarsi, alimentare le donazioni – e la Polio Plus; c) le attività della Protezione Civile e delle Maxi Emergenze. Quest’anno in particolare c’è una nuova commissione del Club funzionale alla stessa commissione distrettuale, che ha recepito un progetto, in coordinamento nazionale con tutti i Distretti d’Italia in tema di protezione civile, di Volontari del soccorso e delle Maxi emergenze. d) il progetto distrettuale presentato nel corso della scorsa Assemblea Distrettuale del 6 giugno denominato “Africa Plastic Free” dando così una forte caratterizzazione ambientale e climatica all’azione rotariana del Club e del Distretto.
Per attuare dette linee guida, la neo Presidente nel suo brillante intervento, ha chiamato a raccolta con un forte appello tutti i Soci del Club , ognuno tassello fondamentale nella continuità e crescita del Club stesso, attraverso il motto “lavoriamo tutti insieme per un Rotary dinamico” con l’obiettivo strategico di accrescere il numero dei Soci del Club specie di genere femminile.
Fondamentale risulterà altresì la vicinanza e l’attenzione al Rotaract ed ai giovani rotariani nell’ottica di una profonda condivisione ed attuazione dei vari obiettivi.
Saranno ulteriormente confermate ed implementate collaborazioni con tutte le Istituzioni pubbliche e le varie Associazioni del No profit.
Ha chiuso la serata, l’intervento di saluto dell’Assistente del Governatore Seracca Guerrieri, nella persona della Socia del Club Valle dell’Ofanto Emanuela Termine, la quale con grande entusiasmo ha condiviso quanto rappresentato dalla Presidente Alessandra Palmiotti con l’impegno di non far mancare la vicinanza e le attenzioni del Distretto.
Una serata che ha segnato l’inizio di un nuovo e vivace anno di impegno e di solidarietà, sempre all’insegna dell’energia contagiosa della condivisione.
Buon lavoro, Presidente Palmiotti

“PASSAGGIO DEL MARTELLETTO” AL ROTARY CLUB FOGGIA

Per la prima volta in sessantacinque anni di storia del Rotary Club Foggia, la tradizionale cerimonia del “Passaggio del Martelletto”, al termine dell’anno rotariano, il 26 giugno 2020 si è svolta in forma inusuale: on line su piattaforma “Zoom”, come peraltro avviene da quattro mesi a causa dell’esigenza di mantenere le distanze tra le persone ed evitare assembramenti in ottemperanza delle vigenti norme di sicurezza sanitaria.

Insomma, come evidenziato dalla Presidente Antonella Quarato, il motto di essere “connessi” è stato profetico. Quindi tutti collegati da casa, senza omettere, però, gli aspetti fondamentali previsti dal protocollo, a cominciare dai saluti ed i ringraziamenti a tutti gli intervenuti come le autorità rotariane: il Past Governor Luca Gallo con la moglie Dina, il Governatore Designato Nicola Auciello e la moglie Anna, gli Assistenti del Governatore Sergio Sernia Luciano Magaldi e Pasquale Frattaruolo, gli Assistenti subentranti Luigi Zangrilli ed Orfina Scrocco, i Presidenti Andrea Pacilli (R.C. Manfredonia), Luigi Vascello (R.C. Lucera), Attilio Celeste (R.C. San Severo), Francesco Dibiase ( Presidente Incoming R.C. Cerignola), la Presidente dell’Inner Wheel Foggia Irene Bonassisa con la subentrante Mariana Iannantuoni, la Presidente Rotaract Aurora La Torre, la RD designata Interact Nicole Iammarino. Il PDG Sergio Di Gioia, assente per impegni di lavoro ha fatto pervenire i suoi saluti ed auguri tramite una lettera ai due Presidenti che è stata letta all’inizio della serata.

La Presidente ha voluto anche commemorare gli amici che recentemente ci hanno recentemente lasciati: Luigi Palombella, Franco Galasso, Michele Monaco e Joseph Tusiani.

Antonella Quarato, dopo essersi soffermata sui segni distintivi dell’attività rotariana svolta tenendo conto – in virtù del motto adottato – della connessione alla comunità in equilibrio tra tradizione ed innovazione, ha mandato in onda un video riepilogativo ed esplicativo di tutti gli eventi organizzati, cogliendo l’occasione per ringraziare i componenti del Consiglio Direttivo e tutti i soci che hanno supportato le numerose iniziative portate a termine con grande successo, nonché per formulare al Past President Nicola Auciello (ed alla moglie Anna) le congratulazioni per la recente nomina per acclamazione a Governatore del Distretto 2120 per l’anno rotariano 2022/2023, una brillantissima affermazione che “chiude” un’annata ricca e feconda, nonostante le innumerevoli avversità incontrate, come ben documentato dal video.

Un video realizzato da Camillo Maruotti ha, come i titoli di coda in un film, evidenziato i numerosi riconoscimenti assegnati che saranno poi consegnati alla prima occasione in presenza.

Prima dell’intervento del Presidente Incoming Luigi Miranda, ha preso la parola il Vice Presidente, già Past President Gianni Pompa che a nome del Consiglio Direttivo ha insignito la Quarato dell’onorificenza “Paul Harris Fellow” (la settima per Antonella) per “meriti acquisiti sul campo e nell’etere”.

Quindi ha fatto seguito, in modo virtuale, il “Passaggio del Collare” da Antonella Quarato a Luigi Miranda; quest’ultimo ha parlato di un “Rotary in action” che “dovrà tendere a migliorare il rapporto con il territorio in un momento molto difficile in seguito alla nota pandemia e sia per la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni, agendo insomma nell’interesse della collettività su un tessuto sociale davvero lacerato”.

“Un anno – ha proseguito Miranda – dedicato al concetto della legalità, prerequisito della società e concetto fondamentale con l’altro pilastro che è quello della libertà. Insomma il Rotary – ha soggiunto – si troverà ad operare per ricostruire il tessuto sociale in difficoltà, individuando le eccellenze che, unitamente alle straordinarie capacità di cui siamo artefici e portatori, condurranno ad affermare con orgoglio di essere foggiani, rivendicando la nostra storia”, ed ha concluso che “il Rotary, intriso dei valori che porta, manterrà saldi i principi di solidarietà, tenendo la mano di chi è meno fortunato”, ringraziando infine per la fiducia accordatagli.

In chiusura si sono registrati numerosi interventi con apprezzamenti alla Presidente Antonella Quarato per l’eccellente lavoro svolto ed al subentrante Luigi Miranda per le azioni solidali da intraprendere in favore della città e del territorio.

Michele Chiariello

 

LA GIORNATA DEI ROTARIANI

Terminata la fase di emergenza, Puglia e Basilicata si rimettono in moto con fiducia e speranza. Il dato positivo riguarda il piano sanitario: l’emergenza pandemica non ha causato i danni ingenti e irreparabili registrati purtroppo in altre regioni; il dato negativo, sul piano economico e sociale, è comune a tutto il resto d’Italia: nuove fasce di popolazione si sono aggiunte a quelle che già versavano in situazioni di estrema difficoltà prima della crisi e adesso combattono anch’esse con lo spettro della fame e della povertà. Anche in questa delicata e importante fase di ripartenza, così come già accaduto durante la fase “acuta” dell’emergenza, il Rotary International rimane protagonista e risponde alle crescenti richieste di aiuto con interventi diffusi e capillari messi in campo dai Club. In Puglia e Basilicata i presidenti dei Club che danno vita al Distretto 2120 hanno proposto al Governatore Sergio Sernia l’idea di sostenere una giornata dedicata ad azioni di rilancio di una vita all’insegna della normalità. E’ nata così “La Giornata dei Rotariani”: il 13 giugno in contemporanea, ogni Club ha messo in atto un’azione di servizio nel proprio territorio di riferimento. Nel mirino, come accennato, ci sono le famiglie in difficoltà, ma anche scuole, ospedali e altri edifici pubblici.

Nel dettaglio, il Rotary Club Foggia, con la Presidente e un gruppo di soci si è recato, sabato 13 giugno alle ore 17,00, presso la Caritas Diocesana per consegnare ufficialmente i due bancali di derrate alimentari raccolte con la Colletta alimentare del 22 e 23 maggio scorsi alle quali il socio consigliere Gianfranco Sacco ha aggiunto 25 lg di semola della sua Azienda. Inoltre, grazie all’intervento del Governatore Sergio Sernia, sono state consegnate 80 montature da sole e da vista per adulti e bambini, particolarmente apprezzate, ci è stato riferito, perché stanghette e anellini ferma naso si rompono con estrema facilità ed anche il costo delle montature, soprattutto di questi tempi, è inaffrontabile per alcune famiglie.

Subito dopo ci siamo recati pressi la Casa di II accoglienza Padre Agostino Castrillo dove, accolti dal Responsabile Roberto Ginese, abbiamo potuto conoscere una bellissima realtà che opera nel cuore della città ne campo dell’accoglienza. Anche a loro sono state donate 100 montature di occhiali da vista per adulti.

La tappa successiva è stata il vicinissimo Centro Diurno “Il dono” gestito dai Fratelli della Stazione ai quali sono stati donati 10 buoni spesa da 25 euro per l’acquisto dei generi alimentari di primo conforto per i loro assistiti.

L’itinerario si è concluso con una visita all’Istituto Pie Operaie di San Giuseppe, che gestisce 4 case famiglie e a cui abbiamo consegnato montature di occhiali da vista e da sole per bambini e a cui l’amico socio consigliere Gianfranco Sacco ha voluto donare altri 25 kg di semola di sua produzione.

Un pomeriggio ricco di emozioni nel vero spirito rotariano del servizio al di sopra di ogni interesse personale, servizio quanto mai necessario in un momento emergenziale come quello attuale e che ci ha permesso di concludere al meglio le numerose attività di quest’anno rotariano.

Antonella Quarato

L’Eredità di Federico II in Basilicata: meeting online al Rotary di Melfi. Attribuzione della Paul Harris Fellow al Prof. Giampaolo D’Andrea

L’incipit di questo decimo meeting del Rotary di Melfi assume un carattere di crescente intensità e solennità per la presenza graditissima del Governatore Sergio Sernia e dei Presidenti di vari club, di Matera Raffaele Braia, di Potenza Maria Teresa Lavieri e di Potenza Torre Guevara Vito Telesca. In nome del Rotary si è instaurato un forte sodalizio duraturo per la vita. Il Governatore Sergio Sernia con dinamismo e pragmatismo esemplari ha gestito un anno rotariano, signando lapillo, come dicevano i latini, un anno memorabile da ricordare per l’intensità e la ricchezza degli interventi ed azioni sociali. Con grande sintonia il Rotary di Melfi all’unisono ha posto in essere una ricca gamma di progetti e services, segno tangibile di attenzione e cura, per usare la bellissima espressione del filosofo Levinas, alle fasce più deboli, espressione del forte senso sociale rotariano di humanitas.
Ogni meeting è stato in fondo un viaggio nella cultura, dalla storia alla scienza, dalla medicina all’arte, un viaggio di emozioni per l’intreccio di ricche umane esperienze di vita e di cultura, un viaggio che si accresce di maggiore emozione per la presenza del Governatore, vicino al Club di Melfi con meravigliosa convergenza di intenti. Egli plaude al riconoscimento dell’intensa attività del club ed al successo dei due studenti del Liceo Classico, sponsorizzati dal Rotary di Melfi, che si sono distinti a livello nazionale per aver conseguito il primo e terzo posto nel concorso “Etica e legalità nel web”.
Dopo il saluto dei Presidenti Raffaele Braia, Maria Teresa Lavieri, Vito Telesca, la riflessione della Presidente di Melfi, Giuseppina Cervellino, evidenzia l’antico fascino del tema “L’Eredità di Federico II”, figura discussa, come si evince dalle varie interpretazioni, verus imperator, secondo Papa Innocenzo III, luxuriosus, iracundus, secondo il contemporaneo Salimbene da Parma, ed ancora sovrano illuminato, secondo Voltaire ed anticristo secondo Nietzsche. La Presidente di Melfi, per una sua vocazione a sottolineare il mondo femminile, storicizza la vita di Federico II all’ombra delle figure femminili, dalla madre Costanza di Altavilla, sposa di Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, a Costanza di Aragona di 25 anni, sposata da Federico II appena 14enne, vera sposa ed imperatrice, a Isabella di Brienne, erede al trono di Gerusalemme, matrimonio voluto dal Papa per spingerlo alla crociata, madre di Corrado, a Isabella di Inghilterra, donna avvenente e ricca di cultura, matrimonio sostenuto da Pier delle Vigne, donna che muore a 27 anni, sepolta nella Cattedrale di Andria. Non dettato da ragioni diplomatiche è il vero amore per Bianca Lancia, di famiglia piemontese caduta in miseria, donna a cui dedica i versi “poi che ti piace amor”, che nell’antico castello di Venosa, dove ora sorge l’istituto dei Padri Trinitari, dove sarebbe custodito il tesoro di Federico II, dà alla luce Manfredi. Traditur che Bianca, reclusa nel Castello di Gioia del Colle, sospettata di infedeltà, abbia tagliato i seni che avevano allattato il figlio Manfredi per mandarli all’imperatore. In verità Federico sposa Bianca in articulo mortis, in punto di morte, per legittimare il figlio prediletto Manfredi. La presidente Pina Cervellino conclude sottolineando la complessità di Federico, imperator defensor ecclesiae, definito da Dante ultima possanza della casa sveva, ma anche precursore del principe rinascimentale per il culto della scienze, del diritto e della logica, come confermano le scuole istituite a Melfi di diritto e di logica. Resta indiscusso e prioritario il giudizio di Federico come iniziatore dello stato laico moderno nella lotta ai privilegi nobiliari e nell’elevazione delle classi umili, e la sintesi ideologica emerge dall’affermazione di Manfredi al fratello Corrado alla morte di Federico II “Cecidit sol mundi…, cecidit sol iustitiae, cecidit amor pacis”.
L’illustre relatore GIAMPAOLO D’ANDREA, studioso attento e rigoroso, con una ampia visione storica sottolinea la collaborazione con Fonseca, cultore del Medioevo, e presenta la vita di Federico II, privato dell’affetto materno precocemente, principe povero in cerca di un trono usurpato, che conosce il trionfo imperiale e che vive un’esistenza consumata tra scienza e filosofia, tra matematica e letteratura, tra tradizione medievale e rinnovamento politico-giuridico. La madre si spegne in convento e Federico a soli quattro anni, pur affidato alla protezione del Papa Innocenzo III, è abbandonato a se stesso, vivendo con la Palermo umile. Il grande condottiero abile nelle arti cavalleresche era raffinato ed avido di piaceri materiali, ma anche incline ai diletti dello spirito, alla conoscenza di greco, arabo, francese, tedesco con una singolare apertura interculturale verso il mondo arabo. In questa terra di Basilicata e di Puglia dalla difficile configurazione dei territori egli crea un assetto stabile, realizzando una rete di castelli dalla duplice funzione di presidi militari e di centri di cultura. Questa terra pullula di castelli federiciani, da Castel del Monte al Castello di Lucera, a Lagopesole, al palatium regium con annessa scuderia di Palazzo San Gervasio, dove Federico coltivava la sua passione ornitologica, come conferma il testo classico De arte venandi cum avibus. Federico, cultore di scienze, a Melfi gradiva discutere sui testi di Avicenna e di Averroè con Taddeo da Sessa e con Riccardo da Venosa e, cultore di diritto romano, che gli ispira le Costituzioni melfitane nel 1231, istituiva a Melfi una scuola di diritto e nel 1238 una scuola imperiale di logica. A Melfi tra gli interessi poetici, ispirati alla scuola siciliana, egli introduceva un concetto nuovo di cultura come fattore sociale, strumento del vivere civile. La grande eredità è costituita dalle Costituzioni che hanno segnato l’origine laica di un sistema politico che scardina l’anarchia, i privilegi, sostituisce i nobili con i giuristi ed eleva le classi umili. L’iconografia privilegia l’immagine di Federico imperator defensor ecclesiae, come conferma il simbolismo liturgico dalla mitra alla corona allo scettro gigliato, alla spada, al globo sormontato dalla croce ed ancora al fremito dell’aquila che rappresenta l’ascesa verso l’alto. Certo l’imperatore, svevo di origine, ha il merito di aver creato un solido impero, ma Federico, italiano per nascita, meridionale per amore, ha gettato le premesse con le Costituzioni Melfitane di un’interpretazione laica, indiscutibile eredità dello stato moderno.
Dopo la lectio magistralis di Giampaolo D’Andrea che ha suscitato il grande plauso dei numerosi presenti, il Rotary di Melfi offre il più alto riconoscimento rotariano, la Paul Harris Fellow, a Giampaolo D’Andrea in segno di encomio per l’intensa feconda attività di stimato Professore universitario, di illustre storico, di illuminato Deputato, Senatore, Parlamentare europeo, Sottosegretario e Capogabinetto del Ministro dei beni culturali. La sua vita è un ricco percorso di cultura per la comprensione ed elevazione della civiltà del popolo meridionale.
A completamento della significativa serata, la Responsabile distrettuale, dott.ssa Lucia Ferrante, procede alla premiazione di studenti del Liceo Classico di Rionero, Giuseppe Grieco e Siria Tirico, classificatisi al primo ed al terzo posto nel concorso nazionale “Etica e legalità nel web”.
La Responsabile distrettuale, dott.ssa Lucia Ferrante, rivolge il suo plauso ai giovani che si sono egregiamente distinti, esprimendo il suo apprezzamento al Rotary di Melfi ed alla Dirigente Scolastica Antonella Ruggeri, che a sua volta ringrazia il Rotary di Melfi e la Presidente Pina Cervellino per i vari services offerti alla scuola e la valenza dell’apporto formativo.
La serata, allietata dalla calda voce di una studentessa del Liceo Classico, Wanda Savella, si conclude con il compiacimento dei presenti per l’organizzazione complessiva di un evento che ha coniugato storia, cultura, legalità ed arte.

La telemedicina, la sanità in digitale

Nella serata del 29 maggio il Rotary club di Melfi ha portato sugli schermi virtuali una tematica di assoluta innovazione tecnologica: “Le conquiste oftalmiche e la telemedicina”. E’ da molto tempo ormai che si parla di medicina telematica e l’ Interclub Melfi – Venosa, organizzato dalla Presidente Prof. Pina Cervellino del club di Melfi, ha trovato il giusto spazio per portare alla ribalta un tema di assoluta attualità, mai come prima in questo periodo in cui si è assistito ad una emergenza sanitaria di primissima rilevanza. Due sono stati i relatori specifici della serata: il Dott. Michele Cervellino, Responsabile Chirurgia Refrattaria ASP Potenza – Ospedale Venosa, che è intervenuto con una accurata spiegazione dell’uso della tecnologia ingegneristica assunta nella chirurgia medica per quello che riguarda gli interventi agli occhi. Infatti il Dott. Cervellino presta la sua opera professionale presso il nosocomio di Venosa, una struttura che ha acquisito un rilievo di primissimo piano nazionale, grazie anche agli innumerevoli interventi agli occhi eseguiti con questa tecnica innovativa. E’ intervenuto poi il dott. Gianvito Corona, Dirigente Unità Operativa Cure Palliative Melfi, che da anni promuove e sponsorizza la “Telemedicina” o “Sanità digitale”. Infatti rivela che da tempo sta curando un progetto di telemedicina, messo in cantiere per il Rotary club che riguarda interventi chirurgici a distanza con l’Uganda, il quale si spera che un giorno andrà in porto. Infatti negli ultimi anni il progetto della telemedicina, grazie all’avvento progressivo della tecnologia, in un futuro non molto lontano, potrebbe vedere una concreta realizzazione. Un progetto in atto, in questo senso, già è in corso in Basilicata, di cui il dott. Corona è un esponente in prima linea, ed è quello del tele-monitoraggio che offre la possibilità di controllare, attraverso un sistema di connessione capillare, una moltitudine di pazienti domiciliati presso le loro abitazioni. L’apertura dell’interessante serata è stata a cura della Presidente Cervellino che ha portato il saluto all’Assistente del Governatore Dott. Marco Saraceno e al nuovo Assistente del Governatore per l’anno 20/21 Dott. Vincenzo Metastasio, al Presidente del club di Venosa Dott. Aurelio Caggianelli, ai soci dei club e agli ospiti intervenuti.  La chiusura della serata è stata all’insegna della giovialità canora, con la presentazione della canzone “IL BARATTO DI UNA COMETA” magistralmente interpretata dal maestro Romualdo Luglio e con il testo a cura del socio rotariano del club di Melfi Angelo Di Muro. In questi tempi di incertezze, il Rotary club cerca di diffondere certezze affinchè sia sempre di ispirazione l’opera laboriosa dell’animo rotariano.
Addetto stampa
Giovanni De Lorenzo

LA GIORNATA DEI ROTARIANI DEL ROTARY DI MELFI DEL 13 GIUGNO: UN’ AZIONE CORALE DI UMANA SOLIDARIETA’

Terminata la fase di emergenza, Puglia e Basilicata si rimettono in moto con fiducia e speranza. Il dato positivo riguarda il piano sanitario: l’emergenza pandemica non ha causato danni ingenti ed irreparabili registrati purtroppo in altre regioni; il dato negativo, sul piano economico e sociale, è comune a tutto il resto d’Italia: nuove fasce di popolazione si sono aggiunte a quelle che già versavano in situazioni di estrema difficoltà prima della crisi e adesso combattono anch’esse con lo spettro della fame e della povertà.
Anche in questa delicata e importante fase di ripartenza, come durante la fase “acuta” dell’emergenza, il Rotary International rimane protagonista e risponde alle crescenti richieste di aiuto con interventi diffusi e capillari messi in campo dai Club in Puglia e Basilicata. I presidenti che danno vita al Distretto 2120 hanno proposto al Governatore Sergio Sernia l’idea di sostenere una giornata dedicata ad azioni di rilancio di una vita all’insegna della normalità. Entusiasmante è “La Giornata dei Rotariani” che vede in contemporanea azioni di servizio nel proprio territorio di riferimento.
Il Rotary Club di Melfi ha vissuto con forte consapevolezza civica e profondo senso di solidarietà il tragico frangente della pandemia interpretando i bisogni emergenti. Con azioni mirate e qualificanti sono stati già offerti al personale medico sanitario dell’Ospedale di Potenza un validissimo DPI, mascherine FFP2, ed all’Ospedale di Venosa test seriologici reperiti a fatica in Cina, importanti per il controllo epidemiologico e la messa sicurezza del sistema sanitario. E ’stata ampliata la donazione con i saturimetri, rispondenti sempre alla logica di attenzione alla salute nelle sue varie forme e si sono concretizzate azioni umanitarie verso le Case di Riposo di Melfi, Rionero e Lavello.
Il Rotary di Melfi, con la presidente Giuseppina Cervellino, oggi vive con pienezza ed entusiasmo “La giornata dei rotariani”, rispondendo alle richieste di aiuto emergenti dal territorio. Ancora una volta emerge la particolare attenzione alle famiglie in difficoltà, nelle linee della vocazione umanitaria e sociale del Rotary. Dall’analisi dei bisogni immediati messi in luce dalla Caritas di Melfi, il Rotary di Melfi, in concomitanza con tanti club, offre come risposta la donazione di un bene piccolo semplice, alimento vitale e prezioso, ben racchiuso in contenitori di olio con il logo rotariano della Giornata ed anche la pasta, un genere alimentare altrettanto semplice, ma vitale. Sono donati alle 11.00 nella sede della Caritas di Melfi con una copiosa produzione di occhiali da sole e di lenti per bambini ed adulti offerti dal distretto, in segno di attenzione alle piccole esigenze della comunità civile. A volte le piccole cose sono più preziose di tante altisonanti donazioni, piccole cose scaturite da un autentico senso rotariano di solidarietà ed humanitas.

LA GIORNATA DEI ROTARIANI AL CLUB ALTAMURA GRAVINA

LA GIORNATA DEI ROTARIANI

Come già anticipato su alcuni media locali, si è celebrata sabato 13 giugno 2020 la “Giornata dei Rotariani” indetta dai presidenti dei Rotary Club del Distretto 2120 Puglia e Basilicata, con l’intento di mettere in atto un’azione di servizio nei propri territori di riferimento a favore di famiglie in difficoltà, scuole, ospedali e altri edifici pubblici al termine della fase di emergenza creatasi a seguito della pandemia da COVID 19.
Il Rotary Club Altamura Gravina, dopo aver partecipato, con una donazione di € 1000,00, ad una raccolta fondi del Distretto per la fornitura di dispositivi di protezione individuale a favore di diverse strutture ospedaliere ed aver donato, in data 8 aprile 2020, la cifra di € 1000,00 ciascuno alla Caritas di Altamura ed alla Parrocchia San Francesco d’Assisi di Gravina che dispone di una mensa per persone indigenti, in contemporanea con gli altri club del Distretto, ognuno nel proprio territorio, ha consegnato, nella mattinata di sabato 13 giugno, prodotti alimentari, per un valore di mille euro, alla Parrocchia di Sant’Agostino di Altamura che ospita la Caritas della città, nelle mani del parroco Don Vincenzo Lopano.
Successivamente la presidente del Club, Emilia Casiello, si è recata a Gravina, dove, insieme ad altri soci, ha consegnato a Padre Daniele Maiorano per il Convento di San Francesco di Assisi di Gravina in Puglia, altri prodotti alimentari del valore di mille euro.
Oltre ai generi alimentari sono state consegnate alle due strutture una colonnina ciascuna per dispenser di prodotti igienizzanti,
Domenico Montemurno

IL LIBRO SOPRAVVIVERA’ NELL’ERA DEL DIGITALE? DIBATTITO ON LINE AL ROTARY CLUB FOGGIA CON GIUSEPPE TRINCUCCI

Nell’era del digitale assisteremo anche alla scomparsa dei libri?
L’interrogativo si cela dietro al provocatorio tema “Non sperate di esservi liberati dei libri”, titolo del meeting on line, svoltosi il 28 maggio 2020 sulla piattaforma “Zoom”, organizzato dal Rotary Club Foggia. Relatore lo storiografo e bibliografo, anzi “bibliomane” come preferisce definirsi Giuseppe Trincucci, rotariano di lungo corso, molto conosciuto ed apprezzato oltre i confini regionali, che con appassionato eloquio ha coinvolto l’attento e numeroso pubblico in collegamento on line.
In apertura dei lavori la Presidente Antonella Quarato ha ringraziato e salutato i convenuti e le autorità rotariane presenti: il Governatore Eletto Gianvito Giannelli, il Governatore Designato Nicola Auciello, l’Assistente Pasquale Frattaruolo ed Antonio Braia dello staff in rappresentanza del Governatore Sergio Sernia, Karim Akrout (Past President R.C. Tunis Les Berges du Lac), Angelo Raffaele Braia (Pres. R.C. Matera), Attilio Celeste (Pres. R.C. San Severo) ed Irene Bonassisa (Pres. Inner Wheel Foggia).
La Presidente ha poi invitato ad osservare un momento di raccoglimento in memoria del dott. Michele Monaco, deceduto il 18 maggio sc. (per oltre 40 anni socio del Club), ricordandone le elevate qualità umane e professionali. Infine ha sottolineato il successo dell’iniziativa della “Raccolta alimentare”, svoltasi nei giorni 22 e 23 maggio, che si inserisce tra le attività della Giornata dei Rotariani con il Service del 13 giugno che prevede la consegna di derrate alimentari alla Caritas per la successiva distribuzione alle famiglie in difficoltà.
Nel ricevere la parola, il relatore, Peppino Trincucci, dopo aver accennato alla stagione poco felice dell’intero comparto librario, ha riferito di aver mutuato il titolo per la conferenza- dibattito dal noto saggio “Non sperate di liberarvi dai libri” scritto da Umberto Eco e dal francese Carrier quando sostengono che “da quasi 600 anni con tante varianti sembrava che il libro racchiudesse in esclusiva la cultura dei tempi. Da un quarto di secolo quell’esclusiva ha trovato una smentita: l’informatica. Non si vuole discutere sulla perennità del libro, ma l’obsolescenza tecnica, anche con le continue innovazioni dell’elettronica, i trionfi li renderà, forse, presto inagibili”.
Insomma, vita già segnata per i libri? Nient’affatto. Sopravvissuti ad incendi, eventi bellici, distruzioni, i libri continuano il loro glorioso compito di formazione ed informazione, cultura ed approfondimenti, riporto di avvenimenti storici, viaggi attraverso il tempo, trasmissione di aspetti scientifici, narrazioni di ieri e di oggi, riferimenti sociologici, descrivendo il passato ed il mondo contemporaneo con focus sul futuro.
Nostalgicamente, cosa di meglio al piacere di sfogliare pagina dopo pagina un libro in formato cartaceo, sentire l’odore della carta e dell’inchiostro, appuntare note a matita o sottolineare frasi importanti? Ma è anche vero che il progresso non si può fermare. L’e-book (electronic- book o libro elettronico) consente di custodire in una scatoletta tascabile numerosi volumi di una grande biblioteca.
Comunque il libro è salvo, cartaceo o digitalizzato, pronto a rimanere presente nel futuro della nostra società.
I libri di una vita che ci hanno accompagnati nel nostro percorso, formando generazioni in maniera semplice. La divagazione di Peppino Trincucci parte dal sillabario al celeberrimo “Cuore” di Edmondo De Amicis, dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni alla “Divina Commedia” di Dante Alighieri, sino ad autori contemporanei come Sciascia, Levi, Moravia, Calvino, Pasolini, Eco, Buzzati, Rodari, Camilleri, per citarne alcuni ma tutti con cromosomi diversi che distinguono nitidamente i tratti caratteristici e lo stile letterario di ciascuno di loro.
Al termine della conferenza, tra i sostenitori del “classico” libro cartaceo e quelli dell’innovazione digitale si è aperto un vivace dibattito che ha registrato interessanti ed apprezzati interventi di Antonella Quarato, Gianvito Giannelli, Paolo Telesforo, Angelo Corbo, Nicola Auciello, Anna Polito, Alfredo Campanile, Marco Scillitani, Mariana Iannantuoni, Giulio

Treggiari ed Irene Bonassisa, nonché le conclusioni di Peppino Trincucci che ha anche ricordato che altra grave perdita oggi è rappresentata dalla mancanza di epistolari in quanto non vengono più scritte lettere come nel tempo passato ed ha concluso soffermandosi anche sui libri di cucina e citato il classico lavoro di Pellegrino Artusi che con le sue ricette ha “unito” l’Italia a tavola.

Michele Chiariello

Rotary e Scuola nel dibattito al Rotary di Melfi

Arpista del meeting Rotary Melfi 22 maggio

Una serata interessante quella che si è tenuta lo scorso venerdì 15 maggio sulla piattaforma Zoom che ha visto come protagonista del caminetto la Scuola. Il Rotary club di Melfi ha ospitato la dott.ssa Lucrezia Stellacci, Consigliera del Ministro della Pubblica Istruzione, che ha esposto e fatto il punto della situazione attuale sul delicato tema della reintroduzione dell’Educazione Civica come materia di insegnamento nelle scuole, stimolata dall’apertura iniziale della Presidente prof. Pina Cervellino che ha individuato gli aspetti innovativi della scuola odierna, dall’esperienza DaD con i risvolti positivi e negativi del digitale, ai PCTO percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, per una scuola di qualità nelle linee dell’Agenda 2030. Puntuale poi l’intervento del socio rotariano avv. Donato Traficante, che ha messo in rilievo i punti nevralgici su cui lavorare per la felice riuscita di questa operazione. A seguire la socia dott.ssa Giusi Gramegna ha portato la sua esperienza sul campo nel mondo della scuola, esponendo una appassionata relazione sulle dipendenze e  sul mondo dei giovani. La serata si è conclusa poi, come di consueto nell’organizzazione della Presidente Cervellino, con una magistrale e toccante interpretazione da parte dell’attrice Eva Immediato nei panni di Frida Kahlo, accompagnata dall’arpa e dalle canzoni dell’artista Daniela Ippolito. Buone consuetudini queste, che contribuiscono alla continua coesione del club in momenti molto difficili in cui il contatto sembra essere essenziale e ci si ritrova con grande partecipazione ed immenso piacere a rivedersi anche se in maniera virtuale. Arrivederci al prossimo incontro.