IL R. C. MANFREDONIA ALLA SCOPERTA DELLA VITA DEL DIPLOMATICO

Ambasciatore
Qual è la vita del Diplomatico?

La carriera diplomatica suscita forte attrazione e fascino. Solitamente, nell’immaginario collettivo, è associato a un lavoro fatto di viaggi, di relazioni con i dignitari esteri e massime autorità istituzionali, di cocktail informali e piacevoli pranzi e cene.

Ma è davvero questa la vita del diplomatico? A spiegare quali sono i compiti, le responsabilità, i doveri e, ovviamente, i piaceri di un console o di un ambasciatore è stato Josè Luis Dicenta Ballester (Dicenta è il cognome ereditato da un trisavolo veneto emigrato a Palma de Mallorca) ospite del Rotary Club di Manfredonia che, tra i soci, annovera i genitori di sua moglie Tania D’Onofrio Karadzic.

Desaparecidos

Lo ha fatto nella lingua che egli chiama ‘itagnol’, un misto tra l’italiano e lo spagnolo col quale non solo è riuscito a farsi comprendere perfettamente dall’uditorio, ma è anche riuscito piacevolmente a intrattenerlo arricchendo il racconto di fatti ed avvenimenti storici, talvolta vissuti in prima persona come con la dolorosa vicenda dei desaparesidos, con divertenti aneddoti e curiosità riferiti alla sua lunga e sfavillante carriera ‘diplomatica’ inaugurata nel giugno 1968 come segretario dell’ambasciata di Spagna a Santo Domingo, lo stesso incarico che lo porta a Tripoli e a Parigi prima della nomina a console a Buenos Aires nel 1976.

New York

Subito dopo è a New York come consigliere dell’ambasciata spagnola negli Usa dove cura i rapporti con la stampa. Alla fine dell’82 torna a Madrid chiamato dall’allora ministro degli affari esteri che lo vuole direttore generale di gabinetto. Nell’85 lascia il ministero per la nomina ad ambasciatore a Lima, nell’88 lo è a Praga e nel ‘92 a Bogotà. Nel 1993 è vice ministro, segretario di stato per l’America Latina e la cooperazione internazionale. Torna a rivestire la carica di ambasciatore in Messico per poi essere nominato console generale a Zurigo e a seguire Los Angeles. Dal 2005 al 2007 è ambasciatore di Spagna presso il Quirinale.

America Latina

All’America Latina e alla difesa e promozione delle lingue e culture latine nonché del rispettivo patrimonio culturale, è dedicata l’attività che attualmente continua a svolgere in campo internazionale, mettendo a disposizione la sua solida esperienza, le affinate capacità e il suo immutato e innato interesse per il mondo e ciò che vi accade.
“Senza conoscenza non c’è rispetto. I miei familiari consideravano una stranezza la scelta di un lavoro che mi avrebbe condotto lontano dal paese natio, perché di solito si preferisce restare piuttosto che andare. Questa professione mi ha consentito di conoscere persone, usanze, tradizioni, culture e, dunque, di alimentare in me interesse e rispetto. Se fossi dimasto a Palma tutto questo non sarebbe accaduto”.

Emozioni tra il pubblico

E’ stato chiaro a tutti che l’Ambasciatore ha condiviso momenti storici che per molti partecipanti sono stati vissuti attraverso i libri di Storia.

Ecco la risposta alla domanda iniziale: Qual è la vita del Diplomatico.
E dopo aver rimirato con stupore la piccola riproduzione di stele daunia donatagli in ricordo dell’incontro rotaryano insieme al gagliardetto, l’ex ambasciatore di Spagna ha ringraziato il presidente Lorenzo Matuano e tutto il Rotary Club Manfredonia per la squisita accoglienza, e il prefetto avv. Patrizia Piemontese per il messaggio di benvenuto che la stessa ha voluto pronunciare in spagnolo, reminiscenza di antichi studi legati ad un master.

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