Giorno: 10 Agosto 2022

R.C. PUTIGNANO: UN LIBRO PER RICORDARE LA STORIA DI LARGO POZZI A TURI

Un libro e una mostra fotografica per raccontare la storia di Largo Pozzi

Il 22 luglio, l’ex Chiostro dei Francescani di Turi ha fatto da cornice alla presentazione del volume “Acqua, risorsa preziosa e fonte di vita – La grande voragine di Turi, storia e geologia”, scritto da Alessandro Reina, geologo e ricercatore del Politecnico di Bari e da Stefano de Carolis, giornalista e ricercatore storico. Durante la serata, è stata anche inaugurata l’omonima mostra fotografica. La monografia ricostruisce la storia di Largo Pozzi, rilevando l’importanza che le cisterne pubbliche hanno avuto nella vita quotidiana della popolazione turese prima dell’inaugurazione dell’Acquedotto Pugliese (1924). Il saggio, oltre a ripercorre il dramma ciclico dei periodi di siccità, si sofferma sull’inedito studio scientifico condotto dal geologo Alessandro Reina, riportando la testimonianza di Vito Grazio De Grisantis, spettatore oculare della nascita della “grave”. Un racconto, quello del nostro concittadino, che si qualifica come la prima e unica testimonianza in tutta la letteratura scientifica del fenomeno geologico noto come “sinkhole”. «Con competenza e sincero slancio intellettuale – ha commentato il primo cittadino, Tina Resta – gli autori hanno fatto parlare le pietre di Largo Pozzi, narrandoci l’incubo della siccità” Il nostro presidente Francesco ha osservato come questa iniziativa, a suo avviso, abbia una doppia valenza. La prima è quella di migliorare la conoscenza della nostra storia, la seconda è di carattere simbolico nonché educativo legato all’attualissimo tema dello “sviluppo sostenibile” e riguarda l’utilizzo corretto della risorsa “acqua”. «Questo libro – ha evidenziato il prof. Reina – racconta la storia di un paese agricolo come Turi che si è affidato per secoli alla capacità e all’ingegno dei suoi cittadini nel realizzare strutture per l’accumulo e il reperimento dell’acqua, poi si è trovato a dover convivere con un dissesto idrogeologico e poi nel progettare la riqualificazione del suo territorio». «Auspico di cuore – ha aggiunto Stefano de Carolis – che la conoscenza storica e soprattutto scientifica, possa permettere di non reiterare gli errori del passato e di tutelare adeguatamente il sito di Largo Pozzi che, per millenni, ha scandito le sorti della popolazione turese”. Il volume, edito dall’ass. Carta Bianca, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Faldacchea di Turi”, la testata giornalistica “La Voce del Paese” ed il Rotary club di Putignano che avrà a disposizione cento copie, da dare a tutti i soci ed ai relatori che si avvicenderanno nelle nostre serate.
Pietro Gonnella

R.C. San Severo. IN RICORDO DI UN AMICO

C’è sempre una prima volta, in tutto! Ed è la prima volta che scrivo per ricordare un amico che non c’è più e che ci ha lasciati troppo presto.

Si chiama PIERO, il cognome all’anagrafe è SANPAOLO, ma per me e per tutti noi del nostro club E’ solo e solamente PIERO: non so ancora, o forse non voglio, scrivere ERA.

Conosco PIERO da oltre sessant’anni: il papà – il prof. SILVESTRO che mi ha fatto amare la matematica e la fisica – a volte portava a scuola un ragazzino sveglio, simpaticissimo e lo faceva partecipare alle attività non didattiche; con questo ragazzino molti di noi legarono subito.

Dopo non molti anni ritrovo, sotto casa della mia ragazza (ora da tanti anni mia moglie) un giovanotto che è tale e quale a quel ragazzino, solo un po’ cresciuto, in compagnia di una ragazza: mi conferma che è proprio lui – PIERO – e mi presenta Elena: da quel giorno, più o meno cinquant’anni addietro, siamo rimasti amici.

Ancora qualche anno, quasi quarant’anni fa, ed è entrato a far parte della grande famiglia rotariana, nel R.C. di San Severo, lui che rotariano lo è sempre stato come capacità, intelligenza, spirito di servizio, dedizione agli altri; la PHF di qualche anno dopo è ben poca cosa per quanto ha fatto.

Era medico, oculista, ed ha sempre prestato la sua attività professionale presso l’Ospedale Civile di San Severo: era in sala operatoria almeno due o tre volte a settimana, sette/otto interventi a sessione: quanti interventi avrà fatto? A quante persone ha conservato la vista….a quante l’ha praticamente ridata?

Da tantissimi anni passava gran parte delle sue ferie all’estero, in missioni umanitarie mediche specialistiche: dall’America Latina a tanti Paesi dell’Africa e dell’Asia a tanti – bambini, giovani e meno giovani – ha letteralmente ridato la vista: mi/ci raccontava dei suoi trasferimenti nella foresta amazzonica con la Jeep del vescovo brasiliano, delle zanzariere piene di gechi che gli facevano compagnia durante la notte, delle sale operatorie allestite nei TIR che si spostavano nella giungla, dello stupore dei suoi pazienti dopo gli interventi: VEDEVANO!

Presenza importante ma discreta, di non molte parole, spirito critico, ascoltava ed esprimeva sinteticamente la sua opinione, mai conformista: per quasi un anno – l’anno in cui sono stato presidente del nostro club – ci siamo visti tutti i lunedì sera: era il segretario del club, il mio consigliere più ascoltato.

Solo pochi giorni fa sei venuto a trovarmi, mi pareva stessi meglio, anche tu eri speranzoso: ti ho chiesto di visitare con sollecitudine una persona a me cara; l’hai fatto qualche giorno dopo, con grande fatica e con grande professionalità, come al solito.

Al buio non riesco ad immaginarti: la luce è il tuo mezzo e la tua missione!

La terra ti sarà certamente lieve!

Un abbraccio ad Elena e Giorgio.

Pier Carlo Pazienza