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R. C. FOGGIA. FOCUS SUI MINORI E ADOLESCENTI

I comportamenti trasgressivi e antisociali degli adolescenti sono una grande fonte di preoccupazione per genitori, insegnanti ed educatori. I problemi sono stati acuiti in conseguenza della pandemia da COVID a causa dei ripetuti lockdown che hanno provocato la riduzione della frequenza scolastica unitamente all’interruzione della rete sociale con ripercussioni sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti.

L’argomento è stato al centro di una interessante tavola rotonda nel corso di una conviviale, organizzata dal Rotary Club Foggia presieduto da Giuseppe Mammana, sul tema: “Minori ed adolescenti: stili di vita, patologie ed antisocialità”.

All’incontro, svoltosi il 23 novembre presso la Sala “Casa Freda”, hanno partecipato in veste di relatori il dott. Giuseppe Ronzino (G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, la dott.ssa Anna Nunzia Polito (Direttore della S.C. di Neuropsichiatria dell’infanzia ed adolescenza del Policlinico di Foggia) ed il giornalista Roberto Parisi. Dopo gli inni ed il consueto cerimoniale rotariano alla presenza del Governatore del Distretto 2120 Nicola Maria Auciello, il Presidente Mammana – che in quanto psichiatra sul tema è un eminente studioso – ha invitato la dott.ssa Raffaella Cicco, Presidente della Commissione “Contrasto violenza di genere” del Rotary Club Foggia, ad interloquire nella parte introduttiva.

 La Cicco ha accennato all’attuale preoccupante situazione ed ha invitato ad approfondite riflessioni senza perdere di vista l’importanza di valori di cui i giovani devono essere portatori.

Parola quindi al primo relatore, il dott. Giuseppe Ronzino, G.I.P. presso il Tribunale di Foggia. Il magistrato, nel compiere una panoramica ricca di dati dal punto di vista giudiziario quando cioè risultino già emerse le segnalazioni di reato (purtroppo più numerosi nel reflusso post pandemia), ha rimarcato come la famiglia rappresenti nella società il principale avamposto per evitare che i giovani possano arrivare a delinquere, ricercando invece un modello positivo fondante su legalità e rispetto nei confronti di società, ambiente, persone e cose.

Il successivo intervento, quello della dott.ssa Anna Nunzia Polito (Direttore della S.C. di Neuropsichiatria dell’infanzia ed adolescenza del Policlinico di Foggia), è stato incentrato sulle fasi post-pandemia, distinguendo tra isolamento e solitudine, quest’ultima aggravata per le assenze di genitori e di coetanei e la scuola venuta meno come cronologia dei ritmi dei giovani. La Polito si è poi soffermata sui dati in incremento delle ospedalizzazioni e degli accessi in regime di urgenza per instabilità emotiva, disturbi post-traumatici da stress, dell’umore, crisi d’ansia, alterazioni sonno/veglia, simulazioni di patologie, disturbi alimentari, ed ha concluso esortando i genitori a relazionarsi maggiormente con i figli per capire i loro interessi.

Il terzo relatore, il giornalista Roberto Parisi, ha posto alcune riflessioni sugli stili di vita dei giovani adolescenti che nella fascia di età 13/15 anni sono maggiormente esposti a rischi di devianze a causa di una diffusa insoddisfazione. In merito – secondo il relatore – le responsabilità sono attribuibili al venir meno di capisaldi come famiglia, scuola, chiesa e sport.

 E’ seguito un ricco dibattito che ha registrato interessanti spunti di riflessione portati da Raffaella Cicco (attenzione quando la noia si trasforma in senso di inutilità), Antonella Quarato (l’esempio deve partire dal mondo degli adulti), Costanzo Natale (la salvaguardia di valori è sacrosanta anche di fronte al mutare dei tempi), Micky de Finis (paghiamo l’assenza di politiche pubbliche per la famiglia), Renato Martino (lo sport insegna le regole della vita, ma mancano gli impianti sportivi), Luigi Miranda (il disagio, che non riguarda soltanto i giovani, si sviluppa nell’alveo della depressione latente), Gabriella Marciello (la pericolosa malattia del nichilismo), Massimo Lucianetti (potenziamento dei canali di formazione di etica).

 

Quindi l’intervento conclusivo del Presidente Giuseppe Mammana che, richiamandosi ai punti salienti delle relazioni, ha espresso vivo compiacimento per le trattazioni.

Infine la chiusura con il Governatore del Distretto Rotary 2120, Nicola Maria Auciello che, dopo aver ricordato con commozione la figura dello scomparso PDG Renato Cervini (presente la figlia Nicol), ha sottolineato le rilevanti attività svolte dal Rotary negli ambiti di prevenzione e di formazione.

 

Michele Chiariello

R.C. ALTAMURA GRAVINA. DONNE TRA ARTE ED EMANCIPAZIONE


DONNE TRA ARTE ED EMANCIPAZIONE

Dopo l’incontro dal titolo “ Libere di essere donne” tenutosi il 22 ottobre 2021 al Teatro Mercadante di Altamura, anche quest’anno il Rotary Club Altamura Gravina in prossimità della giornata contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre, ha organizzato un evento a favore delle donne. L’incontro dal titolo “ Donne tra arte ed emancipazione” si è tenuto venerdì 18 novembre presso l’Aula Magna del Liceo Classico Cagnazzi di Altamura alla presenza di un nutrito pubblico, composto anche da molti studenti, per la gran parte di sesso femminile ed ha avuto come relatori il prof. Guido Barbieri, critico musicale, musicologo e conduttore di programmi su Radio Rai 3, l’avvocatessa Shady Alizadeh, attivista per i diritti civili e rappresentante della associazione iraniani in Italia e l’avvocatessa Annalisa Nanna, esperta in reati culturalmente orientati.
In apertura di seduta la segretaria del Club dottoressa Maddalena Maggi ha posto i saluti di benvenuto a tutti i partecipanti ed in particolar modo al Dirigente Scolastico del Liceo Cagnazzi prof. Biagio Clemente, ringraziandolo per la sua disponibilità, nonché alle presidenti di associazioni femminili di Altamura: Marilena Saponaro dell’Inner Wheel, Emilia Dileo della Fidapa e Teresa Carretta di Donne In, oltre che all’assessore alle attività produttive del Comune di Gravina, Maria Enza Schinco, alla Dott.ssa Maria Stella Margozzi, direttrice dei Musei di Roma ed al Prof. Pietro Pepe già Presidente del Consiglio Regionale della Puglia.
La riunione è stata introdotta dal Presidente Maestro Vincenzo Cipriani che ha fatto presente di aver voluto ricordare la figura di Barbara Strozzi compositrice del 1600 come donna che ha vissuto gli stessi problemi di emancipazione che riguardano molte donne di alcuni Stati Arabi nel nostro tempo.
Nello specifico l’intervento su Barbara Strozzi è stato eseguito a distanza, a causa di motivi di salute legati al COVID, dal prof. Guido Barbieri il quale ha specificato che nel 1600 alla donna musicista era concesso solo il ruolo di esecutrice e non di creatrice come compositrice mentre Barbara Strozzi, figlia adottiva di Giulio Strozzi, poeta e librettista, tanto famoso da aver dato il nome al Palazzo Strozzi di Firenze, anche se di origine veneziane era diventata famosa come compositrice. Barbara Strozzi era nata a Venezia nel 1613 e sin da adolescente si era dedicata alla musica non solo da esecutrice ma anche da compositrice, fino a creare ben 120 cantate riportate su sette libri. Nel 1635 diventa la curatrice dell’Accademia degli Unisoni fondata a Venezia dal padre Giulio, dando luogo a diverse esecuzioni create da lei. In sostanza rappresenta una donna che, nonostante diverse opposizioni, riesce ad avere un grande successo proprio con le opere che a quel tempo non erano consentite alle donne. Dopo aver avuto ben 4 figli senza aver contratto matrimonio, muore all’età di 58 anni.
Successivamente ha preso la parola l’avvocatessa Shady Alizadeh, cittadina italiana ma di padre iraniano che ha fatto riferimento a Barbara Strozzi come una donna che ha lottato per la sua emancipazione al pari di tante donne dell’Iran che non vogliono sentirsi la metà degli uomini ma che possano avere un ruolo fondamentale nella società che altrimenti non potrebbe definirsi democratica e che nei loro movimenti di piazza adottano un motto: “Donna, vita, libertà sempre e ovunque.”
Un ulteriore intervento sulla emancipazione femminile è stato tenuto dall’avvocatessa Annalisa Nanna che ha fatto riferimento alla sua esperienza di penalista che si è trovata di fronte ad eventi criminali nei confronti delle donne addirittura ad iniziare da interventi finalizzati ad incidere sull’apparato genitale femminile.
In conclusione l’assessore del Comune di Gravina Maria Enza Schinco ha ringraziato il Rotary Club Altamura Gravina per l’invito e per tutta l’iniziativa, facendo anche riferimento alla sua personale esperienza di donna ammessa ad un incarico importante come quello di assessore comunale.
Domenico Montemurno

IL RC FOGGIA UMBERTO GIORDANO COMMEMORA MONSIGNOR FORTUNATO MARIA FARINA

IL RC FOGGIA UMBERTO GIORDANO E LA FIGURA DEL VENERABILE MONS. FORTUNATO MARIA FARINA

Una riflessione sul senso di appartenenza e sull’identità culturale del nostro territorio è stata offerta dal RC Foggia Umberto Giordano, presieduto da Renato Martino, in occasione della Conviviale dello scorso 27 ottobre.

Negli accoglienti ambienti di Casa Freda, alla presenza di monsignor Vincenzo Pelvi, Arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino, il club ha promosso una conversazione sulla recente pubblicazione di Don Luigi Nardella.

‘Una spiritualità incarnata’ è il volume scritto dal cappellano dell’UAL di Foggia e dedicato alla carità pastorale del Venerabile Mons. Fortunato Maria Farina, calata nei problemi socio-politici del suo tempo. Con il suo libro don Luigi ci proietta negli anni della Seconda Guerra Mondiale: è il racconto documentato di oltre trent’anni della storia di Foggia, da cui emerge in modo luminoso l’impegno di amore generoso con cui il Venerato Pastore, negli anni del fascismo, ha operato nella comunità religiosa e civile della Capitanata, rendendosi protagonista di interventi carichi di equilibrio, speranza evangelica e pace sociale.

Un’occasione, quindi, per discutere di attualità e impegno sociale: al Club don Luigi Nardella ha voluto ricordare il profilo del vescovo Farina e l’impegno che lo stesso ha profuso nei confronti delle zone povere della città di Foggia. “Quando, nel 1943 – ricorda il cappellano dell’UAL alla platea accorsa per partecipare a questo momento di riflessione – Foggia è stata devastata dai bombardamenti, il religioso ha manifestato una carità eroica verso la gente, colpita dal dramma della guerra: insieme ad alcuni sacerdoti soccorse feriti, diede sepoltura ai morti e organizzò un’opera di assistenza per la popolazione, rimasta senza casa e senza alcun bene”.

Fa riflettere l’azione pastorale che Monsignor Fortunato Maria Farina condusse anche dopo i bombardamenti: “la sua carità fu immensa, si è preso cura di tutte le situazioni di bisogno del popolo foggiano, segnato tragicamente dagli orrori della guerra, e, per alleviarne i disagi e le sofferenze, è riuscito a stabilire un rapporto di rispetto reciproco e di dialogo con le Forze Alleate, che avevano occupato il nostro territorio”. Assistenza e aiuto concreto a chi vive nel bisogno sono attività care al RC Foggia Umberto Giordano, che ogni anno porta avanti service e progetti dedicati a chi soffre e ha necessità di sostegno, supporto e beneficienza.

La memoria è un filo che lega il passato con il presente e lo ricorda anche don Luigi Nardella: “è importante studiare la memoria, come motivo di speranza per la nostra città”. Il profilo del vescovo Farina non deve essere dimenticato, ma deve essere considerato un faro per riportare luce su questa città”.

Al termine degli interventi del Vescovo e di Don Luigi, il Presidente Martino ha annunciato l’ingresso nel Club di sei nuovi soci: Clorinda Calderisi, notaio, Erasmo Giulio Campanale, medico cardiologo, Leonzio Carrozzo, dottore commercialista, Mariapia Liguori, imprenditrice, Rocco Salatto, imprenditore ed infine Romeo Tigre, avvocato. Tranne l’avvocato Tigre, assente giustificato, i nuovi soci sono stati accolti con un grande applauso coinvolgendo anche il Vescovo Pelvi che ha avuto parole di elogio e gratitudine per il Club, molto impegnato nel sociale in favore del nostro territorio.

IL ROTARY CLUB FOGGIA RICORDA L’IMPEGNO DELLA ROTARY FOUNDATION

Il  Rotary Club Foggia ha riservato il tema del primo appuntamento di novembre, mese dedicato alla Rotary Foundation, proprio all’organismo che funge da braccio operativo del R.I. come brillantemente riportato dal Past President Giulio Treggiari  nelle vesti di relatore in un Caminetto svoltosi il 10 novembre con Socie e Soci del Club dauno.

Dopo l’onore alla bandiere ed i saluti di rito, la serata è stata aperta dal Presidente Giuseppe Mammana che ha sintetizzato le iniziative della Rotary Foundation come la memorabile campagna annuale della Polio Plus, nonché le altre che attengono sovvenzioni per sostenere programmi di ampia portata, per Borse di studio e per aiuti presso zone colpite da disastri naturali.

Successivamente la parola è passata, per l’attesa relazione, a Giulio Treggiari, Presidente della Commissione Rotary Foundation del Club, Componente della medesima commissione distrettuale e Vice Presidente della Sottocommissione “Polio Plus”. 

Il Past President, che vanta una profonda conoscenza anche in questo ambito, partendo dal motto “Doing good in the world” (fare del bene nel mondo) e da alcuni cenni storici risalenti al 1917 con la proposta di Archibald Klumph al Congresso Internazionale di istituire un “fondo di dotazione allo scopo di fare bene nel mondo” (quindi la costituzione della Rotary Foundation), si è poi avvalso della proiezione di slides per esemplificare il modello organizzativo ed operativo della R.F. che finalizza le donazioni volontarie pervenute rivolgendo le stesse esclusivamente per scopi benefici in progetti di service sostenibili e misurabili.

Il relatore, dopo aver accennato alla qualità gestionale della R.F., si è poi soffermato  sulle aree di intervento delle sovvenzioni erogate dalla Rotary Foundation e sulle relative modalità di funzionamento, oltre che agli altri programmi, principalmente  la citata Polio Plus,  le Borse di Studio ed i Centri per la Pace.

Alla fine, grande soddisfazione da parte della platea per la consueta briosa conversazione che Giulio Treggiari ha tenuto su un tema non facile.

In chiusura il Presidente Mammana ha ricordato il Global Grant di $ 30.000 che il Rotary Club Foggia ha programmato con il R.C. di Potenza e quelli di “Les Berges” e di “Notre Dame” di Tunisi, con la partecipazione dei Distretti 2120 e 9010 unitamente al Rotary International.

Tra gli interventi dei Soci, da registrare gli utili riferimenti portati da Antonella Quarato, Francesco Corvelli e Camillo Maruotti, unitamente a quello di Giuseppe Trincucci che, in seguito a ricerche storiche, ha individuato documenti risalenti all’anno 1936 attestanti due dotazioni di premi da 5.000 lire ciascuno relativi a sovvenzioni da parte del Rotary Club di Bari. Come auspicato da Micky dè Finis, la rara testimonianza potrebbe costituire argomento da pubblicare sulla rivista del Distretto.

Michele Chiariello

R. C. FOGGIA. CAMBIO DELLA GUARDIA AI TRE INTERACT DI FOGGIA

Cambio della guardia ai vertici dei tre Interact Club di Foggia patrocinati dal Rotary Club Foggia del Presidente Giuseppe Mammana.

La suggestiva cerimonia si è svolta sabato 12 novembre nella Sala Conferenze del Centro Bonassisa di Foggia alla presenza dell’Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2120, Davide Calabria, davanti ad alcuni esponenti del Club padrino ed a numerosi interactiani con la supervisione delle tutor Antonella Quarato (davvero commoventi le parole di sincero affetto e grande stima rivoltele dai giovani) e Monica Bonassisa nonché del R.D. Interact Nicola Fascia.

I saluti ufficiali sono stati portati a nome di tutti, dal segretario dell’Interact Foggia De Sanctis Giorgia Grosso. 

Tra i partecipanti anche i consulenti dei due Interact scolastici, i proff. Franca Longo e Bruno Ferrara per l’Interact De Sanctis e la Prof.ssa Francesca Messina per l’Interact Zingarelli. Con grande gioia è stato anche salutata la partecipazione della Presidente uscente dell’Interact Giordano Adriana Marotta e, in rappresentanza della nuova presidente Fabrizia Leone, del prefetto Filippo Rosanìa, accompagnati dalla consulente Antonella Riccardo. 

Questo è l’auspicio di nuove collaborazioni tra i ragazzi che in questi tre anni si sono incontrati più volte e desiderano lavorare insieme per il bene comune. 

È venuto a portare il suo saluto ai ragazzi il Presidente della Consulta dei Past President del RC Foggia Costanzo Natale, testimonianza efficace di come nella famiglia rotariana le generazioni si incontrino e condividano senza far caso all’anagrafe. 

Dopo un videomessaggio di saluto da parte della Presidente della Commissione Distrettuale Interact Antonella Linsalata, è stato proiettato un video riepilogativo dell’attività svolta dai tre Interact Club, proceduto da un sintetico resoconto singolarmente dei tre Presidenti uscenti: Luca Gimmelli (Interact Foggia), Daniele Parisi (De Sanctis Foggia) e Simona Calabrese (Zingarelli Foggia) che, a seguire, hanno presentato i rispettivi successori: Francesca Russo, Mario Pilone e Leonardo La Gioia. Questi ultimi hanno poi annunciato i nomi dei componenti i Consigli Direttivi ed anticipato alcuni temi del loro programma.

Quindi il momento più emozionante con il passaggio del collare che ha conferito l’ufficialità ai neo Presidenti: Francesca Russo per l’Interact Foggia, Mario Pilone “De Sanctis Foggia” e Leonardo La Gioia “Zingarelli Foggia”, raggiunti dagli applausi dei numerosi partecipanti e poi da parole di incoraggiamento da parte del Presidente del Club padrino Giuseppe Mammana unitamente alle calorose espressioni augurali rivolte da Antonella Quarato, Segretario del Distretto Rotary 2120.

Prima del taglio della torta e dei festeggiamenti, come da protocollo rotariano la cerimonia è stata conclusa dall’intervento dell’Assistente del Governatore, Davide Calabria, che ha presentato i saluti e gli auguri del Governatore Nicola Maria Auciello, dicendosi commosso per il notevole entusiasmo di cui sono portatori i giovani interactiani  e si è richiamato al motto del Governatore “Rotary è futuro” affermando che l’Interact rappresenta il futuro non soltanto rotariano ma è scuola di leadership nel lungo e difficile cammino della vita.

Michele Chiariello 

I ROTARY CLUB DI CANOSA E BARLETTA PER LA DONAZIONE DI ORGANI

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Il Rotary Club Canosa, in sinergia con il Rotary Club di Barletta e i rispettivi Rotaract di Canosa e Barletta ed in collaborazione con l’AIDO – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, ha organizzato la conferenza dal titolo “Il percorso di un sì – Rotary: impegno costante per il trapianto di tessuti, organi e cellule” che si è tenuta lo scorso venerdì 11 novembre alle ore 20:30 presso i locali della Sala Sabiniana.

Il Rotary, con la sua opera e come si può evincere dall’argomento, è stato sempre attivo in merito alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Non per altro, l’evento vede assoluta protagonista l’AIDO, rappresentata da Vito Scarola, vicepresidente nazionale della stessa, nonché già presidente del RC Bari Castello.

Dopo i saluti di rito e le indicazioni dei presidenti dei quattro Club organizzatori (rispettivamente Antonio Martellotta, Giorgio Vitali, Giuseppe Vitrani e Tommy Capasso), di Natalia Inchingolo, presidente dell’AIDO BAT, e di Maria Cristina Saccinto, assessore alla Cultura per il Comune di Canosa e delegata per l’Amministrazione, che hanno evidenziato collettivamente l’importanza del verbo “donare” costituente anche il fil rouge della serata, si è entrati nel vivo della conferenza.

Scarola, accompagnandosi con precise slides tramite cui ha sciorinato dati e contributi fattivi alla causa (compreso l’uso scorretto del termine “espianto” nelle cronache e nelle consuetudini), ha sottolineato il legame tra le due associazioni – culminato con la fornitura di attrezzature utili al prelievo di organi in alcuni ospedali di Puglia e Basilicata – paragonando il Rotary ad un cervello e l’AIDO ad un cuore: entrambi facenti parte di un unico organismo fondato sui medesimi ideali.

La sensibilizzazione sulla particolare donazione è proseguita con Donatello Iacobone, Direttore Responsabile UOSVD SET 118 dell’ASL BAT, nonché socio del Club di Canosa, che ha esemplificato l’opera concreta messa in atto nella cosiddetta “sesta provincia” per facilitare simili e difficili operazioni (citando il caso di una donazione di cornee avvenuta a Spinazzola addirittura a domicilio): anche il tenere in “stand by” una vita che va spegnendosi è fondamentale per salvarne un’altra, prima che sia troppo tardi per entrambe.

L’ASL BAT, infatti, si può vantare di avere a disposizione sui propri mezzi il sistema LUCAS, capace di garantire un massaggio cardiaco costante, il flusso di sangue e quindi la salvaguardia di organi irrorati che possono essere così trapiantati di lì a breve. Il pubblico ieri presente ha potuto assistere ad una dimostrazione pratica del macchinario.

A fare da eco al principio del collega è Giuseppe Vitobello, coordinatore proprio della sezione trapianti dell’ASL BAT, che ha illustrato i dati – sfortunatamente – poco incisivi e che dimostrano quanto il sud Italia sia ancora vincolato principalmente da questioni di tabù o di errata etica sul tema, a discapito del punto di vista meramente scientifico e medico.

Nel giorno della notizia da record in cui una centenaria (!) fiorentina ha inteso donare il proprio fegato, bisogna ancora fare tanto per informare la popolazione su questo estremo atto di umanità: a tal proposito l’Assistente del Governatore della Zona 6, Ruggiero Laporta, dinanzi all’attenta platea composta anche da soci dei Rotary di Andria Castelli Svevi e Bitonto, ha cercato di far leva concludendo la serata.

Una nota di plauso, infine, va al Rotaract di Canosa che, approfittando dell’occasione, ha ceduto al suo Club padrino una cospicua somma di denaro per il service “End Polio Now” e raccolta nel corso dell’ultima settimana del mese di ottobre (dedicata proprio all’obiettivo internazionale del Rotary).

CARCINOMA MAMMARIO: IL DISTRETTO 2120 DEDICA UNA SETTIMANA ALLA PREVENZIONE

Con una decisione coraggiosa e significativa il Governatore del Distretto 2120, Nicola Maria Auciello, ha pensato di dedicare un’intera settimana alla prevenzione del carcinoma mammario, nel mese di ottobre: mese in cui l’AIRC focalizza la sua attenzione sui tumori femminili.

L’iniziativa è partita dal desiderio del Governatore Auciello di affrontare le tematiche del service D.E.I. (Diversità, Equità, Inclusione) proposto dalla prima donna Presidente Internazionale del Rotary, Jennifer Jones.

Una particolare attenzione va alle socie del nostro distretto nell’ottica del rispetto della diversità di genere” sostiene il Governatore Auciello che ha incluso molti nomi femminili nel suo staff e ha già proposto il 16 ottobre un concerto teatrale al Teatro “Anche cinema” di Bari dal titolo Spotlight on women, un excursus canoro e coreografico su pregiudizi ed emarginazione di genere fino alla violenza domestica. Il concerto è servito anche a raccogliere fondi per il Service Empowering Girls e finanziare una borsa di studio per una giovane donna in difficoltà.

La settimana di prevenzione del carcinoma mammario si è svolta dal 23 al 30 ottobre e moltissimi club hanno aderito all’iniziativa realizzando eventi di divulgazione o prevenzione e/o acquistando i kit di spillette con il nastrino rosa dell’AIRC e contribuendo così alla ricerca.

Eventi importanti sono stati realizzati dai Rotary club di Acquaviva delle Fonti-Gioia del Colle, Corato, Ginosa- Laterza, Galatina-Maglie-Terre d’Otranto, Lecce, Lecce Sud, Rutigliano-Terre dell’uva, San Giovanni Rotondo, San Severo Tricase- Capo di Leuca, Venosa; conferenze e incontri con esperti e professionisti ma soprattutto screening di prevenzione gratuiti a disposizione dei cittadini.

Hanno acquistato i kit dell’AIRC i Rotary Club: Acquaviva delle Fonti-Gioia del Colle, Altamura- Gravina, Bari, Bari Castello, Bari Sud, Barletta, Bisceglie, Brindisi, Brindisi Appia Antica, Brindisi Valesio, Foggia, Foggia Umberto Giordano, Gargano, Ginosa Laterza, Manduria, Potenza, Putignano, Rotaract Club Taranto, Rutigliano- Terre dell’uva; San Giovanni Rotondo, San Severo, Senise Sinnia, Valle dell’Ofanto-Margherita di Savoia-San Ferdinando-Trinitapoli; Lecce;

All’interno della settimana due eventi più importanti rivolti a tutto il distretto, il primo una tavola rotonda su Zoom il 26 ottobre sulla prevenzione e il secondo, in presenza, il 30 ottobre, a Rutigliano sulla ricerca.

Grande successo per la Tavola rotonda che, dopo i saluti di rito e l’intervento del Governatore ha alternato relazioni di illustri e preparatissimi esperti del settore: il dott. Giuseppe Perrone, oncologo e Presidente della Commissione Prevenzione e cura delle malattie che ha incentrato la sua relazione sui sistemi di prevenzione attraverso autopalpazione e le modalità per una diagnosi precoce; il convegno è proseguito, moderato da Vincenzo Manuppelli, presidente della Commissione Distrettuale Sanità, con l’intervento del dott. Marcello Di Millo, responsabile Breast Unit del Policlinico Riuniti sugli approfondimenti chirurgici; un’occasione per rassicurare sulla evoluzione nei procedimenti chirurgici che tendono a ridurre sempre più le asportazioni e ad attuare una contestuale ricostruzione, quando possibile; delle terapie non chirurgiche e delle novità in questo settore, ha parlato il dott. Enrico Basso, dirigente medico oncologo presso l’ospedale di Potenza; è seguita poi la toccante testimonianza della dott.ssa Alessandra Ena che ha raccontato il doloroso percorso della malattia ma come da questa esperienza le si sia offerta una opportunità e di come ora sia la referente regionale per la Puglia dell’Associazione Europa Donna.

Il dott. Antonio Petrone, psicologo, psicoterapeuta e psico oncologo ha davvero catturato l’attenzione di tutti centrando l’attenzione sulla necessità di conoscere sé stessi e le proprie emozioni per affrontare ogni evento tragico nella vita come una malattia grave e per confrontarsi con una esperienza drammatica come la morte.

Il tema incute paura ma gli esperti lo hanno affrontato in modo incoraggiante e nell’ottica di indurre a maggiore prevenzione. È seguito un lungo dibattito con interventi e domande a sancire il grande interesse per la serata.

Il 30 ottobre invece a Rutigliano, l’evento conclusivo, con rotariani provenienti da tutto il distretto e il coinvolgimento dell’AIRC Puglia. Sono intervenuti il DG Nicola Auciello che ha chiarito il senso di questa iniziativa, il PDG Titta De Tommasi, Coordinatore dei Progetti distrettuali che ha auspicato la prosecuzione negli anni di questo service, il DGN Lino Pignataro, presidente della Commissione D.E.I. che ha illustrato le finalità del service D.E.I. e come bene si collochi al suo interno una iniziativa del genere.

Hanno preso la parola anche il Sindaco di Rutigliano dott. Giuseppe Valenzano per salutare ed esprimere il suo compiacimento per l’iniziativa e il Presidente del RC Rutigliano Terre dell’uva, avv. Giuseppe Palmino, che, tra l’altro, ha ringraziato il Governatore per aver scelto il Club  da lui presieduto quest’anno, per organizzare una manifestazione distrettuale di così alto rilievo.

La seconda parte della mattinata è stata caratterizzata da un ospite di eccezione e di grande spessore, il prof. Michele Mirabella, presidente del Comitato AIRC Puglia.

Con il prezioso intervento del moderatore il dott. Micky dé Finis, giornalista, il prof. Mirabella, letterato, scrittore, giornalista, autore, regista in televisione, cinema e soprattutto teatro, grande divulgatore e comunicatore, insieme alla dott.ssa Lucilla Crudele, giovanissima ricercatrice e volontaria dell’AIRC, ci hanno parlato della ricerca, dei suoi progressi e di quanto sia necessario investire per ottenere risultati sempre più importanti.

Mirabella ha trattato il tema con grande spontaneità, parlando di argomenti molto seri, alternandoli tuttavia ad aneddoti della sua vita e della sua carriera che hanno divertito il pubblico. Lucilla Crudele, con la sua freschezza e spontaneità, ha fatto percepire la ricerca e l’impegno nell’AIRC come qualcosa di naturalmente coinvolgente.

Il Governatore, con le sue conclusioni, ha tirato le fila di una mattinata unica e speciale per la calda accoglienza del RC Rutigliano Terre dell’Uva, per lo spessore di tutti gli interventi e per la rara capacità comunicativa con cui il prof. Mirabella ha saputo intrattenere l’audience su un tema difficile e delicato. Al termine, un clima di piacevole e consapevole orgoglio per tutti i partecipanti per avere sostenuto come rotariani del Distretto 2120 questa importante campagna e per aver trasformato, grazie ad un’intuizione del nostro Governatore, un’azione che poteva risultare solo benefica e che quindi non sarebbe rientrata nello spirito della nostra associazione, nell’opportunità di un grande service rotariano.

 

R. C. PUTIGNANO. IL PROF. MARIO RICCO E LA SOSTENIBILITA’ NELLA MOBILITA’

AL ROTARY MARIO RICCO NON HA RITENUTO SOSTENIBILE L’IBRIDO NELLA MOBILITA’ NE’ L’ELETTRICO NE’ L’IDROGENO
13 OTTOBRE 2022
“Ci sono varie forme di mobilità che dovrebbero sostituire quella degli attuali motori endotermici – ha esordito il presidente del Rotary club Putignano Trulli e Grotte, Francesco Mercieri, nell’avviare l’incontro con il dott. Mario Ricco, più noto come “l’inventore del “common rail” – ed è stata anche fissata la data del 2035 per la produzione soltanto di motori che inquinino di meno. Elettrico, ad idrogeno… cerchiamo di capire dove stiamo andando”. L’incontro, data la sua valenza informativa, è stato trasmesso anche in diretta Facebook. Ad esso hanno partecipato anche altri club Rotary come quello di Gioia del Colle ed Acquaviva, di Altamura e Gravina, di Rutigliano e di Bari Alto. Mario Ricco, laurea in fisica presso l’università di Bari, laurea honoris causa” in ingegneria meccanica ricevuta dall’università di Perugia; attività di ricerca presso Pignone Sud di Bari; attività di sperimentazione presso Altecna/Weber/Marelli per apparati frenanti e sistemi di iniezione diesel; nel 1988 responsabile del Centro di ricerche Elasis di Modugno per lo sviluppo di impianti di iniezione innovativi per motori diesel e sviluppo ed industrializzazione del sistema “common rail” per Fiat, Mercedes, BMW, Audi, PSA… Poi a Valenzano al centro ricerche CRF per sistemi di alimentazione innovativi a propano e gas naturale; studio dello sviluppo del sistema Multijet I e II; dal 2014 direttore generale del distretto MEDIS; dal 2016 responsabile “Digital Innovation Hub Puglia” e dal 2019 consulente di tecnologie per sistemi di elettrificazione veicoli.
Il dr. Ricco, partendo dal concetto che la mobilità la determina il mercato e che tutte le modifiche che sono state apportate ai motori dagli anni ottanta sono state finalizzate alle richieste di vendita, ha affermato che il problema dell’inquinamento è sorto oltreoceano, negli USA, negli anni ottanta e da allora le case automobilistiche hanno cercato la soluzione, senza rinunciare alla grandezza, alla velocità ed ai cavalli delle auto, montando filtri finali, catalizzatori ed altri dispositivi per “pulire” le emissioni; iniziando così, ad escogitare soluzioni irrazionali piuttosto che produzioni razionali e facendo diventare le macchine “strumento di psicoterapia” prima ancora che strumento di trasporto. Infatti, secondo Ricco, si desidera l’auto con tanti accessori e dal volume e dal peso spropositato, anche per accompagnare i figli alla scuola vicina e poi si pretende che dal tubo di scarico escano… fiori. Per cui i consumatori, presi dai dubbi, hanno preferito cambiare l’auto (“che, con una dignitosa manutenzione, può durare quindici anni”) per acquistarne una nuova, ultimo modello, con soluzioni più moderne. Il problema delle emissioni nocive è stato colto subito dalle case automobilistiche che si sono adoperate il meglio possibile, pena la mancata vendita; nocive sia per la salute umana che per l’ambiente che ci circonda, dato che perfino la coltre di ozono che ci ripara dalle radiazioni celesti e che ha permesso la vita sulla terra, oggi “sembra bucata”. L’ONU ha fatto proprio il problema, ha promosso vari incontri, tra cui l’ultimo di Parigi del 2015 in cui si è stabilito un obiettivo firmato da ben 170 paesi di tutto il mondo: quello di limitare l’aumento medio della temperatura globale entro il 2030 ad un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali. Purtroppo, sempre secondo Ricco, i principali emettitori di CO2 sono la Cina, gli USA, l’India, la Russia ed il Brasile (ma anche Sud Africa, Giappone e Regno Unito). Le venticinque più grandi città del mondo producono da sole il 52% delle emissioni di gas serra globali. Tra le varie emissioni inquinanti ed i vari gas serra il più citato è l’anidride carbonica, che rappresenta oltre il 75% delle emissioni causate dall’uomo ed è il principale responsabile dell’aumento della temperature sul pianeta. Il principale settore delle emissioni di gas serra è la produzione di elettricità, 25% (seguita dal 24% di agricoltura, 21% di industria e 14% di trasporti), che è distribuita per il 31% per usi residenziali e commerciali, per il 30% per l’industria e per il 29% per i mezzi di trasporto. Di questi ultimi emettono gas serra il 2% i treni, il 3% le navi ed i battelli, il 9% gli aerei, il 23 % i camion ed il ben 59 % i veicoli leggeri. Se sette anni fa a Parigi è stato fissato un limite di non più di un grado e mezzo da superare, l’ 1,25% lo abbiamo già raggiunto anche perché moltissimi alberi nella foresta amazzonica (ed un po’ dovunque) sono stati abbattuti (proprio quelli che assorbono CO2 e lo trasformano in ossigeno). I gas serra – ha affermato il dr. Ricco – non hanno cittadinanza, per cui quelli prodotti in un luogo, dopo pochi giorni possono ritrovarsi in un altro opposto, per cui serve la collaborazione di tutti i cittadini del pondo. Ma qui il relatore si è detto entrare in crisi perché tra incidenti (la rottura dei gasdotti Nord Stream 2 ed 1 ha emesso in atmosfera milioni di metri cubi di gas metano che è ancora più diabolico dell’anidride carbonica) e guerre (in Ucraina ma anche quelle meno evidenti di tutta l’Africa, nelle quali non si può stare ad imputare ad alcuno l’enorme inquinamento prodotto dalle armi), i Paesi più “sporcaccioni” del mondo, che sono anche i più popolosi, risultano essere la Cina (dove la stragrande maggioranza della popolazione vive in condizioni precarie nelle risaie), l’India (dove i più vivono delle briciole che avanzano dai centri delle metropoli) e gli USA (che stanno bene e per questo, egoisticamente, non vogliono rinunciare al proprio benessere). E’ difficile metterli d’accordo e far loro rispettare gli obiettivi di Parigi. Per quanto riguarda la mobilità, il ragionamento di Mario Ricco e delle case automobilistiche è che, se le auto inquinano, trasformiamo il loro motore da autocombustione ad elettrico. Anche perché oggi le emissioni di CO2 della produzione di elettricità e dei gas delle auto sono quasi pari. I paesi scandinavi hanno investito molto sulla elettrificazione dei trasporti, ma la loro economia – ha fatto notare Ricco – è fondamentalmente basata sulla vendita di combustibili fossili. Se trasformassimo tutte le auto in elettriche, aumenterebbe notevolmente il consumo di energia elettrica. Questa, che in Italia viene prodotta per il 30% da fonti rinnovabili, altrove, come in Germania, viene prodotta con il carbone. “Il metodo di produrre energia elettrica bruciando carbone è il modo più osceno che esista” ha sentenziato Ricco. Trasformare le auto in “full electric” oggi è tecnicamente possibile perché le “tecnologie abilitanti” permettono di raggiungere obiettivi una volta impossibile. Ma il problema è come produrre elettricità “in maniera pianificata ed a livello progettuale” e chi ne “pagherà le conseguenze”. Andare in giro con auto elettriche vuol dire – secondo Ricco – spostare le emissioni di CO2 dai trasporti alla produzione di elettricità. In più oggi si tende a far scomparire la CO2 da essa generata. spalmandola subdolamente sul settore dei trasporti, su quello delle industrie, sull’agricoltura e financo sulle residenze domestiche. Pertanto “io ritengo che la situazione la si peggiori, piuttosto che migliorarla. Io non sono “attaccato” al diesel, perché da venti anni mi sono occupato di propano, di metano, di gas liquefatto a bordo, di elettrico ed ora di idrogeno. Ma ci rendiamo conto che per le auto elettriche non è sufficiente la rete infrastrutturale, la quale, nei momenti di picchi di consumo fa scattare enormi gruppi elettrogeni che sono alimentati a combustione fossile? Se comprando un’auto elettrica si contribuisse a migliorare la situazione, lo si farebbe prestissimo. Ma a peggiorarla, no”. Poi c’è la farsa degli incentivi a comprare un’auto elettrica che, secondo Ricco – soldi non sono che provenienti dalle tasse di tutti noi. Infatti, per come è prodotta l’energia elettrica ora, essi non risolvono il problema. L’ultima farsa poi, è l’architettura delle macchine ibride. Ricco ha informato che su di esse c’è un motore a combustione interna, un motore elettrico, delle batterie e soprattutto uno scatolotto che volgarmente viene chiamato “inverter”. Che elettrico può essere solo l’avviamento, oppure l’intero asse elettrico oppure, come soluzione intermedia, il motore nel cambio, oppure prima della frizione o dopo: in conclusione, sono soldi spesi in più, secondo Ricco. Il quale ha anche affermato che oggi, se si possiede già un’auto, volendola cambiare, la stessa la si potrebbe acquistare con l’asse elettrico alle ruote di dietro; però essa costa migliaia di euro in più e ha molto peso in più per cui è difficile convincerlo sulla convenienza o sulla opportunità. Infine, oggi si è messo anche il legislatore che – ha affermato Ricco – nella misura dei consumi in una macchina che ha a bordo un “qualcosa di elettrico”, non tiene conto dei consumi del motore a combustione interna ma solo di quelli della batteria che “miracolosamente la notte si carica” senza alcun consumo di elettricità e quindi senza emissioni di CO2. Quindi “ci si sente veramente presi in giro”. “Forse il motore elettrico, per principio, nel modo intermittente di procedere, è sicuramente più conveniente di quello a combustione interna. Se prima era il mercato che premiava, con le maggiori o minori vendite, le soluzioni studiate dai costruttori, ora è il legislatore con questo tipo di teoria”. Quindi egli si è detto non “distruttivo a tutti i costi” ma ha voluto sensibilizzare che la discussione sulla convenienza non è gratuita perché il settore dell’automotive negli ultimi 60 anni ha rappresentato un settore di una grandissima valenza economica nel mondo. Anche perché cambiare tecnologia non è uno scherzo o indolore, ma ha risvolti traumatici, tragici perché vuol dire mandare a casa migliaia di lavoratori, soprattutto quelli a “basso profilo” per i quali non sono sufficienti i famosi corsi semestrali di riconversione. Inoltre le delocalizzazioni cambiano, cambia la geografia della produzione perché è più conveniente, nel caso del contenitore di batterie molto pesante, impiantare una fabbrica vicino al luogo della sua produzione. “L’auto elettrica non è da demonizzare perché, dal punto di vista ingegneristico, rispetto ad una tradizionale, essa è un qualcosa di elegante, senza frizione, senza cambio, con funzionamento da zero giri fino al massimo consentito a progetto, silenziosa”. Ma occorre energia elettrica per caricare le batterie; la quale si può anche produrla a bordo. Per quest’ultimo caso la tecnologia è pronta, avendo in passato, per uso aerospaziale, inventato le “celle carburante”. Si utilizza l’idrogeno che si trasforma in acqua ed elettricità; il problema è che “l’idrogeno occorre caricarlo sull’auto: esso è molto pericoloso perché inodore e senza fiamma ed ha bisogno di una specie di recipiente ad altissima pressione (almeno 700/800 bar) per la sua trasformazione, che può scoppiare con gravi danni”. Senza considerare l’enorme difficolta di creare una infrastruttura per la sua distribuzione, tanto è vero che esso oggi viene trasportato con grave pericolo. In conclusione, secondo Ricco – “queste alternative al motore a combustione interna, non si escludono le une l’altro ma, nei diversi ambiti applicativi, possono convivere; come nel caso di utilizzo urbano, con limitata autonomia, con poche batterie. Ma dal costo decisamente elevato. “C’è anche il problema della minore sicurezza di queste auto rispetto a quelle tradizionali e poi bisogna anche considerare la difficoltà delle riparazioni, non essendoci oggi officine realmente competenti”. Comunque l’auto, come è usata oggi, secondo Ricco, non dura; essa è uno strumento di psicoterapia; perchè andare al mercato o accompagnare i figli a scuola con un’auto che pesa tantissimo, che è veloce, capiente di persone e di bagagli, non è comprensibile. Secondo Ricco, è duro a morire il “senso di proprietà”. Considerando che oggi il coefficiente di utilizzo di un’auto è incredibilmente basso, le nuove forme di accesso all’auto sono quelle del “noleggio”. “Dobbiamo far cambiare missione all’auto. Non ha più senso andare a Milano con l’auto. Più conveniente sotto tutti i punti di vista andare in treno e poi prendere una macchina a noleggio. Domani per andare a teatro, portare i figli a scuola, andare in vacanza… posso chiamare, arriva l’auto, mi serve, pago e non ho più problemi, Per cui la discussione su auto a benzina, diesel, elettrica… a livello personale e privato, non ha più ragione di esistere. Meglio incrementare il trasporto ferroviario ad alta velocità che è decisamente meno inquinante e più sostenibile ed in genere quello pubblico e collettivo e sviluppare e facilitare il noleggio come prima detto”.
Pietro Gonnella

I TRE CLUB FOGGIANI IN VISITA AL MUSEO STORICO DEI POMPIERI E DELLA CROCE ROSSA

Una serena domenica in amicizia il 18 ottobre 2022 per il RC Foggia in interclub con il RC Foggia Capitanata e il RC Foggia U. Giordano.

I soci dei tre club, in una nutrita delegazione, si sono recati in visita al Museo storico dei Pompieri e della Croce Rossa sito a pochi km da Manfredonia.

 Grandissimo stupore per una realtà culturale e storica di cui, purtroppo, si ignora l’esistenza. Ai convenuti si sono aperte sale gremite di automezzi, modellini e utensili utilizzati anche nei secoli scorsi sia dal corpo dei Vigili del Fuoco (prima chiamati pompieri) sia della Croce Rossa Internazionale.

Molto interessante la guida d’eccezione per l’occasione, l’ing. Michele Guerra, Fondatore del Museo storico dei Pompieri e della Croce Rossa, che, per la rilevanza dell’argomento è stato invitato alla prossima conviviale del RC Foggia, il 28 settembre, a conversarne, intervistato da Micky dé Finis.


Una bellissima occasione per conoscere realtà a 
noi vicine ma ancora sconosciute e stringere sempre più rapporti di amicizia con i soci del club e degli altri club della città. W il Rotary!