Inter Club Rotary Venosa – Melfi “Non morire di dubbi, il cuore non aspetta, chiama il 118”

Rotary club Venosa

Rotary club Venosa Rotary club Venosa Rotary club Venosa Rotary club Venosa Rotary club Venosa Rotary club Venosa

Il 18 gennaio scorso, presso la sede del Rotary Club Venosa, si è tenuto un inter-club con il Rotary Club di Melfi alla presenza dell’Assistente del Governatore Marco Saraceno, della Presidente del Club di Melfi Giuseppina Cervellino e del Presidente del Rotary Club Venosa Aurelio Caggianelli.
Il Relatore della serata è stato il Dr. Rocco Aldo Osanna, cardiologo interventista dell’Ospedale San Carlo di Potenza, Coordinatore regionale della Rete IMA(Infarto Miocardico Acuto)e socio fondatore del nostro Club. La relazione è stata incentrata, in particolare, sulla drammatica discrepanza della mortalità per infarto intra-ospedaliera e extra-ospedaliera.

In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e il loro impatto in termini di mortalità, morbosità e sui ricoveri ospedalieri si mantiene elevato, rimanendo il primo problema di sanità pubblica.
Ogni anno, nel nostro Paese, circa 150.000 persone vengono colpite da infarto miocardico acuto.
La mortalità intra-ospedaliera si è ridotta di molto negli anni, anche nella nostra regione.
Grazie al buon lavoro di tutti gli operatori coinvolti nel percorso della Rete che ha determinato una importante riduzione dei tempi “pre-coronarici”, alla diffusione dell’angioplastica primaria e alla qualità delle terapie farmacologiche, la mortalità intraospedaliera è scesa al 5-6%.

Non altrettanto si può dire della mortalità pre-ospedaliera che è rimasta sostanzialmente invariata. Le cause sono da identificare nel
mancato riconoscimento dei sintomi, nella sottovalutazione degli stessi, nel ritardo con cui si arriva in ospedale e soprattutto nel mancato coinvolgimento del 118.

Il Dr. Osanna ha sottolineato, in particolare, che “non bisogna perdere tempo, non si deve aspettare che il dolore passi ‘spontaneamente’ se la durata è superiore ai dieci minuti. Non ci si deve mettere in macchina da soli o con un familiare o con un amico per raggiungere il pronto soccorso più vicino. Oltre che pericoloso, ciò comporta un ritardo nella diagnosi e nell’inizio della terapia che devono essere affidati al personale del 118. Non bisogna chiamare il medico di famiglia o raggiungere il suo ambulatorio. L’infarto deve essere trattato solo in ospedale e deve essere gestito dal 118”

Il relatore ha infine rimarcato che se si vuole ridurre significativamente la mortalità pre-ospedaliera per infarto, è necessario rilanciare periodicamente campagne di educazione e sensibilizzazione gestite come nel recente passato dalla Regione ed ha auspicato che tutte le organizzazioni di service come il Rotary possano sostenere attivamente tali campagne.

Condividi su