Rotary per la Pace.

Il bellissimo ed emozionante elaborato 1° classificato al II Concorso Letterario Rotary Club di San Severo “Il Rotary per la Pace”- Integrazione territoriale degli immigrati.

La premiazione si è svolta presso l’H.Cicolella, sede sociale del Club, sabato 29 febbraio u.s.

Il Presidente

Attilio Celeste

Mi chiamo Salma Alaoui, sono eritrea e ho 17 anni. Sono arrivata in Italia insieme ai miei genitori 8 anni fa.

Abbiamo affrontato il mare in condizioni disumane, rischiando una morte atroce. Fino ad ora non ne ho parlato mai con nessuno ma il ricordo di quel viaggio è ancora impresso nella mia mente. Qualcuno si chiederà perché abbiamo affrontato questo rischio. La vita che conducevamo era così misera che per i miei genitori era meglio morire una sola volta che tutti i giorni. Hanno scelto il mare come ultima speranza e hanno scelto anche per me. Ma il viaggio in mare non ci aveva preparato a quello che avremmo sopportato in Libia. Ci siamo recati lì per tentare la traversata. Mio padre ha pagato molti dollari ma forse la somma non bastava ai trafficanti. Ci hanno sequestrati e portati a Misurata, nel golfo della Sirte. I miei genitori erano diventati schiavi, lavoravano senza essere pagati. Nel capannone eravamo più di duecento. Dormivamo per terra e avevamo poco cibo, l’acqua era sporca e non c’erano servizi igienici per i nostri bisogni. Le donne venivano violentate. Non so se mia madre lo è stato, ogni volta che glielo chiedo lei non risponde. Gli uomini venivano offesi e picchiati.

Una notte siamo scappati. Abbiamo raggiunto un’altra città dove un tale Salem, libico, ci ha ospitati per una notte prima di consegnarci a un altro trafficante. Mio padre pagò ancora, non so quanti dollari. Ci hanno portati sulla spiaggia dove c’era un gommone di 12 metri circa che da lì a poco sarebbe partito per l’Italia.

Eravamo circa 150. Siamo partiti di notte e abbiamo navigato per due giorni senza cibo né acqua. Ricordo che piangevo sempre. Ad un certo punto il gommone iniziò ad imbarcare acqua. Fortunatamente siamo stati avvistati da una nave della Marina Militare Italiana che ci ha salvati.

Ora viviamo in modo tranquillo e sereno. Mio padre lavora e conduciamo una vita dignitosa ma mi fanno molto male le affermazioni di molti italiani e gli stereotipi che ci identificano.

“Vengono e ci rubano il pane”; “Quei barconi sono pieni di ladri, spacciatori e terroristi”; “Ma lo sapete che gli immigrati incassano dallo Stato 50 euro al giorno?”;” È uno scandalo, li ospitano in alberghi a 5 stelle, in camere che hanno la vasca con idromassaggio e si lamentano pure”. L’immigrato che affronta il mare di notte, rischia la vita, arriva brutto, sporco e cattivo e chiede solo pace, pane e un po’ di tranquillità è il nemico perfetto. Sei senza lavoro? Colpa di chi te lo toglie, il “clandestino”, disposto a tutto e per quattro soldi. Ti senti insicuro nella tua città? Colpa dell’immigrato che è sempre un delinquente…

Ora sono felice e ho delle amiche, ma non è stato sempre così. A scuola ero seduta da sola, qualcuno aveva messo in giro la voce che le persone di colore “puzzano”. Ho sofferto tantissimo

 

ma mi sono fatta forza. Piano piano mi sono integrata. È bellissimo vivere in una società multiculturale. Il mescolamento delle diverse culture è un arricchimento per tutti.

Ovviamente la Scuola rappresenta il luogo più adatto per consentire tale mescolamento.

Io credo che sia indispensabile realizzare percorsi didattici interculturali anche quando gli studenti stranieri sono pochi o non ci sono. Ciò al fine di far acquisire loro una mentalità più aperta.

Potrebbero essere realizzati in maniera più convinta:

  • percorsi di accoglienza, attività specifiche realizzate al momento del primo inserimento dello studente straniero nel gruppo classe che incoraggino atteggiamenti relazionali di apertura;
  • percorsi volti alla conoscenza di differenti culture;
  • percorsi di educazione ai diritti umani;
  • percorsi volti alla prevenzione di stereotipi, pregiudizi e razzismo, ad esempio: sperimentando situazioni in cui si incontrano membri di altri gruppi sociali ed etnici, offrendo un nuovo quadro interpretativo delle situazioni, rispettando il bisogno di identità sociale e di appartenenza di ogni individuo, operando confronti per rilevare differenze e somiglianze tra le diverse culture.

In tale ottica rientrerebbe, a mio avviso, anche una revisione interculturale delle diverse discipline. Io spero che la scuola cambi, che tutto il mondo cambi. La società multiculturale ormai è una realtà e bisogna accettarla. È così bello vedere sguardi, abiti, colori, sapori, atteggiamenti diversi che convivono in armonia. L’integrazione pacifica tra persone di etnia diversa che abitano nello stesso territorio è anche la condizione perché una nazione progredisca e si sviluppi.

Io comunque mi sento italiana a tutti gli effetti e preferisco la pizza al cous-cous!!!

 

 

 

STUDENTE: Salma Alaoui

ISTITUTO DI PROVENIENZA: I.T.E.S “A. Fraccacreta” di San Severo

CLASSE FREQUENTATA: 4^A R.I.M

DOCENTE REFERENTE: Valter Antonio Presutto.

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