Lettera del Governatore

Settembre: Mese dell’alfabetizzazione e della educazione di base

Cari amici,

nel mese di settembre i rotariani riflettono sull’importante aspetto legato alla alfabetizzazione e alla educazione di base, una delle grandi sei aree di intervento della Fondazione Rotary (le altre sono: pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti; prevenzione e cura delle malattie; acqua e strutture igienico-sanitarie; salute materna e infantile; sviluppo economico e comunitario).

Il Rotary tiene molto a favorire l’alfabetizzazione e la educazione di base nelle comunità.

Alfabetizzare significa, letteralmente, “insegnare l’alfabeto”, cioè fornire la capacità di leggere e di scrivere. L’alfabetizzazione, però, non va confusa con l’alfabetismo (che è il solo saper leggere e scrivere) in quanto l’alfabetizzazione include la possibilità di far perseguire un percorso civile e sociale all’individuo.

L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) definisce, infatti, che una persona è alfabetizzata quando ha acquisito quelle conoscenze e quelle competenze essenziali che gli consentono di prendere parte alle attività sociali ed operare pienamente nel suo gruppo e nella sua comunità. L’acquisizione di tali conoscenze e competenze diventa, così, un utile supporto fornito all’individuo per usare tali abilità a favore della propria crescita che, con un processo che potremmo definire di “risonanza creativa” (arricchimento reciproco di idee e di azioni a seguito di scambi di conoscenze ed abilità) contribuisce a favorire anche lo sviluppo della intera comunità. Anche l’impegno che noi mettiamo nell’elaborare ed attuare progetti tesi al miglioramento della cosiddetta educazione di base ci permette di perseguire scopi simili a quelli rivolti verso la alfabetizzazione. Con la educazione di base, infatti, l’intento è quello di favorire cambiamenti (da educere: “condurre fuori”) riguardo al grande tema sociale dello sviluppo dell’individuo e delle comunità.

I progetti di alfabetizzazione e di educazione di base permettono di ottenere, tra l’altro, il recupero e il rientro nella società, come parte attiva, di fasce sociali che altrimenti resterebbero escluse da quei processi di cambiamento, miglioramento e progresso da noi sempre perseguiti per le comunità di tutto il mondo. Questo perché educare deve significare anche e soprattutto proporre linee costruttive che aiutino a crescere e a trovare scopi di comunicazione e condivisione tra le genti. Questi intenti ci portano a sottolineare anche il ruolo della cosiddetta educazione interculturale costituita da quell’insieme di percorsi educativi che favoriscono la conoscenza di altre culture e che permettono di instaurare nei loro confronti un atteggiamento di apertura e di dialogo che, a ben vedere, è il vero grande obiettivo finale cui tende il Rotary con i suoi sforzi e i suoi progetti di bene comune. Il Rotary è, infatti (ed è bello riaffermarlo), una “Associazione di Club di Servizio che promuove l’intesa mondiale, la buona volontà e la pace operando nei settori della salute, della educazione, della lotta alla povertà e dello sviluppo delle comunità”.

Buon Rotary, perciò, cari amici.

Continuiamo a favorire, a elaborare e a realizzare progetti sulla alfabetizzazione e la educazione di base con… “Mente e Cuore per la Solidarietà” ! 

Vi abbraccio.

Lettera del Governatore Agosto 2018

lunedì, 30 luglio 2018 by

Agosto: Mese dell’Effettivo e sviluppo di nuovi Club

Cari amici,

Agosto è il mese da noi dedicato allo sviluppo dell’Effettivo che è rappresentato da tre aree di intervento: il reclutamento di nuovi soci (cogliamo l’occasione per salutare con affetto i nuovi amici rotariani di recente immessi nei Club), la conservazione di quelli esistenti (resi attivi da una attenta azione di coinvolgimento ed interesse) e l’organizzazione di nuovi Club. Come attuare quanto previsto in queste aree di intervento? Rifacciamoci ad uno dei nostri documenti più importanti, il “Rotary Code of Policies”, che in un passo (RCP 5.090) recita: “Per attirare nuovi soci qualificati e ridurre le perdite dell’effettivo, i Club devono fare pieno ed adeguato uso dei provvedimenti esistenti per l’espansione interna, mantenere e migliorare i servizi in favore della comunità e intraprendere attività capaci di stimolare e conservare l’interesse dei singoli soci.” A queste indicazioni, io mi permetto di aggiungere un mio consiglio: prestare attenzione alla fase di “cooptazione” di un nuovo socio.

Nel fare avvicinare al Rotary un nuovo possibile rotariano, prendiamo in considerazione soprattutto le caratteristiche umane, morali e sociali dell’interessato. Caratteristiche che un giorno ci potrebbero far dire: “Ecco un buon rotariano!.” Un buon metodo, nello svolgere questa fase osservazionale volta alla valutazione di un nuovo possibile socio rotariano, è quello di farsi supportare, farsi “ispirare” dai nostri cinque valori fondativi (Amicizia, Leadership, Integrità, Diversità, Servizio). Riflettiamo, però, sul fatto, cari amici, che nelle nostre declinazioni valoriali capita di citare, più spesso, il valore dell’amicizia rispetto al valore, per esempio, dell’integrità che è valore pari, per importanza, al grandissimo valore dell’amicizia, ma, al contempo e a pensarci bene, ha una valenza in più rispetto all’amicizia: esso sottende a tutti e quattro gli altri valori prima enumerati.

L’integrità, infatti, è alla base di una vera amicizia; l’integrità è un valore richiesto al rotariano per poter essere un leader; è l’integrità a far emergere la “diversità” dei nostri comportamenti tesi ad azioni verso il bene comune in un mondo sempre più orientato ad un vuoto individualismo e a disattenzioni umane; ed è l’integrità, infine, che ci spinge al nostro particolare modo di “servire” che è, come amiamo dire (e come è giusto dire), “al di sopra di ogni interesse personale”. L’integrità, dunque, ha questa “trasversalità” tra i nostri valori. Esaminare l’origine della parola “integrità” può esserci utile per comprendere il perché dell’importanza che noi diamo a questo valore. “Integrità” è “l’essere integro” e il vocabolo “integro” ha significato di completo, intero, intatto. In senso figurato “integro” ha anche significato di onesto e perciò rimanda ad altri valori quali lealtà, rispetto, trasparenza, responsabilità: tutti valori che noi “cerchiamo” nel possibile rotariano al momento della sua cooptazione a socio perché necessari per sostenere le nostre idee e svolgere le nostre azioni. Una persona integra è un vero leader di sé stesso e può essere leader verso gli altri e questo perché, parafrasando Blasie Pascal (il grande matematico e filosofo francese vissuto nel seicento), riesce a “rendere forte ciò che è giusto”.

La forza qui evocata non è quella fisica, ma è quella morale, spirituale. E’ una forza “umile” (nel senso di “humus”, terreno, legato quindi alla realtà) e perciò non è vulnerabile. E’ una
forza “direzionata al bene” nella consapevolezza delle sue possibilità e dei suoi limiti. Questa forza non crea aspettative illusorie perché l’uomo, quando è dotato della forza della sua integrità, ha una parola chiara, semplice, credibile e svolge azioni chiare, semplici, credibili. L’integrità è foriera, perciò, di comportamenti empatici (perché legati alla concreta attenzione verso gli altri), trasparenti (perché disinteressati), fattivi (perché radicati, con umiltà, nella realtà) e responsabili (perché richiedenti il proprio e l’altrui impegno). Sono questi, tra l’altro, i comportamenti sempre auspicati dai padri fondatori del Rotary e perseguiti, nel prosieguo, da tutti noi. Intendiamoci: l’integrità non è una via “facile” da seguire. La nostra attuale società propone spesso vie che comportano una “minore resistenza morale” rispetto all’impegno verso sé stessi che l’integrità richiede. A tal proposito vale la pena rammentare che l’opposto di “integrità” è “corruzione”, cioè qualcosa che è stato scalfito, corrotto nella sua interezza, nella sua pienezza. Il rotariano, comunque, sa di questi “aspetti” del mondo, ma non rinuncia ai suoi valori e, forte di questi, affronta la vita. Questo modo di pensare e di essere ha attratto, negli anni, molte persone verso il Rotary e il rotariano ha il dovere di fare opera di sensibilizzazione verso queste idee che costituiscono il suo “sentire” più profondo.

Nel rotariano, infatti, il concetto di integrità è fortemente legato al concetto dell’”etica rotariana”. L’ethos (il “carattere”) del rotariano ha a cuore le “fragilità” presenti attorno alla propria realtà e nel mondo ed è per rispondere, per quanto possibile, a queste “fragilità” che Paul Harris fondò il Rotary. “Fragile” viene dal verbo latino “frangere” ed evoca qualcosa che, sottoposto a tensione, può rompersi. Di fronte alla “fragilità” viene naturale rispondere con qualcosa di “solido” che evita, cioè, la “rottura” e permette di mantenere la “integrità”. Dal termine “solido” e dal termine “integrità” nascono, poi, altri due termini che sono alla base del nostro agire rotariano: “solidarietà” e “integrazione”. L’insieme dei valori morali e civili che sottendono alla solidarietà ci spinge ad operare per il bene comune, mentre favorire l’integrazione (processo che comporta un adattamento reciproco tra vari elementi di culture differenti) è in linea con gli intenti primari del Rotary che pone, tra i suoi più importanti obiettivi, la volontà di “promuovere una migliore comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto il mondo”. Operare per la solidarietà e l’integrazione richiede un impegno “alto” e costante da parte del rotariano e richiede, come direbbe lo scrittore e psichiatra Eugenio Borgna, “responsabilità e speranza”. Continuiamo, dunque, a perseguire i nostri obiettivi, forti dei nostri ideali, procurando di seguitare a coltivare il valore della nostra integrità, sorretti, sempre, (citando il titolo di un bel libro di Max Mannheimer) da “una speranza ostinata.”
Vi abbraccio, nel Rotary, con “mente e cuore.”

Viva il Rotary!

 

 

Lettera del Governatore Luglio 2018

giovedì, 28 giugno 2018 by

Luglio : Mese dell’inizio del nuovo anno di incarico dei Dirigenti Rotary

Cari amici,

luglio è il mese dedicato all’inizio del nuovo anno di incarico dei Dirigenti Rotary. Luglio è, quindi, per noi rotariani, il mese dove, come in una sorta di ideale staffetta, il testimone, ci viene passato da chi ci ha preceduto nella consapevolezza che, a nostra volta, fatto il nostro percorso, noi cederemo quel testimone a chi ci seguirà. E’ da sottolineare che in questo divenire continuo, in questo “viaggio rotariano” ciò che conta ed è importante è la presenza di questo “testimone” che come tale identifica la nostra cifra umana, sociale e rotariana in termini di disponibilità, impegno e appartenenza. La condizione del viaggio pervade l’uomo, l’essenza stessa dell’uomo è il viaggio perché la sua stessa vita è, spesso, concepita come viaggio. Tutto nel viaggio ha un sapore speciale : quella particolare, a volte, rauca voce che si ha al mattino presto, prima di partire e poi l’alba piena di promesse, la partenza, il percorso, il ritorno, il racconto di ciò che si è fatto o vissuto. Il viaggio è conoscenza, non solo di cose, strade, usi e costumi, ma anche di gente, di idee diventando, così, anche un tentativo di conoscenza di se stessi. C’è il viaggio nei ricordi e c’è il viaggio, con l’immaginazione, nel futuro. C’è il viaggio nel presente, che è quello che noi, tutti i rotariani del Distretto 2120 (e non solo, quindi, i Dirigenti), faremo, con le nostre azioni, ispirati dai nostri valori e dai nostri ideali rotariani perché il rotariano agisce nel presente stimolato da quanto fatto nel passato e con la giusta speranza che il suo impegno continuerà, con altri, nel futuro. Il viaggio presuppone una meta, una “visione” che ci è necessaria. Ha scritto lo statunitense Thomas Woodrow Wilson : “Un uomo incapace di avere visioni non realizzerà mai una grande speranza né comincerà mai alcuna grande impresa.” Con la “visione” l’uomo si proietta nel futuro pensando a quello che sarà. La “visione”, però, non è la semplice espressione di un sogno perché, sulla sua spinta, si entra in azione per fare in modo che le cose accadano. Il Rotary ci offre la sua “visione” , la sua “nuova visione” formulata per questi nostri anni, accorpandola, sulla spinta del “fare”, alla nuova campagna di immagine “PRONTI AD AGIRE”. Rileggiamo, cari amici, la “nuova visione” del Rotary che io vi ho letto nella nostra recente Assemblea tenuta ad Alberobello (colgo l’occasione per ringraziarvi ancora per la vostra numerosa presenza a quella bella e fattiva giornata vissuta insieme) : “ Crediamo in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, in ognuno di noi.” Questa “ nuova visione” rotariana contiene anche, a ben vedere, uno splendido dono per tutti noi perché il cambiamento promosso per le comunità, siano esse vicine o lontane, viene proposto anche per noi stessi : è bello pensare che l’impegno profuso dal rotariano per promuovere cambiamenti nelle comunità produce anche cambiamenti e miglioramenti in noi stessi.

Per questo inizio del nuovo anno rotariano siamo pronti, siamo “PRONTI AD AGIRE”, come recita il nostro slogan. E allora, cari amici, “ ISPIRATI DAI NOSTRI VALORI, OPERARIAMO, CON MENTE E CUORE PER LA SOLIDARIETA’. “

Vi abbraccio nel Rotary, viva il Rotary !

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