LA RIPARTENZA AL SUD – CONVEGNO DEL ROTARY CLUB FOGGIA CON MICHELE EMILIANO E NELLO MUSUMECI

Il Convegno organizzato dal Rotary Club Foggia sul tema “La ripartenza al Sud: verso dove?”, svoltosi il 27 settembre 2021 a Foggia presso la Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, alla fine ha messo d’accordo i due massimi esponenti delle Regioni Puglia e Sicilia – Michele Emiliano e Nello Musumeci – “anime politiche” contrastanti ma entrambe unite nell’idea che il Mezzogiorno d’Italia deve fare fronte comune, senza inutili rivalità, nella prospettiva di accorciare o meglio azzerare l’atavico divario tra Nord e Sud del Paese.

Il tema del Convegno, infatti, come illustrato nella presentazione del Presidente del Rotary Club Foggia, Paolo Agostinacchio, che ha aperto i lavori dopo i saluti della Vice Presidente della Provincia di Foggia Anna Maria Torelli, “tende a riproporre spunti di riflessione sulle disparità territoriali ed anche generazionali che affliggono le regioni meridionali, con l’auspicio di comporre unità di intenti tra le entità geopolitiche, magari organizzando dapprima una conferenza permanente, passando poi ai necessari investimenti finanziati dai fondi europei al fine di poter finalmente realizzare un percorso che porti al superamento del divario”.

Entrando nella parte centrale dei lavori, il moderatore Enzo Magistà (Direttore di Telenorba), ha preso spunto dal tema del convegno ed ha chiesto al Presidente dell’Assemblea isolana verso quale direzione guarda la Sicilia. Pronta la risposta di Nello Musumeci: “Ho il dovere di essere più realista del re; il Mezzogiorno d’Italia deve guardare al Sud altrimenti ci rimprovereremo gli errori commessi negli ultimi settantanni. Il degrado del meridione – ha proseguito Musumeci – è un problema europeo. Sinora è mancata una politica mediterranea che rendesse il Sud, nella sua perificità europea, un naturale pontile verso l’Europa. Non possiamo che guardare al Mediterraneo”.

Analoga la domanda a Michele Emiliano: la Puglia si affaccia alla finestra verso l’Est? Risposta con battuta al volo (“Opportuno prima guardarsi le spalle dal fuoco amico”), poi da un diverso osservatorio il Presidente pugliese passa ad una sintetica disamina con numeri sulla sanità regionale, sugli investimenti infrastrutturali e logistici e la questione delle risorse umane.

Nuovo giro di domande con il moderatore che tocca l’ argomento infrastrutture: si guarda sempre con interesse al ponte sullo Stretto. Potrà salvare il Sud?

“Il progetto del ponte – ha puntualizzato Musumeci – è da oltre un secolo prigioniero di gabbie ideologiche. Io parlo di collegamento stabile, ciò vuol dire anche tramite un tunnel sottomarino. Il Sud, che non riesce a dotarsi di un modello di sviluppo, ha bisogno di investimenti mirati ai potenziamenti di linee ferroviarie, stradali, aeroporti e porti”.

“Anche in Puglia – interviene Emiliano – ci sarà molto da investire in strutture, come per esempio il problema della carenza di acqua o dei collegamento stradali con le province più a sud come Lecce, Taranto e Brindisi”.

All’unisono le deduzioni dei due Presidenti delle Regioni Puglia e Sicilia. Per queste questioni strategiche è più che mai necessario un coordinamento tra le Regioni, a prescindere dalle maggioranze e dai colori. Non deve essere una guerra tra poveri. Tutto il Sud, Regioni e Comuni, uniti e compatti, creando un polo di sviluppo dovranno dimostrare di essere in grado di utilizzare proficuamente le risorse dei fondi europei per la realizzazione di importanti progetti che consentano sempre più l’eliminazione del divario esistente.

Conclusioni affidate a Giulio Treggiari, Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2120 Gianvito Giannelli, che ha sottolineato l’attenzione del Rotary anche a temi di sviluppo economico e comunitario con il Distretto Puglia-Basilicata impegnato in progetti sulla sostenibilità e sull’innovazione. “Lo stesso tema del convegno – ha detto Giulio Treggiari – esorta alla riflessione che il Sud non può pensare a ripartire senza avere progetti sostenuti dalla concertazione delle cinque regioni meridionali”.

 

Michele Chiariello

 

 

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