Lettere del Governatore 2016-2017

Lettera del Governatore Aprile 2017

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Care Amiche e Cari Amici Rotariani,

il calendario rotariano assegna al mese di Aprile il tema della “Salute materna e infantile”. Tema di grande attualità e che riguarda e coinvolge non solo i Paesi in via di sviluppo,ma per alcuni aspetti anche quelli occidentali. Questi ultimi,oltre alle limitazioni di risorse in questi campi per la profonda crisi economica in atto,stanno modificando di conseguenza atteggiamenti e comportamenti socio-culturali connessi direttamente o indirettamente alla suddetta problematica come,tra gli altri,il senso e il ruolo della maternità, il decremento della natalità e le politiche familiari.

Certo il divario con i Paesi in via di sviluppo esiste ed è profondo e netto; ancora tante sono le differenze, le mancanze e le carenze presenti nel campo della sanità materna ed infantile. E se pensiamo che il futuro delle nuove generazioni dipende dal benessere che caratterizza la vita del bambino sin dalla nascita, importante è dunque creare le condizioni per un ambiente sano e confortevole per sé e per la madre. Ma purtroppo non è così. Per citare alcuni dati: 5,9 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni muoiono ogni anno a causa di malattie quali malaria,morbillo,polmonite, diarrea, HIV/AIDS,nonché per le nascite premature,per la malnutrizione e per la scarsa assistenza sanitaria.

Per aiutare a ridurre questo numero,il Rotary fornisce vaccinazioni e antibiotici; promuove misure di prevenzione alimentare; sostiene la formazione di operatori sanitari che offrono assistenza di qualità ai bambini e alle loro madri. Riguardo alle donne: 1 su 39,ad esempio, muore durante la gravidanza o per complicazioni da parto in Africa (rispetto a 1 ogni 4.700 in Europa o Nord America); l’80% dei decessi può essere evitata mediante l’accesso ai servizi di assistenza riproduttiva; 215 milioni di donne che preferirebbero

rimandare o evitare la gravidanza non hanno accesso a metodi contraccettivi sicuri ed efficaci,che possono contribuire a ridurre la mortalità materna almeno di un terzo. Il fenomeno è strettamente connesso alla povertà e alla scarsa considerazione dei diritti umani delle donne; il 99% dei decessi avvengono in Paesi a basso reddito,con l’85% nell’Africa Subsahariana e in Asia meridionale. E tra i programmi del Rotary in tale ambito abbiamo quelli relativi al: migliorare l’accesso delle donne ad usufruire di personale sanitario specializzato quali medici,infermieri,ostetriche e operatori socio-sanitari delle comunità; fornire istruzione,immunizzazioni,kit prenatali e cliniche mediche mobili; insegnare alle donne come prevenire la trasmissione del virus HIV ai loro bambini,come allattare e come proteggere loro stesse e i loro figli dalle malattie.”Se le madri godono di autonomia e buona salute,sarà lo stesso per le loro famiglie”.

Nell’area d’intervento relativa ai problemi della “Salute materna e infantile”, Il Rotary ha poi consolidato collaborazioni strategiche con grandi organizzazioni (Oms,Unicef,Fondazione Bill e Melinda Gates,Fondo delle Nazioni Unite e altre) per eradicare la polio nel mondo,per diffondere un’educazione alle vaccinazioni di routine,per migliorare appunto la salute materna e infantile.

Anche il Distretto 2120, con i suoi Club e con una eccellente equipe medica di volontari, è stato e lo è ancora oggi promotore di attività e iniziative volte a migliorare l’assistenza sanitaria materno-infantile, a creare strutture ospedaliere (reparti di maternità e ginecologia e a formare personale medico-infermieristico in vari villaggi poveri del Benin e in altre parti del mondo.

Infine, Vi ricordo che dal 18 al 22 aprile si terrà il Seminario Distrettuale RYLA presso l’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Bari/CIHEAM - Valenzano(BA).

Luca

                        

Lettera del Governatore Marzo 2017

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Care Amiche e Cari Amici,

nel calendario rotariano il mese di marzo è dedicato al problema dell’ “Acqua e delle strutture igienico-sanitarie”. Due questioni tra loro strettamente correlate.

“L’acqua è il più importante elemento necessario affinchè a ognuno sia assicurato il diritto umano universale a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia”, così cita l’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Dunque l’acqua come bene prezioso da non sprecare, purchè non inquinata; come fattore determinante per la vita del nostro pianeta; essenziale per soddisfare i bisogni primari per la sopravvivenza, strutture igienico-sanitarie comprese; come bene comune appartenente a tutti gli esseri viventi e quindi l’accesso all’acqua in qualità e quantità sufficienti alla vita come diritto umano inalienabile. Ora al di là del dibattito che esiste sulla questione- acqua e sul suo corretto utilizzo e sull’uso sostenibile delle riserve d’acqua mondiali, nel futuro le cose andranno sempre peggio e fondamentalmente per motivi quali: la disuguaglianza nella ripartizione naturale delle risorse idriche; lo sperpero e la cattiva gestione delle risorse disponibili; l’aggravamento dei fenomeni d’inquinamento; la crescita demografica, soprattutto nei Paesi del Sud del mondo. “La crisi globale dell’acqua sarà una delle sfide più grandi del XXI secolo”.

Il Rotary riconosce l’importanza vitale dell’accesso all’acqua e ne ha fatto una delle sue priorità, convinto com’è che il problema della mancanza dell’acqua viene prima della nutrizione, perché senza acqua non esiste agricoltura; viene prima della sanità, perché senza acqua e senza nutrimento non ci sono le condizioni per l’attuarsi di uno stato di salute accettabile e viene prima dell’istruzione, perché un bambino senza acqua, nutrimento e condizioni di vita igieniche accettabili non potrà mai essere adeguatamente alfabetizzato. 

Il Rotary ha sviluppato una grande sensibilità per un giusto impiego dell’acqua e ha accumulato esperienza e competenza su tale problematica in molti Paesi in via di sviluppo, dove ha condotto studi, progetti e realizzazioni riconosciute e altamente apprezzate dalla società internazionale (V. Casarano, Il Rotary e l’acqua, Schena 2015).

Obiettivi dei diversi progetti sono stati e sono quelli di: attivare l’equo accesso delle comunità del mondo ad acqua potabile sicura e a servizi igienico-sanitari basilari (oltre 2,5 milioni di persone mancano di strutture igienico-sanitarie adeguate e 1.400 bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie dovute alla mancanza di tali strutture e di acqua pulita); rafforzare la capacità delle comunità a sviluppare, gestire e mantenere sistemi idrici e igienico-sanitari; finanziare  programmi educativi che migliorino la consapevolezza delle comunità sui benefici delle buone abitudini nell’igiene personale (sfida WASH del Rotary in cinque Paesi: Belize, Guatemala, Honduras, India, Kenia); finanziare gli studi di professionisti relativi alla sicurezza dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie (collaborazione Rotary e UNESCO-IHE Institut).

Di recente il Rotary e l’Agenzia di sviluppo internazionale statunitense (USAID) ha lanciato un’iniziativa congiunta per realizzare progetti dedicati all’acqua e all’igiene nel mondo in via di sviluppo. Nel 2009 sono partite le prime operazioni in Ghana, Filippine e Repubblica Dominicana. Nel 2015, grazie a questa intesa, le due organizzazioni si sono impegnate anche per l’Uganda e il Madagascar. Si ritiene che, questa valida cooperazione tra la rete dei volontari del Rotary e le competenze tecniche dell’USAID, possa contribuire ad aumentare in modo significativo e sostenibile la disponibilità di acqua potabile e di servizi igienici per le popolazioni più povere e vulnerabili del pianeta. Attualmente, grazie ai progetti del Rotary, 23 milioni di persone hanno acqua pulita e hanno accesso a strutture igienico-sanitarie.

Altri service si sono succeduti in questi ultimi anni. Da menzionare,il programma “Acquaplus”, le cui linee guida furono delineate a fine 2008-inizi 2009 dall’ allora Distretto 2040 in partenariato con EXPO Milano 2015. Il progetto pilota fu pianificato per la realizzazione ad Haiti e si decise di intervenire dopo il terribile terremoto. Così come da segnalare il nostro “Acqua sana per l’Africa”, realizzato in un piccolo villaggio del Benin (Lokpò). L’opera incessante dei Club e la fattiva operatività sul campo dei Volontari del Rotary hanno permesso successivamente al Distretto 2120 di usufruire di una Sovvenzione Umanitaria 3-H da parte della Fondazione Rotary dell’importo di 300 mila dollari, che ha portato ad ulteriori realizzazioni quali un sistema fognario e impianti di depurazione. Il progetto “Acqua sana per l’Africa” ha avviato un processo che, partendo dalla fornitura di acqua potabile, ha inciso non solo sull’igiene e la salute, ma anche sull’educazione e sulla cultura e quindi sulla crescita socio-economica dell’intera comunità di quei territori del Benin (V. Casarano, cit.).

Permettetemi infine di ricordarVi che il 25 marzo a Matera si terrà il Seminario Distrettuale sulle “Nuove Generazioni”.

Con Amicizia

Luca

                        

Lettera del Governatore Febbraio 2017

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Care Amiche e Cari Amici Rotariani, il tema di questo mese “Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti” è di drammatica attualità.

Dopo i tragici eventi di questi ultimissimi tempi, l’argomento è tornato prepotentemente alla ribalta e non può essere considerato qualcosa di astratto e lontano da noi. Trattare oggi della questione, in presenza di numerosi conflitti veri e propri, di tanti focolai, di “guerre dimenticate” e di atti di terrorismo è davvero difficile. E' un tema che contiene aspetti problematici molteplici e complessi, ma solo su alcuni di essi soffermeremo la nostra attenzione e cercheremo di apportare delle considerazioni e riflessioni, nonché delle indicazioni nell’ottica rotariana.

Impressionanti i dati che vengono riportati: 65.000.000 di persone scappano dal loro paese a causa di conflitti armati o di persecuzioni; il 90% delle vittime di tali conflitti è costituito da civili, metà dei quali sono bambini; 20.000 persone vengono mutilate o uccise ogni anno dalle mine antiuomo; 300.000 bambini soldato (ragazzi e ragazze di età inferiore ai 18 anni) sono coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo.

Ora, per quanto riguarda la pace, occorre premettere che, come molti giustamente affermano, essa è qualcosa di più della semplice assenza di conflitti, ma porta libertà, sicurezza, felicità; è nemica della persecuzione e dell’instabilità. “Non si tratta di uno stato finale, ma di un processo: come la salute. E' un equilibrio costante tra le forze di sviluppo in termini economici, sociali e politici e le fonti destabilizzanti del conflitto. è la qualità dell’atto di governare un problema e il grado in cui vengono soddisfatti i bisogni umani. Non è qualcosa che un bel giorno potremo fermarci e dire: ah, ce l’abbiamo fatta, abbiamo realizzato la pace nel mondo.

La pace è un continuo processo in cui restare impegnati per sempre” (Jessica Tuchman Mathews-Carnegie Endowment for International Peace).

La pace è dunque una meta che si può raggiungere soltanto attraverso l’accordo, e due sono i mezzi che possono condurre a quest’azione pacificatrice: uno è lo sforzo immediato di risolvere senza violenza i conflitti, vale a dire di eludere le guerre; l’altro è lo sforzo prolungato di costruire stabilmente la pace tra gli uomini. Ora evitare i conflitti è compito della politica: costruire la pace è opera dell’educazione. E' urgente far comprendere la necessità di uno sforzo concorde e collettivo anche per la costruzione della pace; e tale costruzione è un’opera di portata universale. Educare alla pace è sempre, e al contempo, educare alla giustizia, alla solidarietà e alla “convivialità planetaria” delle culture e dei popoli.

Educare alla pace consiste nell’aiutare a perseguire valori e atteggiamenti corretti verso la diversità, le differenze socio-culturali, razziali e religiose, la tolleranza e la dignità umana; nello sviluppare abilità di corrette e pacate interazioni sociali fra persone e fra nazioni; nell’imparare a pensare criticamente e risolvere i problemi di conflitto. L’educazione alla pace insegna non-violenza, fiducia, bellezza, cooperazione e rispetto per la famiglia umana ed ogni vita sulla faccia del pianeta.

L’educazione alla pace si propone come processo intenzionale, esplicito e permanente che prevede spazi di ricerca, di elaborazione e di esperienza organicamente strutturati. Si può imparare la pace innanzitutto esercitandosi a praticarla ogni giorno, all’interno di ogni relazione e contesti di vita quali la famiglia, la scuola, l’associazionismo, i luoghi di lavoro e altri di tempo libero e di sport, la strada, ecc.). La pace, poi, risulta essere stato il leitmotiv di grandi pensatori della storia della contemporaneità che hanno riservato grande spazio ad essa (come Kant,Dewey,Montessori) o vi hanno finalizzato l’intero svolgimento del loro pensiero (come Gandhi,Tolstoj,Martin Luther King, Aldo Capitini, Don Milani, Paul Freire,ecc.). E In questo momento storico l’educazione alla pace diventa sempre più una sfida fondamentale per l’intera umanità.

La pace ha costituito e costituisce un elemento centrale della missione del Rotary sia sul pianosocio-politico che socio-educativo. Non è un caso che l’Unesco sia nato dopo che nel 1943 il Rotary International aveva organizzato a Londra un Convegno per promuovere un Progetto di studi educativi e culturali e che nel 1945 sia stato invitato a partecipare alla fondazione delle Nazioni Unite, dove ancora oggi siede come membro consultivo, oltre al tavolo dei quattro enti sovranazionali (UNESCO, UNICEF, OMS, ECOSOC). Tante e diverse sono le azioni rotariane per la pace e dalle quali si evidenzia che il Rotary è stato tra i primi ad interpretarla nel senso più ampio. Basta pensare, tra gli altri, a: Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti (come una delle sei aree d’intervento della Fondazione Rotary strettamente correlate tra loro); Programmi destinati a favorire la comprensione tra i giovani di ogni nazionalità (Borse di studio, VTT, RYLA) nonché al reclutamento ogni anno di candidati per le Borse per programmi di specializzazione presso i Centri della Pace del Rotary (otto Università di eccellenza per lo studio biennale delle relazioni internazionali e la risoluzione dei conflitti); partecipazione ad attività di affiatamento e di servizio con i Rotary Club di altre parti del mondo per promuovere la comprensione pacifica; strategie di risoluzione e mediazione del conflitto nei progetti d’azione riguardanti scuole locali, posti di lavoro e centri sociali; progetti relativi alle cause alla base dei conflitti come povertà, disuguaglianze, tensioni etniche, mancanza di accesso all’istruzione e la distribuzione non equa delle risorse.

In definitiva, la pace come bene supremo e base indispensabile della convivenza umana, va perseguita con costante impegno ed il Rotary non ha mai smesso di occuparsene a tutti i livelli (dal locale al globale).

Con Amicizia 

Luca

Lettera del Governatore Dicembre 2016

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Care Amiche e Cari Amici Rotariani, siamo giunti a Dicembre, mese che è dedicato alla Prevenzione e cura delle malattie: problematica a cui da sempre il Rotary International ha rivolto particolare attenzione. E’ emblematico in questo senso il progetto “Polio Plus”, che è bene ricordare fu proposto e avviato nel 1979 da Sergio Mulitsch di Palmenberg e dal suo Club “Treviglio e della Pianura Bergamasca”. 

La prevenzione delle malattie è il miglior sistema per sconfiggerle. Prevenire di per sé significa arrivare prima, ossia cercare di battere qualcosa sul tempo. Battere sul tempo una malattia vuol dire poter mettere in atto delle strategie e delle azioni che ci permettano di evitarla, sottraendoci in tal modo da tutto ciò che essa comporta: oltre al disagio fisico occorre infatti considerare le conseguenze a livello psicologico personale, familiare, lavorativo ed economico-sociale.

Oltre alle persone adulte, quasi sei milioni di bambini muoiono prima di compiere 5 anni per cause prevenibili e curabili, come appunto polio, malaria, morbillo, polmonite, complicazioni neonatali, HIV/AIDS. E anche se la mortalità infantile è scesa, c’è ancora molto da fare. Basterebbero soluzioni semplici e a basso costo per evitare queste morti.

Il Rotary sostiene programmi di educazione sanitaria per prevenire la diffusione delle malattie e ridurne il rischio di trasmissione; aiuta nelle campagne di vaccinazione contro le malattie infettive; finanzia gli studi relativi alla prevenzione e cura delle malattie; sponsorizza l’istruzione e la formazione continua degli operatori della sanità tramite borse di studio e pubblico riconoscimento; migliora le infrastrutture sanitarie delle comunità locali; collabora con i centri sanitari locali per diffondere l’accesso a programmi e tecnologie più avanzate e innovative nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Si stima che nel mondo siano necessari 2,4 milioni di medici, infermieri, ostetriche e altro personale di assistenza socio-sanitaria. Il mondo si affida anche al Rotary per affrontare queste sfide globali. 

Ora, il Rotary con i suoi interventi nei diversi campi sopra citati, e per fare riferimento a qualcuno in particolare, ha dimostrato: che una gravissima malattia come ad esempio la polio, diffusa in tutto il globo, può essere sconfitta con una prevenzione condotta in maniera seria e determinata; che per ingaggiare una battaglia di questo tipo occorrono risorse economiche provenienti da tutto il mondo e una organizzazione capillare presente in tutto il mondo; che il Rotary ha questa organizzazione e questo tipo di risorse, non solo economiche, ma soprattutto umane (volontari e gruppi di azione che si muovono in tale direzione). 

Ma Dicembre è anche il periodo in cui si festeggia il Natale e in tale occasione non possiamo non pensare a chi ha bisogno di “noi”, proprio nell’ottica dei principi di condivisione, aiuto e amicizia verso l’ “Altro”.

A tutte le Amiche e gli Amici del Distretto 2120 e alle loro famiglie, da parte mia e di Dina, affettuosi e fervidi AUGURI di Buon Natale e splendido 2017.

Con Amicizia

Luca

                        

Lettera del Governatore Novembre 2016

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 Care Amiche e Cari Amici Rotariani,

    Novembre, com’è noto, è il mese che il Rotary International dedica alla Rotary Foundation, quella che ci permette di agire nel territorio, ma, ancor più, a livello globale con i suoi pregevoli programmi, a cui ciascun Club può accedere attraverso progetti e iniziative. Approfondire la conoscenza della RF è il modo migliore per utilizzarla, dal momento che rappresenta quel mirabile strumento, impareggiabile e insostituibile, con il quale in concreto il Rotary opera e promuove: la comprensione e la pace nel mondo, il miglioramento delle condizioni sanitarie, il sostegno all’istruzione e la riduzione delle povertà e del disagio economico-sociale. Sicuramente non semplici e apparenti dichiarazioni di principio per una missione complessa per una organizzazione che deve essere in grado di assicurare i mezzi, le strutture, la leadership per affrontare le più gravi questioni umanitarie a livello locale e planetario, con efficacia e continuità. La Rotary Foundation in questo senso è e rimane mezzo privilegiato di azione, che permette la realizzazione concreta  di progetti rotariani. L’idealismo del Rotary, attraverso i vari programmi umanitari ed educativi della RF (borse di studio, formazione professionale e scambi, oltre ad una campagna esemplare per un mondo libero dalla polio) si è trasformato in pragmatismo operativo, realizzando quella credibilità di cui il Rotary International gode ancora oggi in campo internazionale.

     Fu il Presidente Internazionale Arch C. Klumph che nel 1917 ebbe l’idea di creare un fondo di dotazione per “Fare del bene nel mondo”. Il fondo assunse poi l’attuale denominazione di “The Rotary Foundation of Rotary International” nel 1928. Da quanto prima accennato, anche se in grandi linee, penso si possa dedurre che la nostra Fondazione è tutt’altro che una “stanca centenaria”, ma una organizzazione moderna, al passo con i tempi. I Rotariani con il loro entusiasmo, con la loro passione e con l’aiuto della Rotary Foundation sono in grado di costruire un mondo migliore e creare condizioni per poter “cambiare vite”.  

     Ora nella stessa occasione (Congresso Internazionale) e nella stessa città (Atlanta,giugno 2017) sarà celebrato il Centenario della RF. E a tale proposito, il Presidente John Germ sollecita i Rotary Club di tutto il mondo ad organizzare Giornate Rotary per ricordare questa storica occasione, mostrando la lunga storia e le importanti opere della Fondazione.

    Desidero infine ricordare che il nostro Seminario sulla Rotary Foundation si terrà a Bari il 12 novembre p.v. e come ci esorta il Presidente della Commissione Distrettuale RF, il PDG Riccardo Giorgino, “è opportuno che nella settimana 14-19 novembre ogni Club dedichi la sua riunione settimanale alla Fondazione, invitando ad intervenire le Autorità locali al fine di far conoscere il ruolo che questa ha svolto e continuerà a svolgere nel mondo”.

Con Amicizia

Luca