IL CELLULARE:QUANDO L’USO DIVENTA UN RISCHIO

IL CELLULARE: QUANDO L’USO DIVENTA UN RISCHIO

Dopo il lungo periodo di sospensione delle sue attività dovute alla crisi sanitaria a causa della pandemia da coronavirus, salvo gli interventi a sostegno delle iniziative distrettuali per la fornitura di presidi sanitari e quelli a favore della Caritas del territorio, il Club Altamura Gravina ha ripreso gli incontri tra i soci, venerdì 15 maggio, utilizzando la piattaforma ZOOM per le videoconferenze da remoto, con una relazione del socio Vito Cicirelli, commissario di polizia in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Matera, di estrema attualità e di forte interesse, riferita alle implicazioni dell’uso del cellulare e di tutti gli strumenti collegati ad Internet.
Nell’introdurre la sua analisi, il relatore ha fatto riferimento ad alcune date significative per la nascita di Internet, specificando che la cosiddetta rete intesa come scambio di dati telematici è nata negli Stati Uniti nel 1969 quando quattro Università si collegano tra loro tramite pc. Il nome Internet compare per la prima volta nel 1982 e nel 1986 è presente anche in Italia, grazie ad un progetto del CNR:
Nel 1991 nasce il WORLD WIDE WEB che assume l’acronimo “www” e consente l’accesso ad internet a chiunque ovvero anche agli utenti comuni.
Successivamente sono sorti alcuni siti social che hanno visto un numero considerevole di utenti, da Wikipedia nel 2001 a Facebook nel 2004 a Youtube nel 2005 a Whatsapp nel 2009.
Considerato che attualmente in Italia vi sono circa 35 milioni di soggetti attivi sui social network e che di questi ben 31 milioni utilizzano il cellulare, il relatore ha focalizzato l’attenzione dei partecipanti all’incontro, sia quali soggetti attivi che passivi, sui reati informatici, intesi come quei crimini commessi grazie all’utilizzo di tecnologie informatiche o telematiche.
Con riguardo alle truffe informatiche (phishing e smishing), il Commissario Cicirelli ha consigliato di evitare di aprire sui propri computer mail provenienti da indirizzi sconosciuti né di aprire allegati dei quali non si sia certi del contenuto, verificando sempre l’estensione degli stessi, in quanto in files che all’apparenza possono sembrare innocui, spesso si nascondono virus, malwere e spyware. Inoltre ha raccomandato di non fornire in rete le proprie credenziali bancarie o i dati personali, se prima non si è riscontrata l’attendibilità di chi li chiede, anche previo contatto telefonico.
Per quanto concerne i rischi derivanti dall’uso dei social ha elencato il favoreggiamento (uso di like, mi piace o condivisioni), la pedofilia (sesso con sfruttamento di minori), il grooming (adescamento attraverso la rete), Sexting (invio di sms, mms,email con contenuti sessualmente espliciti), sextortion (estorsioni sessuali via web), cuori solitari (la vittima viene adescata sul suo profilo Facebook e sedotta con lusinghe o promesse ingannevoli per spillarle soldi).
Scendendo nei dettagli è stato specificato che il porno ricatto (sextortion) avviene attraverso la ricezione di una mail con richiesta di pagamento in bitcoin, con la quale viene detto che il malcapitato è stato scoperto a visitare siti porno e che mediante l’installazione di un virus nel computer e l’utilizzo della webcam il soggetto è stato ripreso in atteggiamenti intimi. Il ricatto consiste nella minaccia di diffondere le immagini ad amici e parenti in assenza del pagamento.
Altro reato informatico introdotto nel luglio del 2019 è quello denominato Revenge porn (vendetta). Tale reato punisce con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 5000 a 15.000 euro chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate.
Fuori da eventi criminosi, il relatore ha poi evidenziato una situazione particolarmente rilevante e dannosa, ovvero la dipendenza da internet che porta all’assuefazione che allontana dalla realtà. A tal proposito ha riferito che i giovani compresi tra i 15 ed i 20 anni controllano il cellulare almeno 75 volte al giorno, alcuni anche 110 volte, mentre gli adulti verificano l’arrivo di messaggi almeno 43 volte al giorno, sfiorando, in alcuni casi, anche le 65 volte.
In conclusione ha fornito alcuni suggerimenti per il corretto utilizzo del pc e dello smartphone.
Per il primo ha consigliato di:
a) creare due ripartizioni dell’hard disk, una per il sistema operativo ed una per immagazzinare dati;
b) avere un antivirus con protezione totale, ivi com presa la posta elettronica;
c) controllare sempre il tipo di file eventualmente allegato quando si ricevono;
d) salvare i dati su un hard disk esterno per averli sempre a disposizione in caso di problemi;
e) tenere attive le restrizioni quando si naviga in Internet, non consentire di default i cookies ma autorizzarli di volta in volta per evitare di essere monitorati e schedati dai siti visitati;
f) attivare il parental control o le restrizioni se figli minori navigano sul web;
g) assicurarsi di abbassare la cam o di tenerla rivolta verso il muro quando si lascia il pc acceso, perché ci sono applicazioni che potrebbero attivarla ad insaputa dell’utente e spiarne tutti i movimenti.
Per quanto riguarda il cellulare ha consigliato di:
a) copiare il numero IMEI del cellulare utile in caso di furto o di smarrimento;
b) usare pw con impronta digitale;
c) non rispondere ai messaggi in cui viene richiesto di aggiornare i dati personali e di visitare siti non attendibili o a noi sconosciuti;
d) non concedere, se non strettamente necessario per l’utilizzo dell’applicazione, il consenso al microfono, perchè vi sono app. che potrebbero intercettare i discorsi dell’utente;
e) dotare il cellulare di programmi che bloccano i numeri indesiderati, che risalgono agli intestatari e che identificano il numero del chiamate anonimo.
Al termine della esposizione, la presidente f. f. Emilia Casiello ha ringraziato il socio Vito Cicirelli per l’esauriente ed utile intervento e, in attesa di tornare alla normalità, ha esortato tutti i soci ad essere presenti da remoto anche alle prossime riunioni.
Domenico Montemurno.

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