Governatore Giannelli

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Biografia

Gianvito Giannelli

governatore2122@rotary2120.it

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Cari soci, cari amiche e amici,
mi accingo a prendere in mano la barra del Distretto, consapevole delle responsabilità che ciò comporta ma anche delle straordinarie opportunità che possiamo essere in grado di offrire alle nostre Comunità, incidendo sulla vite di ogni persona che possa essere coinvolta dal nostro agire; perché, come rotariani, siamo chiamati a servire per cambiare vite.

Un ringraziamento particolare e tutto il nostro apprezzamento va al Governatore Giuseppe Seracca Guerrieri che, insieme alla Sua Squadra, ha retto il Distretto con mano sicura, accrescendone il prestigio e rafforzando la coesione e la capacità progettuale dei soci e dei Club, anche nei tempi difficili che abbiamo vissuto.

A tutti Voi, Autorità rotariane, Presidenti e soci, va il mio cordiale augurio di buon lavoro e di uno scintillante anno di servizio.

Viva il Rotary, viva il Distretto 2120.
Gianvito

Gianvito Giannelliè nato a Bari, dove risiede, il 26 novembre 1960.E’ coniugato con Isabella (Lilly) Ginefra, magistrato, attualmente con funzioni di Procuratore della Repubblica in Larino e presidente dell’Associazione Donne Magistrato. Ha una figlia, Anna Maria, studentessa di medicina.

C.V. professionale.
Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università di Bari il 13 aprile 1984, con il massimo dei voti e l’invito della Commissione a proseguire gli studi, è professore ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dove insegna anche Diritto delle Crisi di Impresa.
Inoltre, è docente di Diritto Commerciale presso la Scuola delle Professioni legali dell’Università di Bari; ha insegnato presso la Scuola delle Professioni legali dell’Università di Roma Tre e presso il Master di Giurista d’Impresa organizzato sempre dall’Università di Roma Tre, nonché presso la Università LUISS di Roma.
E'co-direttore o componente del comitato di direzione di diverse riviste giuridiche a carattere nazionale.
E’ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Sistemi giuridici presso il Dipartimento giuridico dell’Università di Bari.
E’ autore di diverse monografie, coautore di tre manuali, nonché di numerosi articoli in materia societaria, fallimentare, bancaria, di diritto d’autore.
Ha presieduto la Commissione Brevetti dell’Università di Baridal 2006 al 2012 ed è stato Delegato al bilancio del Rettore dal 2011 al 2020.
Ha presiedutol’O.I. (Organo di Indirizzo) dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Policlinico” di Bari.
Esercita la professione di avvocato in Bari, Roma e Milano.

C.V. rotariano
Socio del R.C. Bari Sud dal 1999, ne è stato presidente nell’a.r.2008-2009; nel Distretto ha ricoperto diversi incarichi, quale componente e presidente di commissioni; è stato nominato Assistente del Governatore per l’a.r. 2010-2011 e presidente della Commissione Ryla distrettuale (2013-2014 e 2014-2015) e nazionale (2013-2014).
Nel 2019, nel corso del Congresso del Governatore Donato Donnoli, è stato acclamato come Governatore per il Distretto 2120 per l’anno 2021-2022. E’ insignito di 9 PHF.

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Gianvito Giannelli

Lettere del Governatore

Cari amici,
il mese di giugno è dedicato ai Circoli del Rotary, cioè alle forme di aggregazione per far conoscere i valori e gli ideali che il nostro sodalizio persegue.
I circoli rotariani, di cui le varie Fellowship costituiscono una delle principali manifestazioni (ma non le uniche), sono gruppi anche internazionali che si connettono per esplorare interessi comuni quali: attività ricreative, hobby, sport, professioni, storia e cultura rotariana, etc.
Il loro fine è quello rafforzare le amicizie all’interno del proprio Club, Distretto o Paese e di allacciarne di nuove con il dichiarato intento di migliorare l’identità del Rotary, ma anche di offrire ulteriori incentivi per affiliarsi al Rotary e per mantenere un effettivo coeso e propositivo.
Non secondario significato dei circoli rotariani è anche quello di costituire un prezioso investimento sull’immagine pubblica del Rotary.
La prima categoria è costituita, come si è detto, dalle Fellowship che sviluppano interessi comuni (hobby, fotografia, collezionisti di auto d’epoca, sport, golfisti, velisti, canoisti, subacquei, appassionati di libri antichi, storia e cultura rotariana e tanti altri). Vi sono infatti oltre 80 Fellowship rotariane, con più di 65.000 partecipanti nel mondo. La più antica Fellowship fu quella che riunì un gruppo di rotariani interessati a studiare l’esperanto (1928), ma il più consistente che oggi vanta la maggiore anzianità di Fellowship in attività (1947) è l’IYFR - International Yachting Fellowship of Rotarians.
La seconda categoria è quella dei Rotarian Action Group, che sviluppano progetti di servizio e volontariato per attuare obiettivi del Rotary a favore della Comunità. Il Circolo rotariano più moderno di Action Group è quello del Covid 19.
Queste attività sono riconosciute dal Rotary International con una procedura e relativa disciplina riportate sul Code of Policies (Riunione gennaio 2020 art 42.010.1 e seguenti).
Il Rotary è un’associazione basata sull’amicizia e sulla professionalità e, quindi sulla condivisione di un patrimonio di valori ma anche di conoscenze dalle quali si cerca di estrarre valore, per sopperire ai bisogni altrui.
Per questo motivo, la funzione dei circoli rotariani è di esaltare la professionalità e la internazionalità del Rotary e, quindi, le connessioni tra gruppi di amici disponibili a lavorare e a servire insieme. Mi piace pensare ai circoli rotariani non solo come espressioni legittimamente ludiche della voglia di stare insieme, ma anche come incubatori di progetti e di service.
Giugno è anche il mese del Congresso Distrettuale che si terrà a Matera il 25 ed è anche il mese in cui si chiudono i service e si cominciano a tirare le somme di un anno di lavoro.
Ne avremo di cose da raccontare e Vi aspetto numerosi, perché
“Ogni giorno ne vale la pena”

Cari Soci,
il mese di maggio è tradizionalmente dedicato all’Azione per i giovani e l’attenzione per le giovani generazioni ha sempre costituito una costante del nostro Distretto.
Lo testimoniano il Ryla che quest’anno, sotto la guida di Nino Scamarcio, ha registrato ben quaranta giovani sponsorizzati dai vari Club, i diversi services indirizzati sia ai ragazzi delle scuole primarie che secondarie, come l’ultimo appena conclusosi, Il Rotary al servizio delle nuove generazioni per lo sviluppo del territorio al servizio del territorio, nato da un’idea di un service di club di Antonio Braia e trasformato in service distrettuale, che si è proposto di offrire argomenti e motivi per decidere agli iscritti dell’ultimo anno di scuola superiore nel momento in cui si devono prendere delicate decisioni per lo sviluppo della loro attività professionale; o il service su Come difendersi dalle fake news di Sergio Mancarella, il service Educare alla scelta per crescere ideato da Rosaria Cancelliere o il Service sullo spreco alimentare ispirato da Mino Dell’Orco e Giovanni De Pergola.

Ancora, il sostegno del Distretto alle Giovani Generazioni si è tradotto nella erogazione delle borse di studio della Rotary Foundation, la recente adesione al progetto Rotary for Europe che vede il nostro Distretto, primo fra i Distretti italiani, inviare quattro giovani a Bruxelles (di cui due sponsorizzati dal Distretto e due dal Club di Trani) per confrontarsi con le istituzioni comunitarie (oltre con i vertici del Rotary International); ed ancora l’adesione al Premio Galilei Giovani, la cui selezione è in corso.
Non va dimenticato il service nazionale Hack for the Planet (coodinato da Marco Pellegrini) che ha visto la formazione di 380 ragazzi divisi in 38 squadre (140 Rotaractiani divisi in 14 squadre, una per Distretto, 140 Interactiani divisi in 14 squadre, una per Distretto e 100 studenti universitari divisi in dieci squadre) che si sono formati grazie all’apporto di una Scuola di robotica e che si sono cimentati in progetti di sostenibilità ambientale.
Ancora, vanno citate le attività delle Commissioni Scambio giovani e Scambio Giovani Generazioni che, ancorché congelate dalla emergenza sanitaria, hanno continuato a lavorare silenziosamente in queste settimane per essere pronte a ripartire non appena cadranno le restrizioni (anche del Rotary International) che, prudenzialmente, le regolamentano. Non va dimenticata la Commissione tutela giovani, coerente con le linee di indirizzo del Rotary International e saggiamente guidata, con la sensibilità che le è propria, da Maria Concetta Piacente

Assumono un rilievo centrale le attività degli Interactiani con le loro assemblee distrettuali e la loro partecipazione al Rypen (guidato da Linda Lenza) e dei Rotaractiani; questi ultimi che si apprestano ad entrare, dal 1° luglio, a tutti gli effetti nella famiglia rotariana.

Quasi a sugellare questo cambio di passo, pochi giorni or sono si è costituito il Rotaract Club Fasano. Sempre più i Rotaractiani collaborano, su un piano di parità con le attività dei Club Rotary o ai service distrettuali, come si è verificato per il service Il Rotary al servizio delle nuove generazioni per lo sviluppo del territorio al servizio del territorio.
Il Forum distrettuale sulle giovani generazioni, in programma a Melfi, in felice coincidenza dell’Anniversario per i 40 anni del Club, che vede la partecipazione di personalità dell’Accademia, nonché ancora di rappresentanti delle Istituzioni costituiranno una preziosa occasione non solo per fare il punto dell’attività del Distretto, ma anche per una ricognizione approfondita delle opportunità che si offrono ai giovani e in relazione alle quali il Rotary sempre più si deve proporre come interlocutore e centro di propulsione.
Viviamo un periodo tormentato ma le nostre attività distrettuali sono la migliore risposta al pericolo di una disgregazione sociale, di un calo di tensione morale e dell’insorgere di nuove paure.

Continuiamo a bene agire, a seminare scintille di speranza e di entusiasmo e ad investire sui giovani, perché
“Ogni giorno ne vale la pena”.

Cari amici,
il mese di Aprile è dedicato alla Salute Materna e Infantile. Come è noto, il Rotary si batte per assicurare l’accesso all’assistenza medica di alta qualità alle madri e ai bambini più vulnerabili per garantire loro una vita migliore e un futuro sano.
Secondo i dati Oms, ogni giorno nel mondo circa 1000 donne muoiono per cause legate alla gravidanza o al parto e, ogni anno, più di otto milioni di bambini nei Paesi a basso e medio reddito muoiono prima di aver raggiunto i cinque anni di età. La salute materno-infantile è un tema di enorme importanza sanitaria e richiede investimenti, progetti, energie e impegno, rappresentando una componente fondamentale della salute pubblica delle popolazioni umane.

Migliorando l’approccio e l’accesso alle cure, e rendendo più disponibili assistenza qualificata, trattamenti farmacologici e formazione degli operatori, ma anche semplici interventi preventivi nel corso della gravidanza, del parto e dei primi anni di vita del bambino è possibile, infatti, prevenire le morti evitabili.

L’attuazione di pratiche preventive, talvolta anche molto semplici come quelle relative all’uso di integratori alimentari durante la gravidanza, ha permesso in molti paesi di ridurre l’incidenza di malformazioni alla nascita e il rischio di aborti in utero. L’attenzione alle esigenze della donna in gravidanza e della neomamma richiede l’intervento di strutture e di operatori specializzati in diversi momenti, sia con attività di monitoraggio e di counselling che con vera e propria assistenza nelle scelte che riguardano la gestazione, il parto e i primi periodi di vita del bambino.

L’intervento del Rotary International e della Rotary Foundation non si traduce solo nella assistenza medica ma anche nella attività di consulenza, della istruzione preventiva, nonché nella erogazione di kit prenatali.
Il Distretto Rotary 2120 è da sempre attivamente sensibile nei confronti di queste tematiche, tanto è vero che quest’anno ha organizzato un Forum in programma il 2 aprile 2022, a San Severo, per celebrare il sessantesimo anniversario del Rotary Club cittadino - con la presenza di illustri relatori e studiosi, rotariani e di altri paesi, con l’obiettivo di enfatizzare l’esigenza di un sano sviluppo delle nuove generazioni in ogni parte del mondo.

Il grande impatto sociale di tali iniziative comporta la necessità di affrontarlo con la massima determinazione, con il sostegno ai progetti della Rotary Foundation, soprattutto al fine di garantire alle nuove generazioni un futuro sano ed etico, salvaguardando la salute dei bambini e delle mamme e incentivandone l’istruzione.

Viviamo un periodo molto difficile e alcuni valori fondamentali della coesistenza pacifica e della tutela dei più deboli sono stati tragicamente messi in discussione. Anche per questo motivo, il tema della salute materna e infantile è estremamente coerente con la vocazione rotariana e con lo spirito di servizio che ci accomuna: servire per cambiare vite.

Con questa certezza, Vi saluto affettuosamente e Vi invito ad agire perché
“Ogni giorno ne vale la pena”.

Cari amici,
il mese di Marzo è dedicato all’acqua, ai servizi igienici e all’igiene.
Per celebrare degnamente il tema, si è appena chiusa una bella edizione del Rypen dedicata appunto all’acqua. I ragazzi delle scuole ci sono cimentati con bravura ed entusiasmo nella trattazione del tema dal punto di vista artistico, ma anche sociale.
Come ha ricordato in un suo pregevole intervento il PDG Luca Gallo, il tema dell’acqua evoca sicuramente problematiche sociali e di rispetto del pianeta, ma anche la visione di un sistema di cittadinanza multipla fondato sulla appartenenza a comunità allargate al di là dei confini dello Stato in cui si risiede e di condivisione di valori.
L’aqua, fons vitae, non può che essere un bene comune e un diritto inalienabile per tutti i cittadini del mondo e, come tale, va trattata e protetta in una prospettiva sovranazionale.
Secondo rapporti di fonte OMS-Unicef, il 30% della popolazione mondiale non ha accesso continuo e sicuro all’acqua potabile. Ciò condiziona un numero spaventoso di malati (e di decessi) legati alle carenze igienico sanitarie, in particolare in età pediatrica. Si calcola che ogni giorno 2000 bambini nel mondo siano vittime di malattie legate all’acqua infetta. Si impone, quindi, la necessità di provvedere in maniera tangibile nei confronti del Terzo Mondo.
Il tema è impegnativo e coinvolge, ancora una volta, la vocazione internazionalistica e globale del Rotary; l’importanza dell’argomento evoca in maniera immaginifica una sfida di portata planetaria, nella quale è in gioco la pace del mondo, come dimostrano purtroppo recenti accadimenti.
Il nostro Distretto e i nostri Club sono sempre storicamente stati in prima fila nelle iniziative a tutela dell’acqua e per assicurare strutture igieniche adeguate alle popolazioni meno fortunate, sia nei territori di appartenenza, sia all’estero, soprattutto in Africa (basti pensare al progetto “Acqua sana per l’Africa”) ma non solo, mediante lo scavo di pozzi e cisterne e la fornitura di impianti di depurazione e di autoclave. I contributi al Fondo annuale della Rotary Foundation, alla Paul Harris Society, per i quali il nostro Distretto ha raggiunto una posizione apicale a livello europeo, grazie all’azione dei soci, consente l’installazione di filtri d’acqua e di servizi igienici per prevenire, unitamente ad una sana educazione igienica, malattie spesso mortali. Portare acqua pulita significa anche assicurare migliori condizioni di salute, istruzione e stabilità economica alle persone più svantaggiate, creare condizioni di lavoro autosostenibili e riaffermare i fondamentali valori di cooperazione, solidarietà e responsabilità. Oggi, più che mai, è importante recuperare e diffondere la capacità di rispondere efficacemente all’Altro che richiede il nostro aiuto.
Per fare questo occorre capacità progettuale, aggregazione di più Club su progetti di ampio respiro ed uso sapiente e programmato delle risorse della Rotary Foundation. Come rotariani, abbiamo la possibilità di prestare il meglio delle nostre professionalità, perché
“Ogni giorno ne vale la pena”.

Febbraio 2022

Cari amici,
secondo il calendario rotariano, Febbraio è il mese dedicato alla Pace, Prevenzione e Risoluzione dei Conflitti.
Il tema è impegnativo e coinvolge totalmente il nostro essere rotariani e per due motivi: da un lato il tema del mese sottolinea la vocazione internazionalistica e globale del Rotary, ben espressa dal logo di quest’anno del Presidente Internazionale: la mano del Rotary che sorregge il mondo; dall’altro, proprio la vastità del tema evoca in maniera immaginifica un impegno e una sfida di portata planetaria, apparentemente (ma solo apparentemente) di difficile realizzazione da parte di una associazione di servizio, sia pure delle nostre dimensioni.
In realtà, come è noto, i rotariani sono abituati a pensare (e soprattutto ad agire) in grande e ad essere riconosciuti come membri affidabili della Comunità internazionale nel campo degli aiuti umanitari; ne è riprova non solo la campagna per la eradicazione della Polio o ancora la circostanza, non banale, che la Rotary Foundation è stata prescelta come partner del programma Usaid di sostegno alle comunità colpite dal Covid, ma anche la lunga storia di interlocuzioni e collaborazioni tra il Rotary, le Nazioni Unite e altre organizzazioni umanitarie.
Noi rotariani sosteniamo la pace.
Già durante la Seconda Guerra mondiale, il Rotary informava i soci sull’istituzione delle Nazioni Unite e su quanto fosse importante pianificare la pace attraverso vari strumenti come il libretto "From Here On!” (D'ora in poi) e con gli articoli nel The Rotarian che aiutavano i soci a comprendere cosa fosse l'ONU prima ancora della sua costituzione formale e a seguirne i lavori dopo la sua fondazione.
Dopo la conferenza di Dumbarton Oaks che nel 1944 riunì i 26 Paesi firmatari della Carta delle Nazioni Unite e la Cina per discutere su come mantenere la pace e al sicurezza nel mondo, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Rotary pubblicò il manifesto "Che cosa possono fare i Rotariani dopo Dumbarton Oaks?”, che comprendeva la proposta di costituzione, i punti rilevanti e suggerimenti per discutere con i soci dei club su come le Nazioni Unite potevano essere messe in relazione con l’obiettivo del Rotary di promuovere la comprensione internazionale e sottolineava anche l'importanza di un piano pronto per la fine della guerra, piuttosto che aspettare la fine dei combattimenti.
Il Rotary International è stato una delle 42 organizzazioni invitate dagli Stati Uniti a fungere da consulenti per la sua delegazione alla Conferenza di San Francisco nel corso della quale fu redatto ed approvato l’atto costitutivo dell’Organizzazione. Ogni organizzazione aveva seggi per tre rappresentanti, quindi gli 11 rappresentanti del Rotary International erano presenti a rotazione. Tra i rappresentanti ufficiali del Rotary vi erano il Segretario generale, l'editore di The Rotarian e diversi ex presidenti; altri Rotariani provenienti da Africa, Asia, Europa, Nord e Sud America erano membri delle loro delegazioni nazionali. I Rotariani fungevano anche da consulenti delle delegazioni nazionali.
Poco prima dell'inizio delle riunioni, il Rotary International pubblicò e distribuì l'opuscolo “Pattern for the San Francisco Conference" (Modello per la Conferenza di San Francisco). "È una splendida opportunità per i singoli Rotariani per realizzare l'obiettivo del servizio internazionale", si leggeva nel documento, "partecipando al dibattito su questo schema di governo mondiale".
Oggi, il Rotary ha un ufficio permanente all’ONU e detiene il più alto status consultivo esteso a un'organizzazione non governativa dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, che supervisiona molte agenzie specializzate delle Nazioni Unite. La rete dei rappresentanti del Rotary mantiene e promuove i suoi rapporti con diversi organismi, programmi, commissioni e agenzie delle Nazioni Unite. Questa rete è composta da rappresentanti del Rotary International presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni.
Inoltre, il Rotary ha rappresentanti stabili presso l’Unione Europea, la FAO, l’UNESCO, l’Unione Africana, l’Organizzazione degli Stati Americani ed altri organismi internazionali.
Il Rotary Day, che festeggeremo il 23 di questo mese con un webinar, celebra alle Nazioni Unite ogni anno la visione condivisa delle organizzazioni per la pace e mette in evidenza le attività umanitarie importanti che il Rotary e le Nazioni Unite conducono in tutto il mondo.
Oggi, 70 milioni di persone sono sfollate a causa di conflitti, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. La metà è costituita da bambini. I progetti del Rotary sostengono una formazione che promuove la comprensione e fornisce alle comunità le competenze necessarie per risolvere i conflitti.
Il Gruppo d'azione del Rotary per la pace e le Commissioni distrettuali di azione internazionale e umanitaria, nonché i Rotary Global Networking Groups offrono ai soci del Rotary risorse e supporto, mediante organizzazione di eventi e attività di intervento, per far progredire gli sforzi di pace e trasformare idee ambiziose in realtà che cambiano la vita.

Nel nostro Distretto, la collaborazione con l’Istituto Agronomico Mediterraneo – CIHEAM, Organismo di diritto internazionale, a sua volta frutto di una visione di lungo respiro da parte dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, consente un prezioso scambio di risorse e di idee.

Non va dimenticata, inoltre, la partecipazione del nostro Distretto a parecchi Comitati Interpaese, i quali possono costituire una intelaiatura di supporto per la proiezione di azioni umanitarie oltre i nostri confini nazionali.

Questa complessa organizzazione, anche distrettuale, non è fine a se stessa, ma offre il proprio sostegno ad azioni ed interventi di carattere umanitario, come dimostrano i nostri progetti, supportati dalla Rotary Foundation, in zone disagiate, tra le quali l’Africa.

Ancora una volta, siamo chiamati ad essere uomini e donne di azione, perché …

ogni giorno ne vale la pena

Vi saluto con affetto

Gianvito

Gennaio 2022

Care Amiche, cari Amici,
è appena cominciato il nuovo anno e siamo anche al giro di boa del nostro anno rotariano.
Come meglio può iniziare l’anno nuovo che con il mese tradizionalmente dedicato all’azione professionale?
Il Rotary celebra l’azione professionale ma il successo professionale, nella visione rotariana, non è fine a se stesso ma è strumento di supporto alla progettualità e all’azione a favore degli altri; quindi, non è il fine che si persegue per entrare nel Rotary ma è appunto l’oggetto di una manifestazione di disponibilità nei confronti dei Club , quindi, uno strumento prezioso per servire.
Il successo professionale è il frutto di una vocazione (in tedesco, professione, Beruf, ha la stessa radice del verbo chiamare, rufen, cosicché professione e vocazione sono termini strettamente connessi; quando si parla di vocazione viene in mente lo splendido quadro di Caravaggio, la vocazione di San Matteo), ma è anche il risultato di duro lavoro senza scorciatoie e senza “infingimenti”, per prendere a prestito le parole di un grande medico (e di un grande Santo) Giuseppe Moscati.
Lo stesso Paul Harris, in una lettera autobiografica inviata ad un Rotary Club bresciano nel 1946, a proposito dei Padri Pellegrini del Mayflower, da uno dei quali affermava con orgoglio di discendere, diceva che essi erano uomini animati da “fratellanza e solidarietà, sacrificio e lavoro, speranza e preghiera” (L. RIZZOTTI, Paul Harris. Il romanzo autobiografico sull’uomo che inventò il Rotary).
L’esercizio con successo di una professione non è, quindi, disgiunto dalla costanza di un duro impegno personale anche al servizio degli altri; noi rotariani non saremmo tali se non avessimo raggiunto dei risultati nell’esercizio del nostro lavoro, ma non saremmo tali neanche se tali risultati non fossero messi a fattor comune per riversare sulle nostre comunità, in termini di impegno personale e soprattutto di tempo, quello che abbiamo ricevuto e conseguito.
Il raggiungimento di determinati obiettivi è anche manifestazione di essere leader e alla leadership sarà dedicato il prossimo seminario distrettuale che si terrà il 29 gennaio.
La leadership, come esercizio di un’attività di coordinamento socialmente responsabile, implica, nell’ottica rotariana, la capacità di dialogare con gli altri, la condivisione delle scelte, dei programmi, degli obiettivi e anche (e direi soprattutto) del merito dei risultati; nonché, ancora, il rispetto dell’ambiente in cui si lavora ed una adeguata formazione culturale. Sono riflessioni che non solo ogni buon rotariano, ma anche ogni professionista, o imprenditore o studioso di successo potrebbe condividere senza difficoltà.
A questi temi (leadership e rispetto, leadership è condivisione, leadership e comportamenti socialmente responsabili) sarà quindi dedicato il prossimo seminario con illustri relatori, professionisti, imprenditori e uomini di cultura, rotariani e non.
Inoltre, sempre nel mese di gennaio sarà sottoscritto il protocollo di intesa tra l’Università degli Studi di Bari, il nostro Distretto e la Rotary Foundation per attività di ricerca e formazione in comune. L’iniziativa, della quale siamo tributari alla visione di Riccardo Giorgino e che sarà ripresa anche da altri Atenei pugliesi, permetterà anche di creare percorsi comuni di formazione di giovani studiosi, di alte professionalità e di futuri leader. Lo considero un importante risultato non solo perché è sempre motivo di orgoglio quando il Rotary si propone con successo come interlocutore privilegiato delle Istituzioni, ma anche perché, quando si parla di azione professionale e di leadership, non possiamo non pensare di programmare anche la leadership, rotariana e professionale, del futuro. Investire sui giovani paga sempre importanti dividendi, per il Rotary e per le nostre comunità.
Con questo auspicio di speranza, Vi auguro uno splendido anno, di serenità, di successi professionali e di operosità per sé e per gli altri, perchè

ogni giorno ne vale la pena

Vi saluto con affetto

Gianvito

Dicembre 2021

Care Amiche, cari Amici,
dopo il mese di novembre dedicato alla Rotary Foundation e celebrato con un seminario dedicato
a Riccardo Giorgino, affrontiamo dicembre con nuove sfide. Nel calendario rotariano il mese di
dicembre è tradizionalmente dedicato alla prevenzione e cura delle malattie che rientra tra le vie
di azione del Rotary.
Il pensiero va immediatamente alla campagna della vaccinazione antipolio giunta al suo
apice e ad un passo dalla completa eradicazione della malattia (al momento si contano due casi,
come è noto, uno in Afghanistan ed uno in Pakistan).
Sul punto è bene dissipare alcuni equivoci. Il Rotary internazionale ha dato una grande
manifestazione di efficienza organizzativa e di abnegazione, ma i risultati raggiunti sono stati
resi possibili non solo grazie alle risorse impiegate ma anche all’impegno sul campo dei
Rotariani. Tale generoso impegno rischierebbe di essere vanificato qualora si verificassero
recrudescenze della malattia a causa di una non completa eradicazione della stessa.
Il che significa che la guardia non può essere abbassata.
La seconda riflessione è che la campagna antipolio costituisce un prezioso strumento già
strutturato e ampiamente rodato per affrontare altre emergenze quali la pandemia in atto.
A questo riguardo, però si impone una ulteriore riflessione: la massiccia campagna
vaccinale in atto contro il virus Covid 19 non porterà a risultati definitivi finché non ci si
prenderà carico in maniera seria del diffondersi del virus non solo in Africa ma anche in paesi,
anche vicini, dall’altra parte del mare.
Noi rotariani abbiamo rispettato nei nostri eventi, che hanno registrato la presenza di
centinaia di persone, i rigidi protocolli di sicurezza imposti dalla legge e dalle policies del Rotary
International. Metteremmo allora in discussione la nostra mission se non ci prendessimo cura di
noi stessi e delle persone a noi vicine sottoponendoci tutti alle vaccinazioni.
Non si tratta del rispetto di scelte individuali pur comprensibili, ma di avere ben presente
come la tutela della salute non possa che avere una dimensione collettiva, come insegna la nostra
Costituzione.
La cura e la prevenzione delle malattie non riguardano ovviamente solo le emergenze
sanitarie di proporzioni pandemiche.
La prevenzione e cura delle malattie, di tutte le malattie, sono oggetto di importanti
Services distrettuali, alcuni anche avviati nel precedente anno di servizio, e costituiscono
argomento per forum distrettuali che si terranno nei prossimi mesi. Non dobbiamo dimenticare
che nella nostra società, alla scomparsa di alcune storiche malattie infettive, si accompagna il
progressivo affermarsi, anche per i più giovani, di patologie legate a stili di vita ed alimentari
non sani e non corretti.
Deve essere chiaro che, se la cura delle malattie coinvolge in prima persona coloro che
esercitano professioni sanitarie, la prevenzione comporta anche una adeguata formazione ed
informazione, soprattutto rivolta ai più giovani e, quindi, da svolgere nelle scuole.
Le Commissioni Distrettuali, a vario titolo coinvolte, stanno lavorando alacremente, ma
non va dimenticato quanto a livello locale stanno facendo i singoli Club.
Avendo visitato oltre la metà dei Club del Distretto, posso dire, con legittimo orgoglio,
come non vi sia Club non impegnato con service in questa via d’azione, anche con progetti di
ampio respiro e Global Grant con il supporto della Rotary Foundation e di Club di altri Paesi.
Così come è giusto tributare il dovuto omaggio ai tanti volontari del Rotary che prestano
il proprio lavoro, al di là dell’espletamento dei doveri professionali, in attività vaccinali e di
cure di prima istanza.
A questo riguardo, mi piace ricordare lo sforzo organizzativo della Commissione
Distrettuale per la Protezione civile, non solo nella attività formativa, ma anche nella
predisposizione di nuclei di volontari di pronto intervento.
Ancora una volta, la prevenzione e cura delle malattie ci coinvolge, come rotariani, su tre
diversi livelli di intervento: nella raccolta fondi, nella prestazione del nostro impegno
professionale, nella sensibilizzazione ed istruzione delle persone, soprattutto nelle scuole.
L’impegno di tutti c’è e deve essere costante perché solo così riusciremo a cambiare in
meglio le vite di chi ci circonda; perché

ogni giorno ne vale la pena

Vi saluto con affetto

Gianvito

Novembre 2021

Cari amici,
il mese di novembre è tradizionalmente dedicato alla Rotary Foundation e il nostro pensiero non può non andare, deferente e grato, al PDG Riccardo Giorgino, degno custode della visione di Arch Klumph.
Il Suo insegnamento e la Sua dedizione al Rotary e alla Fondazione devono costituire per noi un esempio e un monito che non può essere disatteso.
A Lui sarà dedicato il seminario annuale in programma il 20 novembre. È un’iniziativa volta a sensibilizzare i Club e tutti i Rotariani sull’importanza della Fondazione, perché essa costituisce lo strumento operativo che finanzia e sostiene l’azione umanitaria locale e globale del Rotary: dalla trentennale campagna Polio Plus, per l’eradicazione della poliomielite, alle Borse della pace, alle Sovvenzioni e alle Borse di studio postlaurea promosse dai Club Rotary.
Sono dell’avviso che la Rotary Foundation non sia solo il braccio operativo del Rotary International ma costituisca anche un esempio di come funziona il Rotary e per diversi motivi.
In primo luogo, perché il meccanismo di finanziamento e di impiego dei fondi è, per definizione, transnazionale e, quindi, è espressione della vocazione planetaria del Rotary ben espresso, anche visivamente, nel brand del nostro Presidente Internazionale; così rispondendo alla sfida della globalizzazione della quale, proprio Riccardo Giorgino, in un Suo scritto del 2019 (Il Rotary Sui fondamenti e sulle azioni - Mario Adda 2019) aveva colto le potenzialità in termini di servizio: “con l’annullamento di ogni limite territoriale la globalizzazione essendo ciascuna località inserita in un contesto informatico e transnazionale, consente informazioni su problemi e bisogni e la possibilità di trasferire risorse e attivare interventi da parte dei singoli Club anche attraverso la partecipazione ad azioni coordinate dalla Fondazione Rotary”.
In secondo luogo, perché il meccanismo di (co)finanziamento dei programmi della Rotary Foundation che vede il concorso dei Club, del Distretto e della stessa Fondazione, non disgiunto dall’impegno personale di tanti Rotariani, ben esprime quegli ideali di solidarietà e sinergia che sono propri del nostro sodalizio; solidarietà che bene si può sviluppare anche sul nostro territorio. Un sapiente utilizzo delle straordinarie possibilità offerte dalla Rotary Foundation dimostra come, attraverso il suo meccanismo moltiplicatore, un investimento relativamente limitato di risorse può portare al cofinanziamento di progetti importanti e di largo respiro, a maggior ragione laddove il progetto veda il concorso di più Club, anche di altri Paesi.
Infine, perché le severe e sagge regole che presiedono al finanziamento e alla amministrazione della Fondazione sono espressione di quel patrimonio di buona gestione e di sostenibilità che deve essere ed è valore condiviso dei nostri Club e dei nostri programmi.
Il seminario in programma nel mese appena iniziato vedrà per la prima volta il coinvolgimento dei Rotaractiani che, conformemente alle indicazioni del Rotary International, potranno concorrere ai progetti sotto ogni punto di vista. Ciò costituisce una importante anticipazione della visione Elevate Rotaract di imminente realizzazione.
Nel mese di ottobre si è celebrato il Seminario distrettuale sullo sviluppo dell’effettivo con una partecipazione importante in presenza di oltre 260 persone, più i soci collegati da remoto. Lo straordinario successo della manifestazione ci lascia ben sperare sull’avvenire. Ma la ripartenza non può andare disgiunta da uno sforzo comune di ideare nuovi progetti di service e di alimentarli, anche attraverso gli apporti alla Fondazione. Mi piace così ricordare che tra i programmi della Fondazione possono ben essere inseriti interventi sul nostro territorio, con il concorso di Rotary Club di altri Paesi, così smentendo l’eventuale preoccupazione secondo cui i finanziamenti alla Fondazione sarebbero distratti da progetti di sostenibilità locale.
In chiusura vorrei ricordare che la Rotary Foundation può essere finanziata attraverso apporti individuali ottenendo importanti riconoscimenti (Soci sostenitori, Paul Harris Fellows, Soci Benefattori, Grandi Donatori, membri della Paul Harris Society, membri della Bequest Society ecc.).
Vi auguro buon lavoro perché

ogni giorno ne vale la pena

Gianvito

Ottobre 2021

Cari amici,
ottobre è il mese dello Sviluppo economico e comunitario e questa circostanza induce ad una serie di riflessioni.
La prima è che viviamo un periodo di tensione economica ma anche di grandi aspettative e opportunità, che troveranno nuova linfa negli interventi previsti dal PNRR, e questo impegna in prima persona noi Rotariani, come portatori di valori di etica e di professionalità, ma soprattutto per la nostra riconosciuta capacità progettuale.
La seconda riflessione è che lo sviluppo economico non può che essere paritario e condivisivo, perché come insegnano Papa Francesco e il nostro Presidente Internazionale nessuno deve essere lasciato indietro. Lo sviluppo economico e comunitario non deve essere disgiunto dallo spirito di servizio perché le nostre attività saranno giudicate non per quanto abbiamo ma per quanto diamo.
Il tema del mese comprende lo sviluppo sostenibile e la tutela ambientale, tema che ora rientra tra le vie d’azione del Rotary.
Sempre più, nella riflessione dei giuristi e degli aziendalisti, soprattutto da parte degli studiosi di Law and Economics, lo sviluppo sostenibile ed eticamente orientato deve informare l’agire delle imprese con importanti ricadute sia sul piano reputazionale, che per le occasioni che vengono ad essere generate come opportunità di crescita. La tutela dell’ambiente ed il perseguimento di finalità sociali non sono più considerate come rientranti solo nell’etica ma diventano oggetto di obblighi giuridici e produttive dal punto di vista economico, generando opportunità di sviluppo e di nuove relazioni.
Shekhar Mehta ci ha ricordato che il service è il corrispettivo che dobbiamo pagare per abitare questa terra; come Rotariani dobbiamo molto alla comunità che ci ha sostenuto ed all’ambiente che ci circonda e, quindi, siamo tenuti a dare di più rispetto ad altri.
Per questo motivo, lo sviluppo non può che essere, in un’ottica rotariana, che comunitario, inteso come individuazione e condivisione degli obiettivi comuni, ma soprattutto nell’ottica di generare nuove occasioni non solo per chi agisce, ma anche per gli altri. Il piacere di impegnarci per gli altri, anche nell’ambito delle nostre attività professionali e imprenditoriali ha sempre un ritorno in termini di gratificazione e di arricchimento personale, anche dal punto di vista motivazionale.
In realtà, il tema del mese ha ancora ulteriori implicazioni. Se si parla di Sviluppo economico e comunitario si intende evidentemente qualcosa di duraturo e, appunto, di sostenibile; quindi, non (solo) interventi spot sul territorio, ma progetti possibilmente di lunga durata e che lascino il segno nelle vite degli altri: “Servire per cambiare vite”, come recita il motto del nostro Presidente Internazionale.
Lo Sviluppo economico e comunitario, quindi, impegna in prima persona la capacità progettuale dei rotariani, oltre che l’impegno personale, sia in ambito locale che in ambito internazionale, nonché ancora la capacità dei Club di aggregarsi su progetti condivisi e di fare squadra, possibilmente coinvolgendo le Istituzioni e il mondo della Università e della Ricerca ed ancora, come avviene a livello di Club, gli Enti del Terzo Settore, rispetto ai quali il Rotary mantiene le sue distinzioni e la sua specificità, ma con i quali può anche proficuamente dialogare, come dimostrano i diversi service in cantiere e quelli già iniziati, anche negli anni scorsi, sia a livello distrettuale che di Club, in cui progetti sostenibili generano anche occasioni di lavoro nelle comunità coinvolte.
Assume, quindi, una grande importanza da un lato il dialogo con le Istituzioni, dall’altro la corretta impostazione dei progetti dei service. Per questo le Commissioni del Distretto, formate da professionisti di elevata capacità e coordinate da rotariani di grande spessore sono al servizio dei Club sia nell’attività di supporto, sia come incubatori di idee.
Nel mese di ottobre si celebrerà il Seminario distrettuale sullo sviluppo dell’effettivo che prevederà anche una tavola rotonda sul tema della comunicazione. Lo sviluppo dell’effettivo non è solo un problema di reclutamento o di conservazione dei soci, ma anche di corretta comunicazione di ciò che i Club fanno. E la corretta comunicazione presuppone evidentemente che vi siano progetti ambiziosi da portare a termine, da illustrare e da raccontare. Cosicché intervenire a sostegno delle nostre comunità con progetti possibilmente di ampio respiro può costituire un mezzo eccellente per farci conoscere ad ampliare il numero dei nostri soci.
Con questo auspicio, Vi saluto con amicizia e Vi ricordo che

ogni giorno ne vale la pena

Gianvito

Settembre 2021

Cari amici,
dopo la pausa estiva, spero di trovarVi ben riposati e pronti ad affrontare con entusiasmo i nuovi impegni di servizio.
Agosto è stato un mese purtroppo contrassegnato da eventi internazionali che, come rotariani, non ci possono lasciare indifferenti.
I progetti di importanti services distrettuali, relativi alla alfabetizzazione ed educazione di base, già presentati nel corso della Assemblea di formazione, sono stati pubblicati sul sito del Distretto.
Mi piace pensare che il tema del mese costituisca una cifra peculiare dell’attività di servizio dei Club e del Distretto posto che ha sempre portato alla elaborazione di progetti entusiasmanti e di Global Grant (tra i quali la richiesta di sovvenzione globale per la alfabetizzazione per adulti), inclusa la erogazione di borse di studio e di ricerca. Mi sembra anche doveroso aggiungere il progetto USAID che ha portato all’acquisto di 540 tablet per le scuole di ogni ordine e grado nell’anno di servizio di Giuseppe Seracca Guerrieri.
Vorrei fare alcune precisazioni: la prima è che la via d’azione è costituita non solo dalla alfabetizzazione ma anche dalla educazione di base e questo comporta un inevitabile allargamento dell’apprendimento ad argomenti sempre più disparati e ad estendere l’informazione, sin dai primi anni di scolarizzazione, a tematiche precedentemente non incluse. Mi riferisco, a titolo di esempio, alla corretta informazione sui fondamenti dell’economia, sulla quale si sono indirizzati alcuni services di Club o, soprattutto, ad un corretto uso delle risorse alimentari su cui vedi il progetto di Service distrettuale. Peraltro, non va dimenticato che la alfabetizzazione e la istruzione di base devono essere considerati un beneficio cui tutti hanno diritto a prescindere dall’età, cosicché non riguardano solo i più giovani; al contrario, il bisogno cui il Rotary può e deve sopperire riguarda proprio quelle fasce della popolazione mondiale che non hanno potuto godere di una adeguata formazione sin dalla giovane età. Come dice il nostro Presidente Internazionale Shekhar Mehta, nessuno deve essere lasciato indietro.
Il Rotary fa cultura ed avvia alla cultura e la cultura, come patrimonio di base, deve essere instillata fin dai primi anni di istruzione.
Mi piace poi ricordare che il tema della alfabetizzazione di base riguarda soprattutto, in alcuni contesti internazionali ma anche locali, l’avviamento delle donne nel mondo del lavoro; empowering girl, tema caro al nostro Presidente Internazionale, non può andare disgiunto da una adeguata formazione e preparazione delle giovani donne, dando così loro ogni opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro e di raggiungere, auspicabilmente, livelli apicali.
Questa ulteriore osservazione tocca un tema delicato. L’alfabetizzazione nel senso ampio che ho appena enunciato, non costituisce solo un obiettivo ormai raggiunto ed acquisito. Non è così in Italia, nonostante ci possiamo considerare un paese relativamente privilegiato, meno che mai in ambito internazionale dove non solo l’alfabetizzazione è ben lungi dal ritenersi un obiettivo scontato ma, in alcune realtà, non è nemmeno un valore universamente condiviso, come dimostrano recenti accadimenti.
Proprio la tragedia dell’Afghanistan ci porta ad alcune riflessioni.
Il mese di agosto è stato funestato non solo dal terremoto di Haiti ma anche dalla tragedia afghana.
Il Rotary International e il nostro Distretto si è mosso e, condivisa con gli altri Distretti, è stata inviata una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi con la manifestazione di disponibilità all’assistenza dei profughi.
A livello operativo, le Commissioni distrettuali per la protezione civile, inclusa quella del nostro Distretto, sono in contatto con la Protezione civile nazionale, per definire le modalità di assistenza ai profughi, molti dei quali, almeno quelli accolti in Italia con il ponte aereo gestito dalla nostra Aeronautica, presentano un livello alto di scolarizzazione e parlano la nostra lingua, avendo collaborato con gli Italiani, specie nella zona di Herat. Inoltre, non dimentichiamo che in Afghanistan vi sono tre Rotary Club e che tra i profughi vi sono anche presumibilmente dei rotariani.
Se, in un primo momento, sono stati richiesti dalla Protezione Civile interventi di prima assistenza (raccolta e fornitura di generi di prima necessità), richieste alle quali i nostri Club non solo non si sono sottratti, ma hanno aderito con entusiasmo, è ancora più auspicabile che il Rotary, conformemente al suo essere Club di servizio e non di beneficenza, possa svolgere un ruolo ben più incisivo, di cui si stanno definendo i contenuti, contribuendo alla predisposizione di progetti strutturati e sostenibili di inserimento ed integrazione dei profughi.
In realtà proprio la tragedia afghana fa emergere ancora una volta l’attualità dei valori rotariani di condivisione, inclusione, tolleranza e tutela delle diversità, così come non vi è dubbio che l’azione di servizio del Rotary sia quanto di più idonea nell’aiutare coloro che ne hanno bisogno, senza necessariamente condividere modelli culturali estranei o non recepiti dalle popolazioni assistite.
Per il Rotary e per il nostro Distretto è un’ennesima sfida, alla quale non possiamo sottrarci, prima ancora sul piano della tutela dei nostri valori e poi sul piano progettuale e organizzativo.
Sono sicuro che noi e i nostri Club sapremo fare la nostra parte e contribuire a diffondere un messaggio di solidarietà, inclusività, tolleranza e operatività.
Con questo spirito, Vi abbraccio, Vi auguro una buona ripresa lavorativa e Vi ricordo che

ogni giorno ne vale la pena

Agosto 2021

Care Amiche e cari amici,
agosto è un mese tradizionalmente riservato al riposo ma, dopo il Congresso e gli scambi del martelletto, il Distretto è in piena effervescenza e molti Club sono lanciati ventre a terra in progetti di service e in attività di raccolta fondi.
Per noi Rotariani, agosto è il mese dell’effettivo e il nostro Presidente Internazionale, Shekhar Mehta, ci invita a celebrarlo invitando nuovi amici a far parte del Rotary.
Il motto “Every one brings one” può essere considerate eccessivamente ambizioso ma non lo è l’obiettivo di una crescita dell’effettivo pari all’8%. Il nostro Distretto gode di una situazione privilegiata rispetto ad altre realtà perché negli ultimi anni ha tenuto complessivamente le posizioni ed ha anche registrato una crescita nel numero dei soci.
Però abbiamo la possibilità di fare di più e di affermare una netta controtendenza rispetto ad altre realtà europee. Grow more to do more è un programma che non può essere letto solo in termini di crescita delle risorse finanziarie, sicuramente importanti ma non esaustive come obiettivo, ma soprattutto in termini di crescita delle risorse umane. Dal punto di vista rotariano, il c.d. capitale umano è ciò che conta veramente perché consente di impostare programmi sostenibili utilizzando le professionalità dei rotariani. Questo vuol dire anche porre la dovuta attenzione ad una attenta selezione degli aspiranti soci, possibilmente favorendo da parte loro la frequentazione preventiva del Club per saggiarne la robustezza della motivazione a diventare rotariani.
Il discorso, però, è sicuramente più complesso e merita qualche ulteriore riflessione. Il tema dell’effettivo non è solo di crescita ma anche di ritenzione dei soci e di conservazione del numero; e questo è l’obiettivo primario che può essere raggiunto solo con il pieno coinvolgimento dei soci. Un socio attivo, partecipe e motivato è anche un socio che potenzialmente può organizzare progetti sostenibili anche economicamente e finanziariamente; viceversa, i soci non devono essere considerati solo come apportatori di risorse finanziarie senza che vi sia un loro effettivo coinvolgimento; quando parlo di coinvolgimento mi riferisco sia alla progettualità, sia ad una preparazione dei soci in termini di futura partecipazione alle cariche apicali. Un Club vivace ed efficiente è un Club che riesce a preparare per tempo i propri dirigenti e a creare un avvicendamento attingendo ad un serbatoio di risorse inesauribile.
Il Rotary è diventato una organizzazione sempre più complessa, che richiede una attenta preparazione dei futuri dirigenti, così come ben strutturati e meditati devono essere i progetti di service; come l’organizzazione di un Club, anche i progetti di service, soprattutto quelli più ambiziosi, richiedono il pieno coinvolgimento delle professionalità dei soci.
Inoltre, un Club attivo sul territorio e che comunichi in maniera efficace la propria azione, è un Club che riesce a motivare i soci attuali e ad attirarne di nuovi.
Grow more to do more deve essere visto all’interno di un processo circolare (come la nostra ruota del distintivo che con orgoglio indossiamo) dove il to do e cioè il fare (bene) divenga motivo di aggregazione per crescere (to grow more).
Il tema dell’effettivo non può che coinvolgere, a mio avviso, il tema della implementazione delle diverse professionalità dei rotariani; acquisire nuovi soci significa acquisire nuove e ulteriori professionalità da utilizzare al meglio per bene e correttamente operare; ma significa anche sviluppare nuovi rapporti di amicizia e rinsaldare quelli già esistenti, ricordandoci tutti che la diversità è per noi un valore e non un elemento ostativo; il che evoca alcuni interrogativi che non possiamo eludere.
Ci stiamo lasciando alle spalle un periodo complicato costellato da lutti e sacrifici, ma, di fronte a noi, si intravede la luce in fondo al tunnel anche se non mancano alcuni segnali inquietanti di ripresa della circolazione del virus.
Come Rotariani siamo tenuti ad osservare le regole delle Comunità in cui viviamo, ma anche a rispettare le indicazioni che ci vengono dal Rotary International; all’interno di questa cornice e purché siano rispettate le condizioni di sicurezza per i soci, è mia intenzione fare quanto possibile per ripristinare un clima di serenità e di incontri in presenza.

Con questo auspicio,
Vi auguro buona estate e buon vento e ricordate che
ogni giorno ne vale la pena

Luglio 2021

Inizio del nuovo anno di incarico dei Dirigenti Rotary

Cari amici e amiche,
il 1° luglio è iniziato il nuovo anno rotariano e il 3 luglio, durante il XXVI Congresso, il Governatore Giuseppe Seracca Guerrieri mi ha passato il Collare.

Assumo l’impegno di servire il Distretto consapevole delle responsabilità che ciò comporta, così come del patrimonio di amicizie, progettualità ed emozioni che costituiscono la ricchezza più bella del nostro Distretto.

Ci lasciamo alle spalle un anno complesso, durante il quale il Distretto 2120, sotto la guida sicura di Giuseppe, ha bene operato sul territorio, ha scritto belle pagine di service anche all’estero ed ha serrato le fila, agendo con coesione ed amicizia e dimostrando, ancora una volta, che c’è bisogno di Rotary.

A Giuseppe Seracca Guerrieri ed alla Sua Squadra va il mio affettuoso ringraziamento.

L’anno rotariano appena trascorso è stato rattristato dalla scomparsa di Riccardo Giorgino uomo di scienza e di grande spessore umano ma, soprattutto,guida illuminata del Distretto e interprete profondo e attento dei valori rotariani; al Lui va il nostro commosso pensiero, consapevoli che il Suo insegnamento di sarà di guida e di sprone a bene operare.
Nel nome di questi valori, il 1° luglio si è celebrato il tradizionale omaggio dei Governatori di tutti i Distretti Rotary italiani all’Altare della Patria a Roma.

Questa cerimonia non rappresenta solo l’omaggio a chi bene ha operato ed ha meritato la gratitudine della Nazione, ma anche la fedeltà ai principi, alle istituzioni ed alle regole del vivere civile; cosìcome, la visita, anch’essa di tradizione, al Dipartimento della Protezione Civile rappresenta la proiezione nel futuro e l’impegno sul territorio, al servizio delle nostre comunità.

Ai giovani del Rotaract e dell’Interact va il mio cordiale augurio di buon lavoro, essi costituiscono una risorsa importante ed è nostro compito aiutarli al meglio a sviluppare le loro grandi potenzialità.

Il mio cordiale abbraccio va a tutti i soci e, permettetemi, agli amici del Club di Lauria. Benvenuti nel nostro Distretto.
Consideriamo le situazioni di bisogno sociale delle comunità non come un problema da risolvere, ma come opportunità da cogliere per sopperire alle necessità altrui e cambiare le vite degli altri, come ci ricorda il nostro Presidente Internazionale, Shekhar Mehta.

Nel suo discorso di apertura alla Assemblea Internazionale di Orlando, Shekhar Mehta ci ha invitato tutti quanto a riscoprire le la gioia e la magia del servire, consapevoli che ciascuno può compere azioni straordinarie e che anche un piccologesto può cambiare le vite degli altri. SERVIRE PER CAMBIARE VITE è il motto che ci deve essere di pungolo nel nostro agire e di criterio di selezione delle nostre iniziative.

Al tempo stesso, una adeguata e corretta informazione sulle nostre iniziative, senza falsi pudori e con una condivisione delle stesse con i soci a livello di Club e al livello di Distretto con i Club può fungere da leva per attrarre nuovi soci e far crescere l’effettivo, permettendoci così di impostare e sempre attuare nuovi progetti di servizio e di realizzare l’obiettivo del Presidente Internazionale di una crescita importante del numero dei soci; GREW MORE TO DO MORE come egli ci ha ricordato.

Dobbiamo quindi individuare i bisogni delle Comunità, a impostare progetti di servizio sostenibili, essere il più possibile inclusivi con i soci e le comunità di appartenenza, nonché con le pubbliche istituzioni, con il mondo della scuola e dell’università, e condividere i risultati con una sana e corretta informazione.

Non dobbiamo inoltre dimenticare il sostegno alla Rotary Foundation che, come ha ricordato Riccardo Giorgino, ci permette, in un mondo sempre più globalizzato, di impostare programmi ambiziosi di respiro ultranazionale.

Infine, siamo chiamati tutti a dare il nostro contributo e a mettere a disposizione degli altri la cosa più preziosa di cui possiamo disporre, il nostro tempo, cosa affatto scontata. Perché cari amici, ogni giorno ne vale la pena.

Un caro abbraccio e buon anno rotariano a tutti.

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Governatore Eletto

Nicola Auciello

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Governatore Nominato

Vincenzo Sassanelli

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