E il naufragar mi è “ancora” dolce in questo mare?

Con un suggestivo richiamo a uno dei più celebrati versi di Leopardi, Yacthing Club Marina del Gargano e Rotary Club Manfredonia hanno organizzato un interessante convegno dal titolo “E naufragar m’è ancora dolce il questo mare?” svoltosi nella sede del circolo nautico.
Si è parlato di mare, dunque, e come non farlo in una cittadina affacciata su un Golfo che deve una buona fetta della sua economia alle attività ad esso strettamente connesse quali la pesca, i traffici marittimi, la nautica, la cantieristica navale e la diportistica?
Un tema sul quale non si finisce mai di confrontarsi.
Un tema che se pure riproposto centinaia di volte, ha sempre da offrire spunti di riflessione e discussione, non solo ad uso e consumo personale o per chiacchere da salotto, ma per lanciare segnali chiari, suggerimenti e istanze agli organismi deputati a decidere e legiferare: perché il mare è quella grande risorsa economica ed ambientale da vivere, valorizzare e sfruttare nel solco della sostenibilità, della eco-compatibilità e della consapevolezza che salvaguardando il mare si salvaguarda la stessa vita dell’uomo.
I lavori del convegno, coordinati dal dr. Roberto Murgo, hanno preso il via dopo il saluto istituzionale dei due presidenti dei club che hanno promosso l’evento, rispettivamente Gino Tridello e Saverio de Girolamo, e che hanno ringraziato il nutrito uditorio e gli ospiti presenti tra cui esponenti di associazioni ambientaliste del territorio, il comandante del Compartimento Marittimo di Manfredonia, C.F. Giuseppe Turiano, l’Arcivescovo Padre Franco Moscone.
L’ing. Andrea Trotta, componente del Comitato tecnico provinciale rifiuti, ha parlato degli effetti “positivi” del lookdown.
In questa parentesi temporale, oltretutto nemmeno lunga, anche l’ambiente marino ci ha regalato immagini che forse non rivedremo più come quella della Laguna di Venezia, solo per citare un esempio, di cui si è riusciti addirittura a intravedere il fondale.
Queste ed altre ragioni impongono al mondo, ai Governi, di cambiare impostazione e linguaggio e di parlare di “progresso, non sviluppo”. 
Le conclusioni sono state affidate all’Arcivescovo di Manfredonia, Vieste, S. Giovanni Rotondo, Padre Franco Moscone.
“Essere responsabile significa rispondere alla realtà, acquisire consapevolezza e dare risposte sostenibili”: compiti spettanti al politico e a chi amministra, più che alla Chiesa.
Eppure è quest’ultima a mostrare di avere maggiormente a cuore i bisogni della popolazione e a raccoglierne le istanze.
Prova ne è anche l’ultima iniziativa dell’Arcivescovo che ha inviato una lettera al ministro della transizione ecologica Cingolani nella quale, dopo l’excursus sulle criticità ambientali, sanitarie ed economiche che hanno colpito il territorio, lo invita, come cittadino e come guida spirituale della Chiesa che è in Gargano, a porre in atto quanto la Carta Costituzionale riporta agli articoli 9 e 41: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” (Art. 9).
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali” (Art. 41).
“Se questa esperienza deve essere magistra vitae – ha concluso – possiamo inventarci un lockdown a servizio dell’ambiente che sia al tempo stesso strumento per lo sviluppo”.
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