Giorno: 20 Settembre 2022

IL ROTARY CLUB PUTIGNANO E LA STORIA DELLA FALDACCHEA DI TURI

IL ROTARY E DE CAROLIS HANNO FATTO CONOSCERE LA STORIA DELLA FALDACCHEA DI TURI
Nel Chiostro dell’Arte di Turi, lo scorso 15 settembre, il Rotary Club Putignano Trulli e Grotte, ha presentato ai numerosi intervenuti ed ospiti “La Faldacchea di Turi, storia, dimostrazione e degustazione”. Il presidente del club, Francesco Mercieri, ha fatto presente che tale incontro si inserisce nell’ambito rotariano dello sviluppo sostenibile e della riscoperta e della valorizzazione degli antichi mestieri ed ha, a brevi linee, ricostruito la storia del chiostro, costruito nel 1500 e facente parte della chiesa e del convento francescano di San Giovanni; quest’ultimo custodisce pregevoli dipinti ed è stato trasformato nel tempo in rettoria, parrocchia, ospedale, ospizio, scuola, biblioteca. Il pregiato chiostro, in epoca recente, è passato alle cure del comune di Turi. Egli ha accennato anche all’antica Torre dell’orologio, costruita nel 1892 dal turese Giuseppe Schettini su progetto dell’arch. Sante Simone di Conversano. La produzione della “Faldacchea di Turi”, tipico dolce di mandorla, si inserisce perfettamente, secondo il presidente, nell’ambito sopra descritto e rappresenta oggi una importante realtà economica della cittadina. Il sindaco Tina Resta, nel dare il benvenuto a Turi ai numerosi ospiti, ha affermato che essi “non si pentiranno per niente di essere intervenuti a questa serata speciale, perché speciale è la Faldacchea di Turi, che si fa solo a Turi”. Ella ha anche affermato che essa è un dolce importante che, grazie al dr. Stefano De Carolis, è stato valorizzato e fatto conoscere in Italia e nel mondo. Quindi il dr. Stefano De Carolis, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, giornalista e cultore di storia locale, ha illustrato la storia e le origini della “faldacchea”. Avendo egli molto e spesso frequentato la Spagna da circa venti anni, ha riferito di aver scoperto che in un ex convento delle Clarisse di Toledo le suore confezionavano dei dolcetti a base di mandorla, chiamati “huevos de faldiquera o faltriquera”, italianizzato “uova di faldiguera”, perché le suore clarisse (ma anche donne comuni), in antico indossavano una specie di tasca di tessuto, finemente ricamato, sotto il grembiule o la gonna nella quale, oltre a tenere cose di varia utilità, avevano anche questi dolcetti di mandorle, piccoli come uova di piccione. Inoltre, poiché il dolcetto si presenta come un “dolce a tasca”, perché a Turi, nella pasta di mandorle, vengono inseriti (“intascati”) una amarena e del pan di Spagna imbevuto di alkermes, da entrambi i termini, secondo il De Carolis, proviene il nome di “faldacchea”. Nella cittadina – ha proseguito De Carolis – fino ad alcuni anni fa, era diffusa una storia popolare secondo cui una ragazza turese, Anna Antonia Martinelli, classe 1870, confezionasse a Turi questo dolcetto fin dalle fine dell’ottocento. La “vox populi” turese sosteneva anche che la Martinelli, detta “monecacedde”, per la sua figura sottile e minuta, era una suora proveniente dal convento di Cassano, dove aveva appreso l’arte della produzione della faldacchea. Le sue ricerche però, hanno riscritto la storia del dolce in quanto, presso l’archivio storico della Diocesi di Conversano, ha ritrovato un documento inedito del 1887, firmato dal cardinale di Roma, che attesta che questa ragazza turese, allora sedicenne ( che non è mai stata suora delle Clarisse né tantomeno a Cassano), effettivamente, era stata autorizzata ad entrare nella clausura del monastero di Turi per assistere due monache allettate. In tale monastero turese, frequentato per circa dodici anni, la Martinelli ha acquisito molti segreti delle monache clarisse, tra cui il confezionamento di questo dolcetto che, senza ricetta scritta alcuna, le suore si tramandavano oralmente, di generazione in generazione. De Carolis ha anche ricostruito che Antonia Adele Dragone, insieme alle sorelle Assunta ed Aurelia , che avevano appreso l’arte dolciaria sempre dalla monecacedda, per tanti anni sono state, a loro volta, maestre dolciarie di tante giovani turesi. La particolarità dei dolcetti di Turi è nella cottura della pasta di mandorle che fa durare più a lungo la loro “bontà”, fino anche a tre mesi ed anche che, in tale pasta cotta, viene insaccato un pezzetto di “pan di Spagna” bagnato di alkermes .Tale dolcetto è diventato negli anni il dolce di rito di tanti matrimoni pugliesi. Ninetta (Antonia Adele) Dragone, discepola della “monacedda”, secondo il De Carolis “ è stata una autentica fuoriclasse nell’arte dolciaria ed una pioniera della faldacchea turese”. Ed anch’ella ha molto alimentato una economia che a Turi oggi si aggira su di una produzione di circa 20 tonnellate all’anno. Si tratta di un prodotto totalmente artigianale – ha assicurato il dr. De Carolis – completamente fatto a mano, dall’inizio alla fine del procedimento che, se vengono rispettate bene tutte le fasi di produzione, ha bisogno di almeno cinque giorni per il suo confezionamento. A Turi dagli anni settanta hanno operato anche le maestre dolciarie Vincenza Carenza ed anche Lucia Massaro che hanno operato per davvero tanti anni, allieve della Martinelli e della Dragone. Un’altra maestra dolciaria è stata Aurelia Lieggi, classe 1940, contadina che, dopo aver fatto per anni dolcetti nelle case di tanti Turesi, negli anni settanta si è messa in proprio nella produzione ed ha passato il testimone alle figlie Anna Maria (presente alla serata) e Stella Verna; oggi, si ritiene, le maggiori produttrici di faldacchee a Turi. “L’eredità della monecacedda e delle sue allieve – ha concluso De Carolis – è stata raccolta dalla nuova generazione delle pasticciere di Turi che hanno mantenuta viva la tradizione dolciaria turese ed avviato una notevole nuova economia”. Quest’anno – ha informato ancora – il dolcetto è stato donato anche alla regina Paola del Belgio a Bruxelles e che a marzo scorso essa è stata riconosciuta quale Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano “PAT”. Un anno fa è stata costituita a Turi una “Associazione della Faldacchea”, fortemente voluta dal De Carolis della quale ne è anche presidente, necessaria per preservarne la propria identità e la propria particolarità. Il prossimo traguardo da raggiungere, ormai vicino, sarà la registrazione del marchio, del “brand collettivo” del comune di Turi. Traguardo fondamentale che sarà sicuramente volano dell’economia turese, con sicura apertura di nuovi laboratori che poi diventano aziende, aumento della occupazione, affermazione della cittadina nel panorama interno ed internazionale. A conclusione, Stefano De Carolis ha mostrato un antico apparecchio, “bagnomaria da pasticceria” (che serviva moltissimo alla preparazione della faldacchea). A tal proposito egli ha colto l’occasione per proporre al sindaco un progetto di realizzazione di un museo civico che racconti il dolce di mandorla e la faldacchea. E’ seguita una dimostrazione veloce della produzione del dolcetto tipico . Ci ha pensato la maestra dolciaria Nunzia Di Brindisi che ha preparato i dolcetti che poi … voilà, sono volati in un attimo. “Bagnati” da due bottiglie magnum di spumante “Lessini e Durella”, inviate per l’occasione dal Rotary club gemellato di Verona Soave.
Pietro Gonnella

IL GOVERNATORE AUCIELLO VISITA IL ROTARY CLUB VENOSA

Il Rotary Club di Venosa ha ricevuto in visita ufficiale il Governatore del Distretto 2120 per l’anno rotariano 2022-2023, Nicola Maria Auciello, accompagnato dall’Assistente Giovanni Navazio, presso la sede del club.
La partecipazione calorosa di numerosi soci all’incontro con il governatore ha confermato l’interesse del club a mantenere un rapporto importante e vitale con il Rotary International.
Una tappa fondamentale nel novero degli appuntamenti dell’anno rotariano ed ha permesso al Governatore di conoscere da vicino la situazione organizzativa e le progettualità del Club venosino.
“Il Rotary è futuro” questo il motto di Auciello di quest’anno. Il Governatore ha, in tale ottica, analizzato, prima con il Presidente Michele Cervellino e il Segretario Rosa Centrone – quindi con i membri del Consiglio e i Presidenti di Commissione – le attività del Club, in un costruttivo scambio con tutti i partecipanti.
“Ho notato in voi una grande progettualità e questo spero che vi porti ancora nuovi soci Vi auguro una buona riuscita del programma e dei service che avete in programma per questo anno Rotariano. Siate una grande famiglia. Noi vogliamo sognare il futuro con i piedi per terra, pensando al passato che ci insegna a non sbagliare.
Il mondo va avanti a una rapidità impensabile e allora dobbiamo gestire il cambiamento. Tutti insieme possiamo fare del bene nel mondo”.
Infatti, grazie alla Rotary Foundation si può rendere questi sogni sempre più incisivi, trasformandoli in progetti e interventi reali. “Per svolgere tutte queste attività al meglio” continua Aucello, “bisogna essere preparati e informati su come il Rotary cresce e cambia, ed il Governatore ha ricordato che gli strumenti di formazione non mancano e sono tutti disponibili sul MyRotary.”
Il presidente Michele Cervellino, supportato dai presenti, ha avuto modo di illustrare le diverse attività del club in una sintetica carrellata dei vari progetti portati all’attenzione del Governatore e poi riproposte ai soci e agli ospiti in seduta plenaria, decisamente molto partecipata. Successivamente ha descritto il Club come attivo, collaborativo, motivato e partecipato, attento al presidio dei nuovi ingressi dei soci, concentrato non solo sul donare, ma soprattutto sul “fare”. È stata occasione per presentare l’ingresso di un nuovo socio Luca Lovaglio. L’incontro è poi proseguito con la conviviale, ottimamente organizzata dal Prefetto Giusy Dinardo, mentre da parte sua il governatore ha ribadito la centralità di ogni singolo club –con le sue peculiarità e la sua storia – nell’azione del Rotary, che ha voluto soffermarsi con tutti per meglio approfondire la conoscenza dei soci.

IL R. C. SAN SEVERO E L’ EDUCAZIONE ALLA FISCALITA’

Nel pomeriggio del 16 settembre presso la sede sociale si è svolto il primo modulo del progetto “EDUCAZIONE ALLA FISCALITA’ ” rivolto agli studenti degli istituti superiori del territorio.
Il progetto si propone di chiarire ed illustrare quali siano i fondamenti costituzionali (cd principi di solidarietà e sussidiarietà) da cui scaturiscono gli obblighi di natura fiscale delle persone fisiche e giuridiche, con cenni allo Statuto del Contribuente ed all’attività degli Uffici finanziari e delle Corti di giustizia tributaria, come da qualche giorno vengono chiamate la ex Commissioni Tributarie nell’ambito della riforma voluta dal PNRR.
Accolti dal presidente del club, prof.ssa Linda Lenza, erano presenti molti soci, numerosi ospiti ed “addetti ai lavori”, i dirigenti scolastici degli Istituti superiori che hanno aderito all’iniziativa e numerosi ragazzi: dopo i saluti dell’l’assistente del governatore distrettuale, prof. Antonio Tosco, l’avv. Raffaella Di Biase, socia del club e giudice tributario, ha brevemente illustrato il progetto che si articola in due moduli.
Il primo “in presenza” – svolto nella tavola rotonda del 16 settembre – in cui che ha visto relatori illustri nelle persone del Dott Ennio Sepe , garante del contribuente per la Regione Puglia, e della dr.ssa Anna Maria Epicoco, giudice tributario a Bari; ha moderato l’incontro il dott. Giorgio Granieri, giudice tributario a Foggia, che ha brevemente illustrato anche l’intervento dell’assente dr. Carlo Picuno, magistrato della Corte dei Conti; hanno illustrato i principi costituzionali dell’imposizione fiscale, i principi di solidarietà e sussidiarietà, l’importanza dell’educazione fiscale soprattutto per i giovani e le iniziative che si stanno prendendo al riguardo, tra le quali si inserisce quella del R.C. di San Severo.

Il secondo si rivolgerà in via telematica, secondo un calendario in via di definizione con le varie scuole, agli studenti degli Istituti Superiori, nell’ambito dei corsi di Educazione Civica e di altre materie curriculari, illustrando gli argomenti anzidetti.
Al momento gli Istituti Scolastici che hanno aderito sono il liceo Rispoli-Tondi di San Severo, l’istituto Fraccacreta di San Severo, l’istituto Leccisotti di Torremaggiore, l’istituto Federico II di Apricena, l’istituto Di Maggio di San Giovanni Rotondo.
Pier Carlo Pazienza