“VERSO GLI ECOMUSEI”. 34° CONGRESSO TRULLI-MARE DEL ROTARY A PUTIGNANO

“VERSO GLI ECOMUSEI”. 34° CONGRESSO TRULLI-MARE DEL ROTARY A PUTIGNANO

Si è svolto a Putignano, lo scorso 5 maggio, il 34° Congresso del Progetto Pluriennale Trulli-Mare del Rotary di Puglia e Basilicata. L’importante convegno, dal titolo “Verso gli ecomusei”, ha concluso il progetto rotariano che quest’anno è stato ideato e diretto dal presidente del Rotary Club di Putignano,  Nicola Paladino, coadiuvato da Pietro Gonnella. Hanno dato il loro saluto e quello delle città da essi rappresentate, il sindaco di Putignano, Domenico Giannandrea, che ha evidenziato il valore della cultura, che contraddistingue ogni azione del Rotary e quello di Alberobello, avv. Michele Longo, che ha elogiato il lavoro di un anno intero, effettuato dal Rotary di Putignano con il lodevole intento di meglio valorizzare le caratteristiche identitarie, culturali e turistiche dei nostri territori. Roberto Santomanco, delegato distrettuale del “Progetto”,  ha messo in evidenza il fine ultimo di tale lavoro, che è quello di proporre alla Regione Puglia il riconoscimento di altri musei diffusi, a cominciare da quello del carnevale di Putignano, visto che esiste già, grazie al prof. Pietro Sisto. Il presidente del Rotary di Putignano,  Paladino, nella sua relazione conclusiva, ha ricordato come la Regione Puglia, nel gennaio 2015, abbia approvato una lista di nove ecomusei di interesse regionale, ora diventati 12, tra i quali, nel territorio “coperto” dai 14 club aderenti al Progetto Trulli-Mare  c’è “Valle d’Itria” (ambito territoriale di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli).    “L’istituzione degli ecomusei – ha affermato  Paladino – mira a recuperare e valorizzare la memoria storica, l’identità collettiva ed il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della Puglia nella forma del museo diffuso. Essi contribuiscono a rendere noti e fruibili, sia da parte delle popolazioni locali che dei visitatori, i variegati paesaggi pugliesi, nelle indissolubili relazioni tra ambiente naturale ed ambiente antropizzato, per orientare il futuro del territorio verso uno sviluppo durevole e sostenibile.  Il “Progetto” rotariano  ha individuato altri ambiti territoriali, diversi da quelli riconosciuti dalla Regione, che sono stati oggetto di studio quest’anno. Storia ed ambiente, tradizioni e pratiche di vita e di lavoro, produzioni locali non sono mancati (trulli, masserie, muretti a secco, ulivi secolari, insediamenti rupestri, lavorazione della pietra, del ferro, del legno, della ceramica e della terracotta, gastonomia). Anche immateriali. Dal club di Fasano – ha continuato  Paladino – è stato affrontato il tema del “Museo diffuso dei frantoi ipogei”. Putignano ha sviluppato il tema di un “Museo diffuso del carnevale, tra storia ed attualità”. Martina Franca il “Museo diffuso della Valle d’Itria della cultura, delle tradizioni enogastronomiche e del turismo”. Un “Museo diffuso dell’accoglienza” è stato trattato dal club di Brindisi. Monopoli ha sviluppato il tema del “Museo della Valle delle culture della Valle d’Itria”. Un “Museo diffuso della ceramica grottagliese, fra tradizione e futuro”, è stato studiato e proposto dal club di Grottaglie”. A questo punto il PDG Riccardo Giorgino ha consegnato al prof. Cosimo Damiano Fonseca il “Premio PDG avv. Franco Anglani 2018”. Quindi, con la moderazione di Pietro Gonnella, si sono alternati, con saggi interventi,  illustri studiosi. Il prof. Cosimo Damiano Fonseca, docente e preside di varie università meridionali ed accademico dei Lincei, nella sua relazione “Dai parchi agli ecomusei; il recupero della storicità dell’habitat”, ha evidenziato il passaggio dal primario concetto di comprensorio-parco (pensiamo alla civiltà rupestre, ai Sassi di Matera), pregno soprattutto di riferimenti architettonici, a quello di “ecomuseo” o “museo diffuso”, sicuramente più ampio e comprensivo di tutti i valori che includono in sé i variegati territori pugliesi e lucani. Evoluzione dunque, di un concetto che giunge ad un maggiore studio ed ad una più marcata valorizzazione della storicità dell’habitat.  Il dott. Luigi Caricato, giornalista e scrittore milanese, ideatore e direttore dell’autorevole happening internazionale “Olio Officina Festival”, nella sua relazione “La Puglia olivicola ed olearia: museo a cielo aperto, temporaneamente chiuso per lavori”, ha richiamato l’attenzione sul grave problema della “xilella”, il morbo che sta distruggendo ulivi secolari e che sta creando alla nostra regione notevole imbarazzo all’estero. Un immenso museo diffuso di monumenti vegetali, secolari e densi di storia, che oggi dobbiamo considerare chiuso per lavori, si spera temporaneamente. L’ulivo pugliese, pianta esistente da seimila anni, anche se indirizzata ad uso alimentare in tempi più recenti, presente in ben 538 varietà, testimonia, secondo il dr. Caricato,  la mancanza di visione futura dei nostri agricoltori ed imprenditori oleari che, fino a pochissimi anni fa, hanno solo badato alla quantità della produzione, piuttosto che alla sua qualità. La Puglia produce il 60% di olio della produzione nazionale; il sud Italia l’80%. Ma c’è anche l’altro dato sconcertante di una Italia che importa l’80% del suo fabbisogno. La “xilella” dunque, sta uccidendo una identitaria caratteristica pugliese, se pensiamo che a Milano gli ulivi sono solo sui terrazzi dei condomini. Il dr. Caricato si è rammaricato come la Puglia, nota all’estero quasi soltanto per le “orecchiette”, ancora non abbia concepito gli uliveti come teatri, come luoghi espositivi, come non abbia creato un turismo dell’olio. Egli ha richiamato ancora la necessità della pulizia del territorio, in quanto non ci può ovviamente essere ecomuseo se prima non c’è il territorio. Quindi ha auspicato  una agricoltura nuova, con studi e ricerche, con l’impianto di cultivar resistenti al morbo, una maggiore attenzione alla  qualità della produzione dell’olio, fino alla formazione della raffinata moda dell’assaggio piacevole e competente. Il prof. Pietro Sisto, docente di letteratura italiana all’Università di Bari, con la sua relazione “Il carnevale, la Grotta di San Michele e le opere di Stefano da Putignano: un ecomuseo per la conoscenza e lo sviluppo del territorio”,  ha illustrato ai numerosi ospiti, giunti sabato a Putignano da ogni lembo della Puglia e della Basilicata, il ”Museo diffuso del Carnevale” che, grazie ad una sua intuizione e sostenuto dal Rotary Club di Putignano,  oggi è una realtà nella nostra cittadina, anche se necessita del riconoscimento della Regione. Prendendo spunto dalla visita che un gruppo di studenti di Crotone ha effettuato nei giorni scorsi, negli iusi e nelle botteghe del centro storico, che costituiscono l’ecomuseo e nei capannoni dove si costruiscono i carri allegorici, ha posto il più grande problema del carnevale di Putignano, che è la destagionalizzazione. Esso può essere risolto proprio con un ecomuseo che richiami turisti a Putignano, che sarebbero accompagnati dagli iusi agli hangar, dove con giornali e farina, uniti a maestria ed arte di vecchie e nuove generazioni, nascono pupi di cartapesta che, in caso di pioggia “si sciolgono come per magia”. I turisti visiterebbero anche la recuperata Grotta di San Michele in Monte Laureto, ove stalattiti e stalagmiti si accompagnano ad opere d’arte di Stefano da Putignano e di altri artisti, con il seicentesco “altare della crocefissione”, restaurato alcuni anni fa dallo stesso Rotary di Putignano,  in un’aura di storia che va dagli antichi abitanti in grotta  fino ai Crociati ed ai pellegrini francigeni. Il tour dei visitatori comprenderebbe anche l’ammirazione delle opere di Stefano da Putignano, diffuse in tutta la Puglia e la Basilicata (pensiamo a Polignano a Mare, a Grottaglie…) e soprattutto nelle chiese di Putignano (Presepe, San Pietro in cattedra, Madonna con bambino ed Angeli…) ed un San Rocco all’esterno, sul retro di San Pietro che, secondo Sisto, va assolutamente ed al più presto recuperato. Una dimostrazione in video di Deni Bianco, vincitore delle ultime edizioni del Carnevale di Putignano, della produzione della cartapesta ed un altro video, diventato virale in rete, del calzolaio Vincenzo Lombardi che, a causa della crisi, ad un certo punto non ripara più scarpe e si mette a produrre coriandoli con un macchinario rudimentale ma ingegnoso, hanno  incuriosito i presenti. Il dott. Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia delle culture e valorizzazione del territorio della Regione Puglia, nella sua relazione “Gli ecomusei, quale componente strategica delle politiche culturali regionali” con la constatazione che soltanto il 24% dei turisti che vengono in Puglia è straniero a fronte di una media italiana del 42%, che la Campania è regina con il 55%, che la sola Pompei attira cinque milioni di visitatori all’anno contro i 250.000 di Castel del Monte, il luogo più visitato di Puglia, ha richiamato l’attenzione sul grande sforzo che la Regione sta facendo per incrementare il trend delle visite. Innanzi tutto la nascita del progetto “Puglia 365”, che persegue la strategia della destagionalizzazione del turismo e della sua  internazionalizzazione. Quindi, secondo il dr. Patruno, visto che la regione non ha un “mega attrattore” tipo Pompei, la via degli ecomusei è quella giusta, considerata la diffusione territoriale delle tante identità, delle culture, delle caratteristiche, delle tipizzazioni; tutto sorretto non solo dalla memoria ma anche dalla innovazione che dia luogo ad una “cultura creativa”, che intercetti il turismo e generi occupazione. Il dott. Patruno ha informato come la Puglia sia stata la prima in Italia a codificare in legge l’istituzione di ecomusei, finora riconosciuti in dodici. “Non dobbiamo cullarci quando ci definiscono la Florida d’Europa – ha sentenziato il dr. Patruno – occorre credere agli ecomusei, che possono accedere a finanziamenti pubblici, europei e regionali”. Egli ha suggerito che un valido ecomuseo potrebbe essere quello dell’”acqua”, che porti il turista da Capo Sele a Capo Leuca, seguendo la via dell’acqua più grande d’Europa, quella dell’Acquedotto pugliese,  in un suggestivo percorso creativo di storia e cultura, di geografia e diverse tradizioni. Ha concluso il convegno Gianni Lanzilotti, governatore Rotary di Puglia e Basilicata, che ha augurato al progetto rotariano degli ecomusei, lo stesso grande  successo che sta riscuotendo l’altro progetto rotariano “Sorelle Unesco” che unisce, in una programmazione di visite ed in una visione di insieme, i luoghi “Patrimonio mondiale dell’Umanità” di Puglia, compreso Matera. Visto il grande ed impegnativo studio effettuato dal Rotary quest’anno, ha quindi auspicato che le proposte di riconoscimento di nuovi ecomusei che giungeranno presto in Regione, dopo questo convegno di Putignano, siano accolte.

Pietro Gonnella

 

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