All’Albergabici di Montalbano la Tavola Peutingeriana per i moderni viaggiatori

La TAVOLA PEUTINGERIANA è, senza dubbio, uno dei pochissimi monumenti storico-cartografici dell’antichità giunti sino a noi. Oscuro rimane l’anno un cui fu realizzato l’originale, tra il 350 d.C. e l’Imperatore Teodosio il Grande. Anche sul nome dell’autore esistono dubbi, ma i più considerano la Tavola opera del cartografo romano Castorio. L’originale fu tuttavia perduto in epoca sconosciuta. Fortunatamente se ne è conservata una copia, realizzata verso la fine del XII o all’inizio del XIII secolo. Nel 1741 la Carta venne montata
su tela e fissata a due bastoni cilindrici sui quali veniva arrotolata, per meglio consultarla e conservarla.
La Biblioteca della Corte di Vienna entrò in possesso della Tavola nel 1778, dopo che Vittorio di Savoia, ultimo detentore del prezioso documento, la cedette all’Imperatore d’Austria. La Tavola peutingeriana comprende il mondo intero, così come era conosciuto dai Romani. Il cartografo, posto dinanzi ad un compito tutt’altro che facile e di una vastità rimarchevole, .si accontentò di sviluppare al meglio una carta geografica che si estendesse lungo un’unica linea da Occidente ad Oriente e su di essa fece scorrere strade, mari, fiumi, e coste, quasi dappertutto paralleli gli uni agli altri. Date le misure fuori del comune della “Tabula”, lo spazio da Nord a Sud rimane compresso su basi assai ridotte e lo stesso possiamo dire per ciò che concerne le dimensioni degli oceani e dell’Oriente non romano. Evidentemente la configurazione del contenuto era imposta dalla conformazione dei fogli che originariamente formavano un rotolo unico.
Questo cimelio doveva rappresentare anzitutto l’intero IMPERO ROMANO e fornire le distanze fra i luoghi, distanze empiriche graficamente, ma numericamente attendibili.
Per le iscrizioni l’autore usò caratteri in nero. e, mentre il nero è stato utilizzato anche per i nomi dei centri abitati, il rosso è servito per la designazione di alcune fra le città di maggior importanza. Questo colore è servito anche a rappresentare l’intero tracciato stradale e alcune vignette e montagne. .
Lo scopo base della Tavola è dunque la rappresentazione delle strade e delle vie di comunicazione. Che le vie di comunicazione fossero lo scopo principale della carta, ci viene indicato anche dall’abbondante sequenza di stazioni che sono disseminate su ogni tratto di percorso. Non mancano le indicazioni dei punti di arrivo per i viaggiatori, ossia luoghi di sosta e di ristoro con particolari attrezzature.

Luogo di sosta per viaggiatori moderni, l’Albergabici di Montalbano di Fasano, realizzato dall’Ente Parco delle Dune Costiere sulla strada fra Ostuni e Fasano, a pochi passi dall’antica via Traiana, utilizzando una vecchia casa cantoniera e destinato ad accogliere i visitatori del Parco, avrebbe certamente costituito un punto di riferimento riportato in evidenza sulla Tavola.
Oggi questa insolita struttura ricettiva presenta un motivo di interesse in più, ospitando su un muro proprio una grande riproduzione della Tavola Peutingeriana: una affascinante immagine donata dalla Società Geografica Italiana di Roma in occasione della collaborazione con il Parco delle Dune Costiere per la realizzazione del Festival della Letteratura di Viaggio. La grande mappa è stata stampata con il contributo del Progetto Masserie del Distretto 2120 del Rotary International, del Rotary Club Brindisi Valesio e della IYFR (International Yachting Fellowship of Rotarians).
Una sobria cerimonia, alla presenza dei responsabili del Parco e di numerosi amici rotariani, ha inaugurato l’installazione lo scorso 19 marzo.

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