Rotary Club Foggia “U. Giordano- 4^ Conversazione Etica: Etica fra stalking e femminicidio.

ETICA FRA STALKING E FEMMINICIDIO. TUTELA DEL MINORE NELLA CONFLITTUALITA’ DEGLI ADULTI

Sabato 2 dicembre, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, si è svolto il 4° incontro del Seminario di “Conversazioni Etiche: la sfida del futuro” sul tema “Etica tra stalking e femminicidio. Tutela del minore nella conflittualità degli adulti.”, promosso dal Rotary Club Foggia “U. Giordano”. Relatori la dr.ssa Annamaria Petito, psicologa, ed il dott Massimiliano Arena, avvocato; ha condotto l’incontro l’avvocato e socio rotariano Renata Montini.

Il Presidente Rotary dr. Luciano Magaldi ha introdotto il tema leggendo una lettera scritta al Capo della Polizia da una donna che aveva subito lunghi anni di stalking da parte di un vicino di casa “eventi che fin dall’inizio non sono stati compresi nella loro gravità e nel loro insieme e che sono passati tra molte mani indifferenti, non preparate o quantomeno inadeguate”.

   E’ intervenuto poi il moderatore della Conversazione, la socia rotariana Renata Montini che ha introdotto brevemente l’argomento e presentato i due relatori. Il primo intervento ha visto come protagonista la dr.ssa Annamaria Petito, psicologa e docente universitaria che ha evidenziato, citando Anais Nin, come noi “non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo”. Il rapporto conoscitivo con la realtà esterna non è diretto, bensì mediato dalle immagini mentali che di quella realtà ciascuno di noi si forma. La cultura di riferimento passa attraverso stereotipi socio-culturali che costituiscono i nuclei cognitivi dei pregiudizi e delle varie forme di discriminazione. Non sempre ne siamo consapevoli e tendiamo a confondere ciò che è “naturale” o biologico con ciò che è una “costruzione socio-culturale”. In particolare lo stereotipo di genere uomo/donna ci porta ancora oggi a considerare la donna come persona che fa “riferimento all’uomo, vive attraverso gli altri e per gli altri con proibizione di esprimere ed affermare se stessa”.

Con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza: da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio.

I dati Istat ci informano che il reato di femminicidio pare in leggero calo nel 2017, pur attestandosi su cifre quanto mai elevate alle quali ci stiamo tristemente abituando da anni, nella ripetitività dei casi e nella morbosa assuefazione mediatica. 120 donne uccise in Italia nel 2016 e con un numero assai simile si sta chiudendo il 2017, vittime spesso di violenze quotidiane che si consumano nell’ombra, al riparo delle “quiete” mura domestiche o nei luoghi della quotidianità vissuta e condivisa, eventi che sfuggono a qualsiasi seria e rigorosa raccolta di dati. Migliaia sono le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate. Milioni sono nel mondo le bambine stuprate, violentate, picchiate. È per tutti un dovere morale trovare strategie che coniughino serietà e informazione, leggi severe e campagne di sensibilizzazione.

Per dar rilevanza a questi messaggi, davvero forti e molto attuali, è intervenuta Donatella Caione dell’Associazione Donne in Rete di Foggia, che promuove la partecipazione delle donne alla vita politica, sociale e culturale. L’associazione è un nodo antidiscriminazione riconosciuto dalla Regione Puglia e ha fra le sue attività principali il contrasto al femminicidio e alla violenza di genere attraverso l’organizzazione di incontri e convegni, l’elaborazione e gestione di incontri nelle scuole, l’elaborazione e pubblicazione di libri e materiale vario. Allo scopo di realizzare una campagna innovativa di informazione e prevenzione sulla violenza contro le donne l’Associazione Donne in rete, con Matilda Editrice, ha ideato Disamorex, un preparato contro la violenza contenente 6 bustine che definiscono le varie forme di violenza e un foglietto illustrativo in cui viene spiegato qual è il principio attivo, a chi è destinato il trattamento, come assumerlo, quali sono gli effetti collaterali, parafrasando i bugiardini dei farmaci. Uno dei cartoncini è dedicato alla violenza fra adolescenti, che è quella in genere più difficile da riconoscere perché le giovani donne più facilmente scambiano il possesso per amore, le molestie per avances, il controllo per gelosia.

Ha poi preso la parola l’avvocato Massimiliano Arena che ha trattato dal punto di vista giuridico le situazioni di conflittualità genitoriale, soprattutto in caso di separazione, e le conseguenze, a volte disastrose, di tali conflittualità sui minori interessati, spesso vittime di vere e proprie vessazioni e distorsioni da parte di almeno uno dei genitori.

Per ultimo, c’è stato l’intervento del vicequestore Giovanni Ippolito, psicologo in servizio presso la Questura di Foggia, che, attraverso il proprio vissuto professionale quotidiano, ha illustrato ai ragazzi i casi più frequenti di abusi e violenze ed ha insistito sulla necessità di denunciare da parte delle vittime, il che non sempre avviene per senso di colpa, per vergogna, per paura.

La platea, composta da oltre 370 studenti dei licei Poerio e Marconi e degli Istituti tecnico-professionali Einaudi e Pascal, ha prestato grande attenzione ben consapevole dell’attualità e della rilevanza della tematica.

Paolo DI FONZO

 

 

 

 

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