Il R.C. Grottaglie con l’Onu per parlare ai giovani di futuro

Il Rotary con i più giovani per parlare del futuro del pianeta e, quindi del loro futuro. Questa la netta scelta di campo compiuta dal Rotary Club Grottaglie, che ha organizzato un interessante momento di incontro con gli studenti delle classi quarte del Liceo “Moscati”.
THE WORLD WE CARE“: questo il titolo dell’incontro. Un titolo che, come è stato sottolineato dalla dirigente scolastica Anna Sturino, riconduce ai vari significati della parola inglese “care”: avere a cura, occuparsi, preoccuparsi, ma anche voler bene. Un messaggio per i ragazzi che, nella responsabilità d’azione per la casa comune, intende anche andare in direzione della nascita di una cittadinanza globale, quale sarà quella del mondo futuro in cui essi dovranno vivere.
Non a caso il tema della mattinata è stato quella dell’Agenda 2030, lanciata dal Segretario generale dell’ONU, in cui si individuano i 17 goals, ovvero gli obbiettivi da costruire e raggiungere entro il 2030 per assicurare uno sviluppo di pace, di benessere, di istruzione di qualità per il nostro pianeta e i suoi abitanti: uno sviluppo soprattutto sostenibile, in grado cioè di poter essere fruito anche dalle generazioni che seguiranno.
Quello che viene configurata nell’Agenda 2030 è “il mondo che vogliamo”, quello dei nostri sogni, un mondo in cui non ci siano più né povertà,  né fame,  né disuguaglianze. Il mondo che vogliamo è  un mondo in cui regni la pace e ed in cui vengano assicurate pari dignità e pari opportunità a tutti gli esseri umani.
In tal senso anche l’intervento di Mauro Roussier Fusco, presidente del Rotary Club di Grottaglie, che ha pure ricordato le responsabilità degli adulti rispetto al garantire alle nuove generazioni istruzione e sostenibilità. Spiegando poi cosa è il Rotary il presidente Roussier ha pure ricordato che gli obbiettivi operativi del Rotary, perseguiti tramite i programmi della Rotary Foundation, rientrano tutti perfettamente in quelli dell’Agenda dell’ONU.
A illustrare in concreto ai ragazzi l’Agenda sono stati tre funzionari del Global Service Center di Brindisi dell’ONU, Maria D’Aprile, Paola Pinto e Jackie Amoko.
E’ stato un resoconto brillante e pieno di stimoli, che ha richiamato pure il valore dei piccoli gesti e la possibilità dell’agire anche individuale o di piccoli gruppi, persino tramite una app dei loro telefonini (Sustainable Development Goals in Action mobile application). L’appello è stato incisivo anche perché l’Agenda 2030 è probabilmente l’ultima spiaggia disponibile per salvare il pianeta. Se ciò è vero, non si può rimanere estranei al compito di partecipare tutti insieme, riscoprendo il valore della partnership, allo sforzo di affrontare in maniera etica e solidale alle grandi criticità del mondo. E’ anche questo il senso della cittadinanza globale. Un motivo di più per richiamare la priorità strumentale di un lifelong learning, di un processo formativo che duri tutta la vita.
Vivace il dibattito con i ragazzi, che hanno posto numerose domande. Al termine agli stessi ragazzi è stato rivolto l’invito a diventare “Young Ambassador Programme”, concorrendo con un proprio progetto al raggiungimento di questo titolo.
a.d.s.

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