Il R.C. Acquaviva-Gioia ricorda D’Annunzio aviatore

Un’intera giornata dedicata a Gabriele d’Annunzio aviatore.
Il 12 ottobre p.v., in occasione del 100° anniversario dell’impresa di Cattaro, il RC Acquaviva delle Fonti Gioia del Colle, guidato dal Presidente dr. Giuseppe Nitti, in collaborazione con il Liceo Ricciotto Canudo e il 36° Stormo dell’Aeronautica Militare, organizza una giornata interamente dedicata a D’annunzio Aviatore. Ufficiale osservatore, ideatore e comandante di azioni aeree, progettista, insieme al figlio ingegnere, di aerei, non fu mai pilota e dovette affidare i comandi di volo a uomini di fiducia.
Sulla figura poliedrica del poeta, indiscusso protagonista dell’Italia dagli anni Ottanta dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento, tanto è stato scritto e detto, sì che sembrerebbe che non ci sia più nulla da dire. Tuttavia, vi è un aspetto, quello del volo, metafora dell’elevazione spirituale, che ci consegna un uomo alla ricerca della libertà, ma soprattutto aperto alla modernità ed al progresso tecnologico. D’Annunzio è affascinato dai nuovi mezzi di trasporto, come l’automobile e l’aereo, e ne coglie con entusiasmo la potenzialità, tanto da intuire la conseguente mutazione sociale e da diventare un animatore di imprese aeree.
Ed è proprio l’esperienza in campo aeronautico a legare D’Annunzio a Gioia del Colle, da lui ribattezzata, dopo l’incursione aerea vittoriosa su Cattaro, “Gioia della vittoria”.
Infatti, nella notte del 4 ottobre 1917, dall’Aeroporto Militare di Gioia del Colle, dove insiste un monumento dedicato al Poeta aviatore, spiccano il volo, alla volta delle Bocche di Cattaro (base navale austro-ungarica), 15 biplani trimotori (sprovvisti di apparati radio e di strumentazione per la navigazione) divisi in due squadriglie; una è comandata da D’annunzio; nell’equipaggio anche i gioiesi Lattanzio e Pugliese. L’impresa è rischiosa, sia per la lunga traversata dell’Adriatico (500 chilometri, tra cui 400 in mare aperto, tra andata e ritorno e con l’aiuto della sola bussola), sia per l’acerrima difesa nemica, ma si conclude con un successo.
Durante la sua permanenza gioiese, il poeta stringe rapporti di amicizia con famiglie del luogo, i Cassano e i Soria (alcune lettere inviate ai Cassano tra il 1917 ed il 1919 testimoniano la gratitudine del Vate per l’ospitalità ricevuta); conosce uomini di cultura, come il sacerdote don Vincenzo Angelillo (che gli dedica una poesia) e il prof. Fortunato Matarrese, successivamente Preside del locale Liceo Classico Publio Virgilio Marone, dove è presente un busto dello Scrittore. Singolare l’incontro con la sig.ra Maria Favale, direttrice dell’Ufficio Postale di Gioia, cui D’Annunzio dona una sua raccolta di Orazioni e Messaggi.
Infine, Gioia è sede di uno stabilimento dell’ Ansaldo Caldaie, ex TERMOSUD, e L’Ansaldo preparò lo SVA, il biposto con cui, nell’agosto 1918, il Poeta effettuò il volo su Vienna.
Nella mattinata del 12, con inizio alle ore 10.30, presso l’Auditorium del locale Liceo Scientifico Ricciotto Canudo, diretto dal dr. Rocco Fazio, il Comandante del 36° Stormo dell’Aeronautica Militare di Gioia del Colle, colonnello Bruno Levati, Socio onorario del Club, e il colonnello in pensione dell’Aeronautica militare, nonché Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Arma Aeronautica Sezione di Pescara Bartolomeo Di Pinto, terranno, quindi, una conferenza agli studenti per ricordare l’impresa di Cattaro. Il primo affronterà il profilo militare, il secondo il profilo storico. Al prof. Attolico, insegnante presso il Liceo, l’aspetto letterario.
Alle 18.30, presso la base aerea di Gioia del Colle, seguirà un Interclub con i RC di Putignano e Massafra, con le relazioni del colonnello Levati e del colonnello Di Pinto.
L’iniziativa, rivolta al grande pubblico ed agli studenti si inserisce nel fil rouge che lega le attività del Club di questo anno rotariano, volte, tra l’altro, a valorizzare e far conoscere il territorio e a stimolare nelle nuove generazioni una riflessione sul senso di appartenenza, sull’importanza del sogno, sul progresso tecnologico.
Si vuole offrire ai giovani, attraverso la testimonianza del coraggio dei primi pionieri del volo (D’Annunzio amava il rischio del pericolo, l’impresa impossibile, il tentare ad ogni costo), il messaggio dell’importanza di avere degli obiettivi. Perché la storia, si sa, ci fa capire chi siamo e ci aiuta a costruire il futuro.
Margherita Pugliese

 

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