Lettera del Governatore Febbraio 2019

venerdì, 01 febbraio 2019 by

Lettera del Governatore

Febbraio : Mese della pace e prevenzione dei conflitti

                                                                                                                                                        

“C’è la speranza quando qualcuno crede che non è un sogno la terra, ma un corpo vivo  e che lo sguardo il tocco e anche la vita non mentono.

E tutte le cose che qui conobbi sono come un giardino quando tu sei sulla soglia. Entrarvi  no, non si può, ma c’è certamente.

Se noi guardassimo meglio e con saggezza maggiore, in quel giardino del mondo potremmo scorgere ancora un fiore nuovo e più di una stella.

Dicono alcuni: il nostro occhio è ingannevole e non c’è nulla, ma soltanto sembra: ma sono appunto coloro che non hanno speranza.

Pensano che quando l’uomo volge appena le  spalle, subito il mondo dietro a lui si spegne, quasi che mani di ladro l’avessero carpito”.

                                                                                       CZESLAW  MILOSZ , 1943                                                    

                                                                                 

Ero studente universitario. Il mio cuore (in quei giorni e … tuttora) era gonfio di dolore: avevo perso mia madre. Salendo le scale di un istituto universitario notai un manifesto con questa poesia. Mi piacque pensare che “qualcuno” avesse voluto mandarmi un messaggio di speranza. La poesia è stata scritta in tempi bui (1943) come bui, purtroppo, stanno diventando anche questi nostri tempi. A maggior ragione, perciò, bisogna avere speranza e, allargando i nostri orizzonti (da una visione personale ad una più sociale) credere nel dialogo, nella forza del dialogo per affermare la giustezza di una serena convivenza. Il rotariano crede nella speranza, nel dialogo e crede nell’effetto più benefico del dialogo che è, appunto, la pace. Riaffermiamo questo messaggio di speranza in questo mese da noi dedicato alla pace mondiale e in questi nostri tempi attraversati da tanti “venti di guerra” e di voluta incomprensione.

I nostri sforzi, nel Rotary, siano, dunque, sempre finalizzati al raggiungimento della pace, questo grandissimo bene, fonte di vita e di speranza per l’uomo.

Viva il Rotary !

Vi abbraccio.

 

 

Lettera del Governatore Gennaio 2019

giovedì, 03 gennaio 2019 by

Lettera del Governatore

Gennaio: Mese dell’Azione professionale

                                                                                                                                                        

Cari amici,                                                                           

l’azione professionale identifica lo spirito con cui il rotariano prende parte alla vita nella nostra società.
Paul Harris ha, infatti, scritto che “ogni rotariano è uno strumento per inserire gli ideali del Rotary nella sua professione”.

Da qui ne discende anche il concetto di “ranking” (classifica) applicato nella prassi rotariana poiché, come sappiamo, un Club Rotary è costituito da soci che entrano a far parte del sodalizio venendo inseriti in una classificazione attagliata al loro tipo di attività lavorativa.

Del resto, l’articolo 4 dello Statuto del Rotary International invita a “… informare ai principi della più alta rettitudine l’attività professionale e imprenditoriale riconoscendo la dignità di ogni occupazione utile e facendo sì che venga esercitata nella maniera più nobile quale mezzo per servire la collettività”.

Il Rotary considera perciò l’azione professionale come un utile, importante e nobile “strumento” per dare prassi al nostro motto del “Servire al di sopra di ogni interesse personale”. Per tenere fede a questo motto il rotariano vaglia sempre la congruità e la correttezza dei suoi comportamenti e ciò per una esigenza, una “necessità etica” che ci riguarda tutti perché ci permette di agire nel migliore dei modi.

L’etica, infatti, non nasce come scienza teorica, ma come scienza pratica in quanto aveva come oggetto di studio il rendere al meglio il carattere (ethos) delle persone. Questa “ricerca del meglio”deve sempre “informare” (cioè “formare dentro”) la nostra attività. Una ricerca etica, la nostra, fatta di “prassi” (le nostre azioni), ma sorretta da “teoria” (i nostri ideali). Osservando la nostra società noi abbiamo deciso di agire per il “pro sociale” (cioè “verso gli altri”) e anche quando svolgiamo azioni pratiche, tali azioni, sono il risultato del nostro modo di pensare e di “teorizzare”.
Ha scritto Goethe: “Ogni sguardo si muta in osservazione, ogni osservazione in riflessione, ogni riflessione in interpretazione. Ogni volta che ci rivolgiamo al mondo già teorizziamo”.

Sempre l’umanità ha posto domande ed ha teorizzato su ciò che è giusto fare ed è meglio fare nei rapporti personali e sociali tra gli individui. Socrate invita, ad esempio, ad utilizzare, nel rapportarci con gli altri, tre “filtri”: quello della “verità” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia vero), della “bontà” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia buono) e quello della “utilità” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia utile).

L’imperatore-filosofo romano Marco Aurelio scrisse, a sua volta, che “la vera grandezza di un uomo consiste nella consapevolezza di avere nella vita uno scopo giusto, fondato sulla onesta opinione di se stesso e di tutto il resto, su un frequente esame di coscienza e su una costante obbedienza a quella regola che egli sa essere giusta”.

Più avanti nei secoli, Immanuel Kant ci suggerisce: “ Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre come un fine e mai come un mezzo”.

Ai nostri tempi, e con umiltà, anche il Rotary, per dare sostanza etica alle nostre azioni, ha adottato (1943) la cosiddetta “prova delle 4 domande” formulata dallo statunitense Herbert Taylor:

Ciò che dico, penso, faccio:
1. risponde a verità?
2. è giusto per tutti gli interessati?
3. promuoverà la buona volontà e migliori rapporti di amicizia?
4. sarà vantaggioso per tutti gli interessati?

Le “quattro domande” di Taylor non rappresentano un “codice” o una “normativa”; rappresentano soltanto un invito.
Un invito rotariano alla valutazione di se stessi. Con semplicità.

Con la “forza della semplicità”.

Che è la “forza” del Rotary.

Viva il Rotary !

 

Lettera del Governatore Dicembre 2018

giovedì, 03 gennaio 2019 by

Lettera del Governatore

Dicembre: Mese della prevenzione e cura delle malattie

                                                                                                                                                        

Cari amici,                                                                           

i problemi della salute hanno sempre occupato un posto di preminente importanza nel Rotary al punto che ben tre delle sei aree di intervento della Fondazione Rotary sono dedicate a tali problemi (prevenzione e cura delle malattie; acqua e strutture igienico-sanitarie; salute materna e infantile). E’ poi da sottolineare che tra le espressioni fondamentali fissate dal Rotary, quando si parla della nostra “azione di pubblico interesse”, vien detto: “… è compito e responsabilità di ogni Rotary Club e di ogni suo membro cercare di migliorare la qualità della vita per tutti coloro che vivono nella comunità e servire l’interesse pubblico”.

Questa disposizione del Rotary emessa verso tutti i Club e verso tutti i soci ci spinge ad essere solidali anche sui problemi della salute. Per essere solidali occorre avere uno stato d’animo particolare per “entrare in contatto” con le necessità e con il “sentire” degli altri. Per definire questo stato d’animo, lo psicologo inglese Edward Bradford Titchener coniò, nel 1909, il termine di “empatia”; letteralmente, infatti, empatia significa “sentire dentro”.

Vi è differenza fra empatia e simpatia: il prefisso “sim” di simpatia indica “insieme con…”, mentre il suffisso “em” di empatia indica “in, dentro a…”. Per questo il termine empatia sottolinea una identificazione più profonda con i bisogni e le sensazioni dell’altro. Anche nel caso di nostre azioni o progetti tesi alla cura e alla prevenzione delle malattie l’atteggiamento empatico è fondamentale perché è il vero “terreno di coltura” dei comportamenti altruistici.

Il Rotary “sente” la necessità di agire con questi comportamenti che nascono da un sentimento profondo di attenzione verso l’umanità teso a favorire un mondo di pace e comprensione reciproca. Il grande medico italiano Augusto Murri (1841-1932) in un suo scritto (“Pensieri e Precetti”) ebbe a dire: “Medico vero non può essere chi non sente imperioso nel cuore l’amore degli uomini”. Parafrasando questa espressione anche noi possiamo dire, sorretti dai nostri ideali e dai nostri valori, che “… rotariano vero non può essere chi non sente imperioso nel cuore l’amore degli uomini”.

E di “amore imperioso nel cuore degli uomini” parla soprattutto, cari amici, questo mese di dicembre che vede l’avvento del Santo Natale.
Il mio augurio è che lo “spirito buono” del Natale, evocato da Charles Dickens nel suo “Canto di Natale”, scenda in tutti voi, nelle vostre famiglie e nei vostri cari continuando ad indicare a noi rotariani le vie dell’altruismo e dell’attenzione verso gli altri.

Vi abbraccio nel Rotary, viva il Rotary !

 

Lettera del Governatore Novembre 2018

venerdì, 02 novembre 2018 by

Lettera del Governatore

Novembre: mese della Fondazione Rotary

                                                                                                                                                        

Cari amici,                                                                           

il Mahatma Gandhi suggerì, una volta: “Non dite alla gente cosa fare, ma raccontate una storia e loro capiranno”. Per “raccontare la storia” della Fondazione Rotary dobbiamo rammentare che essa è legata soprattutto alla figura di Archibald (Arch) Klumph, 6° Presidente del Rotary International che al Congresso Internazionale del 1917 propose di istituire un fondo destinato a “fare del bene nel mondo”. Nel 1928 questo fondo fu ribattezzato Fondazione Rotary con la mission di consentire ai rotariani di promuovere la comprensione mondiale, la buona volontà e la pace attraverso lo svolgimento di progetti attuati nei settori della salute, dell’educazione, della lotta alla povertà e dello sviluppo delle comunità e “fare del bene nel mondo” divenne il motto ufficiale della Fondazione. Del resto, Arch Klumph, in una lettera inviata, nel 1929, a Presidenti di Club Rotary, scrisse: “Non dovremmo vivere solo per noi stessi, ma per la gioia che si prova nel fare il bene del prossimo”. Questo “bene” viene fatto dal Rotary attraverso la sua Fondazione operando non solo con programmi per la salute  (grande è, ad esempio il nostro progetto Polio Plus che, con la nostra tenacia, andrà a fine), ma anche con programmi di sussidi umanitari e programmi educativi (come le Borse di Studio per Ambasciatori della Pace o gli Scambi di Gruppi di Studio) assicurando anche una costante attenzione ai temi dello sviluppo economico delle comunità. La Fondazione Rotary rappresenta, quindi, il “braccio operativo” della progettualità e della azione di servizio della nostra Associazione. E’ una struttura prestigiosa caratterizzata da grande ed alacre attivismo. Un attivismo che nasce dalla nostra filantropia, dal nostro servizio (“dono”) disinteressato (“serve above self”). Martin Luther King ebbe, una volta, a dire: “ Tutti possono essere grandi, perché tutti possono donare. Ci vuole cuore per capire le necessità altrui. Ci vuole mente saggia per decidere il da farsi”.

Il “da farsi”, della Fondazione Rotary è grande ed ambizioso ed è informato dai nostri valori e dai nostri ideali. A tal proposito, è il caso, cari amici, di richiamare alla nostra memoria (con umiltà e al contempo con un po’ di fierezza) le parole a noi dedicate dal Santo Padre Giovanni Paolo II in un suo discorso del 1989: “… il nobile ideale del servire che i rotariani recano come emblema distintivo, invita quelli che contano di più a sentirsi responsabili dei più deboli e, anziché chiudersi egoisticamente nella difesa dei propri interessi particolari, a impegnarsi concretamente nella promozione del bene di tutti”.

 

Sosteniamo, allora, la Rotary Foundation, perché essa saprà sempre  indicarci il “da farsi” per permetterci di operare con… mente e cuore per la solidarietà!

Vi abbraccio nel Rotary.

Viva il Rotary!

 

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