Lettera del Governatore Aprile 2019

venerdì, 29 marzo 2019 by

Lettera del Governatore

Aprile: Mese della Salute Materna e Infantile

Cari amici,

il Rotary porta molto rispetto alla donna e alle problematiche legate alla salute materna e infantile.

La parola “rispetto” viene dal latino “respicere” con il significato di “re” (“di nuovo”) “spicere” (“guardare”). E di “nuovo sguardo”, di nuova attenzione si è trattato quando, nel 1989, il CoL (Consiglio di Legislazione del Rotary International) ammise, all’interno della nostra Associazione, le donne, quali socie a tutti gli effetti. La salute delle donne, la salute materna e la salute dei loro bimbi è importante per tutti noi. “Salute”, secondo l’accezione attuale dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale per la Sanità) è  uno stato di benessere dell’individuo non solo fisico e psichico, ma anche ”relazionale” (la persona deve vivere bene nella società con buoni rapporti e buone relazioni con gli altri). E, invece, nel mondo, ogni giorno, migliaia di donne muoiono, ancora, di parto. Sempre nel mondo, in questo tuttora ingiusto mondo, più di un miliardo di donne sono analfabete e due terzi dei bambini che non vanno a scuola sono donne. E che dire delle violenze perpetrate alle donne ad ogni latitudine del nostro pianeta con riverberi tragici anche su quel gran valore dell’umanità che è l’infanzia? Quale dolore, immenso, dovrebbe suscitare in tutti noi la visione di un bimbo scheletrito e con l’addome gonfio (che è uno degli aspetti esteriori ultimi della denutrizione)? Quale dolore dovrebbe suscitare in tutti noi la visione di un bambino con il mitra in mano (i “bambini soldato”) che non ha mai visto un gioco, che non ha più il sorriso (quel sorriso sereno di chi vive con gioia la propria infanzia, non il “ghigno” feroce di chi procura morte)? Anche in questi casi il Rotary propone un “nuovo sguardo” procurando, con le sue azioni, di rispettare (“respicere”) l’uomo.

Uno sguardo, che porta a suggerire “service” tesi a sostenere, ad esempio, l’alfabetizzazione o processi educativi che abbiano una particolare attenzione alle cure parentali donando, semmai, apparecchiature per mammografie o attrezzature di laboratorio per il controllo della salute oppure fornendo supporto per intraprendere attività commerciali o di artigianato o sussidi didattici per quei bimbi che hanno diritto di andare a scuola per crescere e vivere, dignitosamente, nel mondo.

Questo il Rotary lo fa e lo continuerà a fare. Il Rotary premia chi si impegna per realizzare tutto ciò con riconoscimenti quali lo “Jean Harris Award” (con cui si riconosce l’impegno individuale di una donna non rotariana) o il “Rotary Award for the Advancement of Women” (che premia, ogni anno, i Club che si sono impegnati in progetti di promozione della miglior condizione femminile e dell’infanzia). Un impegno costante, dunque, che in questo mese, da noi dedicato alla salute materna e infantile, deve sempre risuonare nella nostra mente e nei nostri cuori.    

Viva il Rotary !

Donato Donnoli

Lettera del Governatore Marzo 2019

venerdì, 01 marzo 2019 by

Lettera del Governatore

Marzo : Mese dell’acqua e strutture igienico-sanitarie

L’acqua è una risorsa insostituibile nella nostra vita. La vita stessa sulle Terra proviene dall’acqua Due terzi della superficie terrestre sono ricoperti dall’acqua.

Dall’acqua nasciamo come di acqua, in modo prevalente, noi siamo composti. L’acqua, perciò, è un bene dell’umanità. Un bene vero e unico. Spesso, poi, l’acqua viene utilizzata anche come metafora per poter, ad esempio, indicare il bisogno di comunicazione tipico della condizione umana (potremmo, in questo caso, citare il mare come “grande comunicatore” tra i popoli) o poter indicare quelle strade che sono insite in noi e che possono essere da noi perseguite per favorire la nostra crescita umana e sociale (rammentiamo, tal proposito, una frase del grande filantropo Albert Schweitzer: “Ciò che puoi fare è solo una goccia nell’oceano dei bisogni dell’umanità, ma è questa goccia che dà il senso alla tua vita”).

L’acqua, poi, nelle sue varie forme d’uso, è sinonimo, anche di igiene. I veri grandi progressi dell’umanità si sono ottenuti quando si è passati a gestire le acque e le acque reflue attraverso la costruzione di reti idriche e fognarie che hanno permesso di allontanare da noi tante malattie infettive favorendo miglioramenti della qualità della vita nella società umana.

Tutto questo, il Rotary, nella sua continua azione per produrre cambiamenti positivi nelle comunità, lo sa bene. Ecco perché ne ha fatto uno dei suoi capisaldi d’azione dedicandovi, per utili e costruttive riflessioni, il mese di marzo. In questo mese di marzo (sabato 16 marzo 2019) noi terremo, tra l’altro, un Convegno Distrettuale a Viggiano (Val d’Agri) sul grande tema della Riforma Agraria che interessò il Sud Italia a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. I temi che si discuteranno in tale Convegno sono pertinenti con il Rotary e con alcune delle sei grandi “Aree di Intervento” della nostra “Fondazione Rotary” quali lo “sviluppo economico e comunitario” e, appunto, “l’acqua e le strutture igienico-sanitarie” perché, anche su tale tema, la Riforma Agraria seppe intervenire con il contributo fattivo e responsabile anche di diversi rotariani che lavorarono per l’applicazione di tale Riforma.

L’acqua è, dunque, una risorsa da gestire (soprattutto attraverso strutture igienico-sanitarie adeguate) con saggezza per il bene dell’umanità e da rispettare sempre. In un suo scritto, l’attore e scrittore (Premio Nobel) Dario Fo cita una dicitura posta su un transetto di una Chiesa, di epoca romanica, dei suoi luoghi di infanzia (Santa Maria dell’Acqua in Valtravaglia, Lombardia) che, in un latino dialettale, recita: ”Sacra è l’acqua di questa fonte. Rispettala, tienila di conto, offrila a chi ha sete e benedici pure i nemici tuoi, ma non trarre mai vantaggio da essa. È sacrilegio, poiché se ne trai indebito profitto Dio si sente offeso”.

 

 

Lettera del Governatore Febbraio 2019

venerdì, 01 febbraio 2019 by

Lettera del Governatore

Febbraio : Mese della pace e prevenzione dei conflitti

                                                                                                                                                        

“C’è la speranza quando qualcuno crede che non è un sogno la terra, ma un corpo vivo  e che lo sguardo il tocco e anche la vita non mentono.

E tutte le cose che qui conobbi sono come un giardino quando tu sei sulla soglia. Entrarvi  no, non si può, ma c’è certamente.

Se noi guardassimo meglio e con saggezza maggiore, in quel giardino del mondo potremmo scorgere ancora un fiore nuovo e più di una stella.

Dicono alcuni: il nostro occhio è ingannevole e non c’è nulla, ma soltanto sembra: ma sono appunto coloro che non hanno speranza.

Pensano che quando l’uomo volge appena le  spalle, subito il mondo dietro a lui si spegne, quasi che mani di ladro l’avessero carpito”.

                                                                                       CZESLAW  MILOSZ , 1943                                                    

                                                                                 

Ero studente universitario. Il mio cuore (in quei giorni e … tuttora) era gonfio di dolore: avevo perso mia madre. Salendo le scale di un istituto universitario notai un manifesto con questa poesia. Mi piacque pensare che “qualcuno” avesse voluto mandarmi un messaggio di speranza. La poesia è stata scritta in tempi bui (1943) come bui, purtroppo, stanno diventando anche questi nostri tempi. A maggior ragione, perciò, bisogna avere speranza e, allargando i nostri orizzonti (da una visione personale ad una più sociale) credere nel dialogo, nella forza del dialogo per affermare la giustezza di una serena convivenza. Il rotariano crede nella speranza, nel dialogo e crede nell’effetto più benefico del dialogo che è, appunto, la pace. Riaffermiamo questo messaggio di speranza in questo mese da noi dedicato alla pace mondiale e in questi nostri tempi attraversati da tanti “venti di guerra” e di voluta incomprensione.

I nostri sforzi, nel Rotary, siano, dunque, sempre finalizzati al raggiungimento della pace, questo grandissimo bene, fonte di vita e di speranza per l’uomo.

Viva il Rotary !

Vi abbraccio.

 

 

Lettera del Governatore Gennaio 2019

giovedì, 03 gennaio 2019 by

Lettera del Governatore

Gennaio: Mese dell’Azione professionale

                                                                                                                                                        

Cari amici,                                                                           

l’azione professionale identifica lo spirito con cui il rotariano prende parte alla vita nella nostra società.
Paul Harris ha, infatti, scritto che “ogni rotariano è uno strumento per inserire gli ideali del Rotary nella sua professione”.

Da qui ne discende anche il concetto di “ranking” (classifica) applicato nella prassi rotariana poiché, come sappiamo, un Club Rotary è costituito da soci che entrano a far parte del sodalizio venendo inseriti in una classificazione attagliata al loro tipo di attività lavorativa.

Del resto, l’articolo 4 dello Statuto del Rotary International invita a “… informare ai principi della più alta rettitudine l’attività professionale e imprenditoriale riconoscendo la dignità di ogni occupazione utile e facendo sì che venga esercitata nella maniera più nobile quale mezzo per servire la collettività”.

Il Rotary considera perciò l’azione professionale come un utile, importante e nobile “strumento” per dare prassi al nostro motto del “Servire al di sopra di ogni interesse personale”. Per tenere fede a questo motto il rotariano vaglia sempre la congruità e la correttezza dei suoi comportamenti e ciò per una esigenza, una “necessità etica” che ci riguarda tutti perché ci permette di agire nel migliore dei modi.

L’etica, infatti, non nasce come scienza teorica, ma come scienza pratica in quanto aveva come oggetto di studio il rendere al meglio il carattere (ethos) delle persone. Questa “ricerca del meglio”deve sempre “informare” (cioè “formare dentro”) la nostra attività. Una ricerca etica, la nostra, fatta di “prassi” (le nostre azioni), ma sorretta da “teoria” (i nostri ideali). Osservando la nostra società noi abbiamo deciso di agire per il “pro sociale” (cioè “verso gli altri”) e anche quando svolgiamo azioni pratiche, tali azioni, sono il risultato del nostro modo di pensare e di “teorizzare”.
Ha scritto Goethe: “Ogni sguardo si muta in osservazione, ogni osservazione in riflessione, ogni riflessione in interpretazione. Ogni volta che ci rivolgiamo al mondo già teorizziamo”.

Sempre l’umanità ha posto domande ed ha teorizzato su ciò che è giusto fare ed è meglio fare nei rapporti personali e sociali tra gli individui. Socrate invita, ad esempio, ad utilizzare, nel rapportarci con gli altri, tre “filtri”: quello della “verità” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia vero), della “bontà” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia buono) e quello della “utilità” (avere certezza che quello che stiamo per dire sia utile).

L’imperatore-filosofo romano Marco Aurelio scrisse, a sua volta, che “la vera grandezza di un uomo consiste nella consapevolezza di avere nella vita uno scopo giusto, fondato sulla onesta opinione di se stesso e di tutto il resto, su un frequente esame di coscienza e su una costante obbedienza a quella regola che egli sa essere giusta”.

Più avanti nei secoli, Immanuel Kant ci suggerisce: “ Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre come un fine e mai come un mezzo”.

Ai nostri tempi, e con umiltà, anche il Rotary, per dare sostanza etica alle nostre azioni, ha adottato (1943) la cosiddetta “prova delle 4 domande” formulata dallo statunitense Herbert Taylor:

Ciò che dico, penso, faccio:
1. risponde a verità?
2. è giusto per tutti gli interessati?
3. promuoverà la buona volontà e migliori rapporti di amicizia?
4. sarà vantaggioso per tutti gli interessati?

Le “quattro domande” di Taylor non rappresentano un “codice” o una “normativa”; rappresentano soltanto un invito.
Un invito rotariano alla valutazione di se stessi. Con semplicità.

Con la “forza della semplicità”.

Che è la “forza” del Rotary.

Viva il Rotary !

 

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